Set 21 2019

Teppisti pestano a sangue l’autista di un bus a Roma. 17enne denunciato

E’ stato denunciato il 17enne rintracciato dagli agenti della Polizia di Stato per l’aggressione di un autista di un bus avvenuta venerdì sera intorno alle 23.30 su via Boccea a Roma. Per lui le accuse sono lesioni e interruzione di pubblico servizio. Il ragazzo era sull’autobus insieme con altri giovani e uno di loro ha sbloccato la leva di emergenza. A quel punto l’autista è uscito dalla cabina e in tutta risposta è stato aggredito con pugno sul naso talmente violento facendolo cadere a terra. Secondo alcuni testimoni una volta a terra sarebbe stato preso anche a calci. L’uomo è rimasto immobile in una pozza di sangue fino all’arrivo dell’ambulanza. I teppisti sono poi fuggiti, alcuni di loro a bordo di un taxi. E’ stato grazie a questo particolare che i poliziotti hanno rintracciato il 17enne. L’autista del bus ha riportato una frattura nasale ed è stato ricoverato al Gemelli con una prognosi di 30 giorni. Si cercano intanto gli altri responsabili del pestaggio: ad occuparsi delle indagini sono gli agenti di polizia del commissariato Monte Mario.

 

di: Annalisa Terranova @ 13:24


Set 21 2019

Lampedusa presa d’assalto, sbarcati altri 108 migranti. L’hotspot al collasso

Non si fermano più. Ancora sbarchi nel corso della notte a Lampedusa, cosa che accade da giorni.  In poche ore sono approdati complessivamente 108 migranti. Intorno alle 23:00 un barcone con a bordo 92 persone è stato intercettato a poche miglia dall’isola da una motovedetta della capitaneria di porto. Altri 16 migranti, a bordo di un barchino, sono giunti direttamente a terra.

L’hotspot, dove si trovano circa 300 extracomunitari a fronte di una capienza massima di un centinaio di ospiti, resta al collasso. Inoltre stando alle previsioni meteo, che sono in peggioramento, il traghetto che assicura i trasferimenti dall’isola verso la terraferma rischia di restare bloccato a Porto Empedocle. Nel frattempo prosegue la protesta di un gruppo di tunisini che chiedono di non essere rimpatriati manifestando sulla piazza della chiesa madre dell’isola; di giorno rimanendo seduti e la notte dormendo a terra. Nelle ultime due settimane a Lampedusa sono arrivate circa 600 persone.

di: Girolamo Fragalà @ 09:37


Set 20 2019

Volley, Francesca Piccinini conferma l’addio: «Adesso vorrei diventare mamma»

Francesca Piccinini conferma il ritiro. Come aveva già annunciato lo scorso ottobre, spiegando il perchè non avrebbe giocato oltre la Coppa del mondo in corso in Giappone, la massese dà l’addio al Volley giocato. Piccinini, schiacciatrice tra le più importanti e famose pallavoliste italiane, lo ha ribadito in un’intervista alla trasmissione Verissimo, che andrà in onda sabato alle 16 su Canale 5 ed il cui contenuto è stato anticipato ai giornali italiani. Insomma, a 40 anni (è nata il 10 gennaio 1979) una delle pallavoliste più forti di sempre dice basta. Perchè l’età avanza e perchè c’è anche desiderio d’altro: di un figlio, anzitutto. Le mancheranno, spiega, le sensazioni prima delle partite e l’adrenalina dopo le vittorie ma, è naturale che le cercherà in qualcos’altro. Nella maternità, per l’appunto, anche se non si nasconde quanto sia complicato trovare il partner ideale. La Piccinini gioca in serie A dalla stagione del 1993-94, dove esordì con la Pallavolo Carrarese; è poi stata a Reggio Emilia, Modena Spezzano, nel brasiliano Paraná Vôlei Clube, e a Bergamo, dove restò dal 1999 al 2012. Ha partecipato a tutte le manifestazioni internazionali più importanti. Nel 2002 si è laureta campione del Mondo con le azzurre. Ha vinto la Coppa del Mondo nel 2007 e l’oro europeo nel 2009. Un palmares poi zeppo inoltre di secondi e terzi posti spalmati su vent’anni di carriera. Francesca non pensa, per il futuro, di poter allenare a grandi livelli. Si vede più adatta a «far crescere le bambine». Auguri!

 

di: Salvatore Sottile @ 17:23


Set 20 2019

Inferno a Maranello, 30enne chiude in casa madre e sorella e tenta di dare fuoco a tutto

Inferno a Maranello, il dramma scoppia all’improvviso e quasi si rischia la tragedia, in una casa come tante, in una famiglia come tante… Una parola tira l’altra, i toni si accendono, l’atmosfera in famiglia si esaspera: e quando la madre confessa ai suoi due figli di volersi ricongiungere con il marito da cui è divorziata, padre dei due, il ragazzo 30enne non ci sta. Di più: non solo non è assolutamente d’accordo, ma prova a imporre il suo divieto alla mamma e alla sorella che, per proteggere la donna da un pugno, viene colpita in pieno volto…

Notte da incubo a Maranello: giovane violento con la madre e la sorella

Il delirio si scatena a Maranello (Modena), quando è l’1 e 30 della notte e il figlio 30enne della coppia, un giovane senza precedenti, viene arrestato dopo aver sequestrato in casa e minacciato la madre e la sorella, tentando di dare fuoco all’abitazione. I carabinieri, agli ordini del maggiore Camillo Giovanni Meo, comandante della compagnia di Sassuolo, hanno dovuto richiedere l’intervento dei Vigili del fuoco per aprire la porta dell’appartamento. Come anticipato, infatti, tutto è nato quando la madre del giovane ha annunciato di volersi ricongiungere al marito e padre del 30enne da cui si era separata. Il ragazzo non ha condiviso la sua decisione e ne è nata una fortissima discussione con la mamma. Il 30enne ha iniziato a inveire contro la donna, poi ha cercato di colpirla con un pugno, ma sua sorella si è frapposta tra loro. Ha poi chiuso a chiave la porta blindata d’ingresso, spezzando la chiave dentro la serratura, in modo che fosse impossibile aprire l’uscio. Poi ha iniziato a distruggere mobili e suppellettili e, con un liquido infiammabile, ha tentato di dare fuoco all’appartamento versandolo sugli arredi, con il chiaro intento di eliminare se stesso e la sua famiglia.

Barricatosi in casa con le 2 donne, prova a incendiare l’appartamento

La madre ha prontamente scongiurato lo sviluppo dell’incendio, gettando acqua sopra il liquido infiammabile. I vicini, allarmati dalle grida di madre e figlia, hanno chiamato i carabinieri che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per superare la barriera della porta blindata, chiusa dall’interno e con una chiave spezzata nella serratura. A quel punto, una volta entrati i carabinieri hanno immobilizzato il giovane che è stato condotto in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia che convaliderà il fermo. È accusato di sequestro persona, violenza privata e tentato incendio.

di: Priscilla Del Ninno @ 17:17


Set 20 2019

Concesso il rito abbreviato a Marco Carta. Il cantante assente in Aula: «Vive uno tsunami»

Marco Carta non si è presentato in aula questa mattina per la prima udienza del processo per il taccheggio di alcune magliette alla Rinascente, che lo vede al banco degli imputati dopo il fermo del 31 maggio con l’accusa di furto. Il Tribunale di Milano, sul processo per il furto di alcune magliette alla Rinascente di Piazza Duomo in cui sono accusati il cantante Marco Carta e l’amica Fabiana Muscas, amica del cantante, ha detto sì al rito abbreviato. Processo separato dunque per Carta e Muscas. Per la donna il giudice Stefano Caramellino valuterà il 17 dicembre 2019 se consentire o meno di farle svolgere lavori di pubblica utilità in una struttura per donne che sono state soggette alla tratta di clandestini a Cagliari come da istanza dell’avvocato Giuseppe Castellano. «La mia assistita – ha detto Castellano – si è presa la sua responsabilità nella faccenda e ha pensato di mettere a disposizione la sua esperienza lavorativa come infermiera al servizio di questa struttura».

Processo a Marco Carta, si del Tribunale di Milano al rito abbreviato

La prima sorpresa, allora, arriva proprio dall’assenza del cantante al Tribunale di Milano. Un’assenza giustificata dai legali di Carta, gli avvocati Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta, che a riguardo hanno spiegato: «Non è venuto perché la vicenda gli ha causato molti problemi. Per lui è stato un incubo, uno tsunami, come per tutti quelli coinvolti in vicende giudiziarie». Vicende che, stando a testimonianze e argomenti dell’accusa, lo hanno fin qui dipinto come il responsabile del furto, mentre lui si è sempre professato innocente e i suoi difensori insistono a dirsi convinti che le “immagini” riprese e registrate dalle telecamere di video-sorveglianza possono essere decisive per una risoluzione assolutoria del caso.

I punti di forza della difesa di Marco Carta

Per questo i legali del cantante, il cui arresto come noto non fu convalidato, hanno chiesto il processo abbreviato “condizionato all’acquisizione dei filmati” così come, allo stesso modo, sono convinti che pure le nuove testimonianze raccolte dalla Procura saranno in grado di dimostrare l’estraneità di Carta al furto. E così, come si apprende tra gli altri in queste ore dal sito del Tgcom 24, mentre l’amica del cantante, «ha chiesto di essere ammessa all’istituto della messa alla prova, cioè di potere svolgere lavori di pubblica utilità in un’associazione che si occupa di donne vittime della tratta della prostituzione a Cagliari», il processo per Marco Carta va avanti, «mentre il procedimento per la donna è stato stralciato e rinviato al 17 dicembre».

di: Priscilla Del Ninno @ 15:15


Set 20 2019

Anche la pagina su Bibbiano denuncia la censura: «Facebook ci ha bloccato i link»

«Nuova arbitraria censura imposta da Facebook fino al 26/9 alle 13:13. Non possiamo condividere alcun link! Si vuole imbavagliare chi denuncia lo scandalo degli affidi! È regime». A denunciarlo è la pagina Bibbiano lo scandalo degli affidi”, che condivide articoli, servizi tv e locandine su iniziative che denunciano lo scandalo dei bambini rubati.

Una pagina che rilancia i servizi su Bibbiano

«Raccolta di tutti gli articoli sullo scandalo degli affidi a Bibbiano. Per aggirare la vergognosa censura in atto. Per denunciare altre realtà simili. Perché un abominio simile non si ripeta più. Per risvegliare le coscienze. Per i nostri figli», si legge nella descrizione della pagina, il cui ultimo link visibile è la locandina della manifestazione “Ieri Bibbiano e oggi?”, indetta per stamattina a Milano in adesione alla mobilitazione nazionale dal coordinamento Colibrì, che opera a tutela dei diritti dell’infanzia.

Follower in rivolta: «Andiamo su Vk»

«È pazzesco, se penso alle porcherie che vengono segnalate e non censurate, ma addirittura ritenute rispettose degli standard», commenta Renata; Nando esorta a non mollare perché «la verità brucia, ma vince sempre»; Ivano assicura che «ci pensiamo noi popolino a ricordare Bibbiano tutti i santi giorni!!!!». Molti poi invitano a un trasferimento di massa su Vk, l’equivalente russo di Facebook, «l’unico vero social europeo libero e senza censura», sostiene Carmelo.

di: Annamaria Gravino @ 14:16


Set 20 2019

Torino, sequestrato il manuale dell’anarchico: le istruzioni per seminare violenza

Un documento che ratifica e dà le istruzioni per l’uso della violenza in città. Consigli ed esperienze per scendere in piazza con determinazione, consapevole che la repressione colpisce qualsiasi modalità di espressione di dissenso e sovversione, “buona o cattiva”. Così viene presentato l’incredibile opuscolo “Corteo. Prima, dopo, durante”, una sorta di  manuale dell’anarchico, di vademecum di comportamento per i rivoltosi dei centri sociali che intendono partecipare ai cortei di protesta.

Torino, rinvenuto in una perquisizione il manuale dell’anarchico

Il documento, datato marzo 2019, era stato rinvenuto la prima volta nella scuola torinese occupata a seguito dello sgombero dell’asilo di via Alessandria e oggi è “tornato alla ribalta” durante le 17 perquisizioni condotte in tutta Italia dalla Digos torinese che ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari. Tra i consigli c’è quello di non isolarsi ma procedere compatti in gruppo, non fare fotografie perché nel caso di sequestro dei cellulari possono contribuire al riconoscimento. E ancora: tra le pagine del manuale viene considerato “opportuno” portarsi cambi di abito per cambiarsi subito dopo l’attacco, utilizzare maschere antigas e occhiali da piscina per contrastare gli effetti dei lacrimogeni. Tra i suggerimenti anche l’utilizzo di alcuni farmaci per dare sollievo al bruciore provocato dai candelotti. E non è ancora tutto: per rallentare l’avanzata delle forze dell’ordine viene consigliato di improvvisare barricate rovesciando, per esempio, cassonetti della spazzatura in strada e, nel caso di fermo, la raccomandazione è di usare il diritto di restare in silenzio e non dire nulla alla polizia, così come, nel caso di ferite, di farsi refertare ogni contusione, anche la più lieve.

Consigli operativi di tipo violento per i militanti più pericolosi

«Il ritrovamento di questo documento – ha sottolineato Carlo Ambra, dirigente della Digos di Torino – è molto importante perché innanzitutto ha una data recente, quella del marzo 2019, quando a Torino si svolse un corteo internazionale durante il quale riuscimmo con una manovra storica a chiudere la parte dura, il blocco nero, degli anarchici in via Aosta e dove poi sequestrammo un arsenale di oggetti. Inoltre è importante perché dà consigli operativi di tipo violento da utilizzare per i militanti che intendono partecipare nella parte violenta del cortei al fine di evitare di essere individuati e riconosciuti dalle forze dell’ordine». Una incitazione all’odio, a come mistificarne gli effetti e a nascondere i carnefici.

di: Priscilla Del Ninno @ 14:02


Set 20 2019

Sconcerto in Francia, sperimentazione selvaggia su malati di Alzheimer

Sta destando parecchio sconcerto in Francia la scoperta una sperimentazione illegale di vaste proporzioni su malati di Alzheimer e Parkinson. Su almeno 350 pazienti sono state testate molecole dagli effetti sconosciuti. L’agenzia dei farmaci d’oltralpe, l’Ansm ha bloccato ieri i test. La ministra della Sanità, Agnès Buzyn, si è detta ” affranta e inorridita” e ha annunciato “pesanti sanzioni”. I test “selvaggi”, secondo quanto appreso, sarebbero stati condotti in una struttura, la Fonds Josefa, di cui uno dei maggiori responsabili è il professore Henri Joyeux. Ovvero uno scienziato che aveva già in passato subito parecchie critiche dalla comunità scientifica, in particolare per le sue dichiarate posizioni contrarie ai vaccini. Intervistato da alcuni media francesi, Joyeux ha tuttavia rilevato che la ricerca in oggetto non avrebbe nulla a che fare con un test clinico, anche se poi si è rifiutato spiegare meglio i motivi dei test su così tanti pazienti affetti da malattie invalidanti.

di: Salvatore Sottile @ 13:45


Set 20 2019

Alunni senza mensa mangiano su una panca nell’atrio: succede nella Milano di Sala

Il pasto consumato nell’atrio della scuola, su una panchina, vicino al banco dei bidelli, mentre i loro compagni sono in fila per andare in mensa: succede anche questo nella Milano di Beppe Sala, la città aperta all’accoglienza che diventa bivacco in Stazione Centrale. La città che guarda al melting pot come obiettivo finale e punta dritta alla realizzazione del sogno multietnico che però discrimina chi, per scelte personali o motivazioni economiche, ha deciso di non servirsi del servizio di refezione scolastica…

Milano, bimbi delle elementari pranzano nell’atrio della scuola

Il pasto consumato nell’atrio della scuola, su una panchina, vicino al banco dei bidelli. Mentre i loro compagni sono in fila per andare in mensa. Succede in una scuola elementare di Milano e la foto della scena, scattata da una mamma, viene pubblicata in prima pagina da La Stampa. Cinque bambini consumano il loro pasto sulla panchina. Due bambine, sedute a terra, la usano come tavolo, due bambini invece sono seduti e mangiano, mentre gli altri compagni li guardano. I loro genitori li hanno mandati a scuola con il pranzo preparato a casa e l’istituto li ha costretti a mangiare nell’atrio. La situazione è anche il frutto della decisione di molte famiglie di non servirsi delle mense scolastiche, sia per scelte personali che economiche. E una conseguenza di sentenze opposte del Tribunale di Torino e della Cassazione sulla possibilità di consumare a scuola il pasto da casa.

Sul caso è intervenuto anche l’Ordine degli psicologi

Sulla triste vicenda è intervenuto in queste ore anche il Cnop, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi che, sottolineando in rosso l’errore compiuto a danno dei piccoli alunni, ha sottolineato che «la scuola deve essere innanzitutto luogo di esperienze positive, di relazioni virtuose, dove il disagio di qualche bambino per la propria condizione economica precaria per qualche ora viene sospeso. Non esiste azione educativa senza solidarietà». Una presa di posizione netta, quella enunciata dal presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, Fulvio Giardina, sul caso di alcuni alunni di una scuola elementare di Milano costretti a consumare su una panchina dell’atrio il loro pasto portato da casa. «Non ci sono parole per descrivere il gravissimo episodio di violenza psicologica verso i minori perpetrato in una scuola elementare di Milano. Tutti i bambini vanno alla mensa scolastica, ad eccezione di cinque che, palesemente a disagio per la vergogna, mangiano il loro panino sulla panca dei bidelli», si sottolinea dal Cnop, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi. «Un episodio molto triste, inconcepibile in una società civile, che fa violenza anche, e soprattutto, a tutti i bambini più fortunati, non emarginati, poiché viene loro mostrato che il cibo, l’acqua non sono un diritto per tutti».

di: Priscilla Del Ninno @ 13:39


Set 20 2019

Il corpo fatto a pezzi ritrovato in Francia è di un italiano: era scomparso a luglio

Dunque, non ci sono più dubbi o dati da accertare: il corpo smembrato di un uomo, ritrovato in Francia, a Charlette (Isére), è quello di un cittadino italiano, il 44enne Vittorio Barruffo, scomparso il 9 luglio da Montalieu-Vercieu. Ed è mistero sulla scomparsa e sulla morte, sicuramente violenta, della vittima, un uomo come tanti, con una compagna e il lavoro in una pizzeria…

Corpo smembrato ritrovato in Francia: è di un italiano

Come si legge sul quotidiano Dauphine Libère, all’identità dimquel che resta della vittima, si è arrivati attraverso l’autopsia e dopo l’analisi dentale. Il cadavere, apprende l’Adnkronos riferendo elementi d’indagine relativi alle ispezioni cadaveriche, era avvolto in un telo di cellophane e presentava «lesioni craniche causate da un oggetto contundente che potrebbe essere la causa della morte per gravi danni neurologici e/o emorragia».

Una persona come tante: una compagna, un lavoro in pizzeria…

Il quotidiano francese ha pubblicato la foto del 44enne, che viveva in Francia con la sua compagna. Della sua scomparsa ne aveva parlato anche “Chi l’ha visto” e su Facebook un appello era stato lanciato da Elvira Barruffo. L’uomo doveva tornare in Italia quando è scomparso, e raggiungere lì la sua compagna rientrata a giugno. Ma a un certo punto ha smesso di rispondere al cellulare e non ha più dato notizie di sé. Poi, nelle scorse ore, il macabro ritrovamento che svela il giallo della sparizione, ma non ancora il mistero della morte…

di: Priscilla Del Ninno @ 12:42


Set 20 2019

Torino messa a ferro e fuoco dai centri sociali: fioccano perquisizioni e arresti (Video)

Quelle scene di guerriglia urbana scatenate dagli attivisti dei centri sociali di Torino contro la polizia che tentava di arginare l’onda d’urto di una rappresaglia sempre più virulenta e pericolosa, (di cui riproponiamo alcune sequenze in un video postato in basso), oggi hanno una prima risposta giudiziaria: la Polizia di Stato di Torino, dalle prime ore della mattina, ha dato inizio ad una vasta operazione per i gravi episodi di violenza verificatisi lo scorso 9 febbraio, in occasione della manifestazione organizzata dai gruppi anarchici a seguito dell’operazione “Scintilla” che ha condotto allo sgombero e al sequestro dello storico centro sociale Asilo.

Scontri tra anarchici e polizia per lo sgombero di un centro sociale

Le indagini della Digos di Torino, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, e che – data la provenienza dei vari soggetti coinvolti nella vicenda – hanno visto la collaborazione delle Questure di Milano, Ravenna, Sassari, Trento e Cuneo, sono infatti culminate in una serie di provvedimenti restrittivi attuati nei confronti dei militanti dei centri sociali. E allora, sono state adottate numerose misure cautelari nei confronti di militanti anarchici – provenienti dal Piemonte, dalla Lombardia e dalla Sardegna – indagati per i reati di lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e imbrattamento.

Disposte numerose misure cautelari per i militanti anarchici

Non solo: a quanto si apprende dalla Adnkronos, sarebbero tuttora in corso inoltre, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, diverse perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria di Torino. Per fare il punto sulle indagini, e in merito a maggiori dettagli sui provvedimenti di fermo, la Questura di Torino ha inoltro disposto un incontro con la stampa in cui aggiornerà e formalizzerà gli sviluppi della vicenda.

di: Priscilla Del Ninno @ 11:14


Set 20 2019

Lampedusa presa d’assalto, sbarchi nella notte. E il governo buonista non muove un dito

La nuova stagione inaugurata dal governo giallorosso continua a provocare emergenza. L’ipocrisia buonista, che serve da collante per mantenere in piedi un esecutivo senza né capo né coda, porta all’allarme. Gli sbarchi si susseguono, senza nessun tipo di freno e di controllo. Le proteste crescono come cresce la tensione. Lampedusa è presa d’assalto. «Nella notte una lancia in legno ha raggiunto autonomamente l’imboccatura del porto dove è stata intercettata della Guardia di Finanza. A bordo 27 persone, di cui 15 uomini, 4 donne e 8 bambini. Raccontano di aver lasciato Zuwara, #Libia, e di essere della Tunisia, Pakistan e Siria», fa sapere su Twitter Mediterranean Hope.

Poche ore prima era arrivato un altro barchino con 15 persone a bordo. Una motovedetta della Guardia di Finanza ha notato la piccola imbarcazione quasi all’imbocco del porto dell’isola. I migranti sono strati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola. L’ondata degli sbarchi con il cambio di governo è diventata costante e in crescita. Negli ultimi trenta giorni il totale degli arrivi è stato di duemila sbarchi, portando il totale a 6.570 (fonte ministero dell’Interno). In altri termini, in un mese è arrivato il 30% in più del totale dei sette mesi precedenti. I due giorni più “caldi” sono stati il 14 settembre, con 279 arrivi, e il 18, con 223, che stanno mettendo in ginocchio l’hotspot di Lampedusa.

di: Girolamo Fragalà @ 10:21


Set 20 2019

Indagato l’ex presidente della Open, la fondazione che finanziava Renzi

L’avvocato fiorentino Alberto Bianchi, 65 anni, ex presidente della Fondazione Open, creata per sostenere l’ascesa politica di Matteo Renzi, al tempo in cui era sindaco di Firenze, e finanziare le convention annuali della Leopolda, è indagato dalla procura di Firenze nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza il reato di traffico di influenze.

Una perquisizione è stata effettuata nello studio dell’avvocato Bianchi a Firenze, secondo quanto si è appreso, alla presenza del procuratore aggiunto Luca Turco, titolare del fascicolo di indagine.

A Bianchi, sempre secondo quanto è trapelato, viene contestato il reato di traffico di influenze illecite per prestazioni professionali che, tuttavia, secondo il suo legale, Antonio D’Avirro, «sono perfettamente legittime». Il legale precisa che Bianchi «ha messo a disposizione degli inquirenti quanto richiesto: chiarirà al più presto questa vicenda che lo sta profondamente amareggiando».

La Fondazione Open fu creata nel 2012, poco prima della partecipazione per la prima volta di Renzi alle primarie nazionali del Pd per la carica di segretario del partito, e chiusa nel 2018. Secondo notizie apparse sulla stampa più di un anno fa, i soldi raccolti da finanziatori privati da Open per le iniziative politiche a sostegno di Renzi, nel corso di 6 anni, sarebbero stati circa 6,7 milioni di euro.

La Guardia di Finanza di Firenze ha sequestrato i bilanci e l’elenco dei finanziatori della Fondazione Open. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco, intende accertare se attraverso i rapporti intrattenuti, Bianchi possa aver influenzato una serie di affari.

Nato nel 1954 a Pistoia, dopo essersi laureato in Giurisprudenza ed avere conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, Alberto Bianchi ha iniziato ad esercitare la professione forense nel 1986 nei settori del diritto amministrativo, commerciale, societario e fallimentare. In tale ambito, ha svolto la propria attività inizialmente presso lo studio legale del professore Alberto Predieri (dal 1983 al 2001); alla scomparsa del titolare (nell’agosto del 2001), ha fondato lo studio Bianchi e Associati, con sede principale a Firenze e sedi secondarie a Roma e Milano.

Dal 2001 al 2007 Bianchi è stato commissario liquidatore dell’Efim (ente per il finanziamento delle industrie manifatturiere). È stato inoltre componente del collegio dei liquidatori di Finanziaria Ernesto Breda (dal 1994 al 2001), consigliere di amministrazione di Rai New Media, presidente di Firenze Fiera (dal 2002 al 2006) e di Dada (internet company quotata in borsa, dal 2011 al 2013). Ha fatto parte del Comitato di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e nel maggio 2014 era stato nominato consigliere di amministrazione dell’Enel dal maggio 2014.

di: Girolamo Fragalà @ 09:44


Set 20 2019

Capri, carrozzina rotta: il giudice di pace condanna Easyjet a risarcire un disabile

Il giudice di pace di Capri Vincenzo Palombo ha condannato la compagnia aerea Easyjet a risarcire un cittadino caprese invalido al 100% per aver reso inutilizzabile una sedia a rotelle a mobilità elettrica in occasione di un viaggio a Barcellona. La compagnia dovrà risarcire il disabile per un importo pari a 3.800 euro più le spese processuali.

Il cittadino caprese, difeso dall’avvocato Teodorico Boniello (responsabile per l’isola di Capri dell’Unione nazionale consumatori), si era imbarcato il 7 marzo scorso all’aeroporto di Napoli Capodichino dove, secondo la ricostruzione dei fatti da lui fornita, «per motivi di sicurezza» gli era stato ordinato di «scendere dalla carrozzina elettrica e di utilizzarne una a mobilità manuale». La rassicurazione era che, una volta arrivati a destinazione, la sua sarebbe stata «rimontata dal personale della compagnia».

Arrivati a Barcellona però «l’uomo non ha ricevuto assistenza e la carrozzina gli è stata restituita rotta». Il personale della compagnia, ha spiegato l’uomo, «si è quindi impegnato, prima del rientro in Italia, ad aggiustare la sedia». Ma al rientro a Capri la carrozzina gli è stata rispedita «con 5 giorni di ritardo e ancora rotta», lasciandolo così privo dell’unico oggetto che gli garantisce la mobilità.
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«La prima cosa incredibile di questa vicenda è che la compagnia non ha accettato alcun nostro tentativo di risolvere in via bonaria la controversia, costringendoci a rivolgerci all’autorità giudiziaria», spiega l’avvocato Boniello.

«La seconda, del tutto inaccettabile – aggiunge – è che Easyjet ha tentato di paragonare una sedia a rotelle ad un qualunque altro bagaglio, chiedendo di applicare i limiti massimi previsti dalla Convenzione di Montreal, come se per un disabile non fosse qualcosa di indispensabile e vitale. Per fortuna il giudice ci ha dato ragione, ritenendo la sedia l’unico mezzo per i suoi spostamenti». L’associazione di consumatori ha inviato anche un esposto all’Enac, segnalando il caso per eventuali provvedimenti sanzionatori.

Molti gli episodi che vedono disabili in difficoltà per mancanza di strutture o per strutture inefficienti. A Roma la vergogna nella metro A. L’ascensore era rotto, il montascale non c’era e la scala mobile era ferma. Così un disabile in sedia a rotelle nè stato trasportato a braccia per guadagnare l’accesso alla banchina Termini/Anagnina attraverso i gradini. La scena è stata catturata dallo scatto di Fabrizio Fantilli del comitato “Trionfalmente 17”. Ha fatto il giro del web suscitando l’indignazione generale nei confronti dell’Atac. E ha fotografato una delle tante giornate di disagio per gli utenti della metro, alle prese col caso (anche giudiziario) degli impianti di traslazione fuori uso e delle manutenzioni false.

A Savignano, alla fermata degli autobus, è intervenuta la Polizia Locale dell’Unione Rubicone e Mare, in un’azione congiunta con i Carabinieri, per far salire un disabile sul mezzo pubblico. Ma a quel punto gli agenti hanno trovato l’opposizione ferma dell’autista del bus, evidentemente non intenzionato ad assumersi questa responsabilità. Una situazione che ha creato un po’ di scompiglio e qualche disagio alla circolazione, a pagare il prezzo più alto sicuramente il disabile, impossibilitato a salire sul mezzo pubblico di trasporto.
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di: Girolamo Fragalà @ 09:23


Set 19 2019

Indagati i tre agenti della scorta di Salvini per il caso del figlio sulla moto d’acqua

Violenza privata, tentata o consumata, e peculato d’uso: è questa l’ipotesi di reato per i tre agenti della scorta di Matteo Salvini che ieri sono stati interrogati, da indagati, alla presenza dei propri avvocati, nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Ravenna in relazione all’episodio del figlio dell’allora ministro dell’Interno fatto salire su una moto d’acqua della polizia a Milano Marittima.

I tre sarebbero coloro che, quel 30 luglio della scorsa estate, mentre il figlio del leader della Lega faceva un giro sulla moto d’acqua, nelle riprese video fatte dal collaboratore di Repubblica, invitano il giornalista a spegnere la telecamera. Di qui l’ipotesi di reato di violenza privata per i tre agenti e di peculato d’uso per l’agente che conduceva la moto d’acqua.

Reagisce Matteo Salvini in una diretta su Facebook: «3 poliziotti indagati. Li conosco. Per cosa? Per il giro di 5 minuti sulla moto d’acqua di mio figlio. Indagati. Mi vergogno, manco fossero spacciatori. Prendetevela con me, non con loro – dice il leader della Lega rivolto ai magistrati – Procuratore, per cortesia, lasci lavorare quei poliziotti. Non gli faccia passare notti insonni per un giro di 5 minuti. Se devo pagare, pago io. Ci sono».

Nelle settimane scorse la questura di Ravenna aveva concluso l’accertamento interno, scattato immediatamente, inviando per competenza agli atti alle Questure di Roma e di Livorno a cui appartengono i tre agenti della scorta e i due poliziotti che avevano in custodia la moto d’acqua.

di: Silvio @ 19:15


Set 19 2019

Mussolini: Saviano lasci stare San Gennaro, a Napoli rischia il linciaggio…

San Gennaro santo degli immigrati. Roberto Saviano la spara grossa sul santo patrono di Napoli ma non si ferma a questo.

Continuando nel suo ‘elogio’ del Santo in un video di Fanpage sui festeggiamenti per San Gennaro a New York Saviano ha aggiunto: “È un santo a cui puoi chiedere ‘proteggimi mentre rubo'”, o ancora “proteggimi mentre ho la scappatella”, è un santo a cui ti puoi rivolgere “con parolacce”. Insomma, “è l’unico santo in assoluto a cui ti puoi rivolgere come a un amico”.

Le sue parole non sono piaciute a molti, che vi hanno letto giustamente uno snaturamento del santo o in ogni caso un suo uso improprio a scopo di propaganda.

“Deve stare attento Saviano – dice Alessandra Mussolini – perché San Gennaro è un santo molto amato, rischia che lo linciano se va a Napoli: deve scappare a vita. In questo modo sta strumentalizzando un santo molto amato”. “Questa è voglia di protagonismo – continua la Mussolini – e anche di farsi del male, perché non ha senso. Lasciasse stare i santi. Perché deve sempre farsi notare come i primi della classe: una noia mortale. Con San Gennaro -aggiunge- Saviano ha proprio strafatto, è andato oltre”. “Forse perché adesso non ha più Salvini come bersaglio, dato che non sta più al governo, e lo sta sostituendo con San Gennaro. Da ‘san Matteo’ a ‘San Gennaro’. Mi dispiace che parli così, perché ho apprezzato Gomorra”, chiosa ancora Alessandra Mussolini.

“Saviano non perde occasione, proprio non riesce a non dire stupidaggini”, commenta ancora Gianluca Cantalamessa, deputato della Lega e presidente regionale del partito in Campania. Secondo Cantalamessa “è una follia che non sta né in cielo né in terra. Saviano – aggiunge – non sa come stare sulla cresta dell’onda e se ne esce con boutade che sono anche offensive per tutte le persone che credono in Dio e, nello specifico, per i napoletani. Trovo che sia la sua ennesima caduta di stile ma non mi meraviglia più, perché Saviano ci ha abituato al peggio”.

di: Annalisa Terranova @ 19:03


Set 19 2019

Rider, la truffa degli account ceduti agli immigrati clandestini: indaga la Procura

Alcuni rider delle piattaforme di food delivery avrebbero ceduto, forse a pagamento, il proprio account ad alcuni immigrati clandestini consentendo loro di lavorare. Lo hanno scoperto i pm milanesi – l’aggiunto Tiziana Siciliano e il sostituto Maura Ripamonti – che stavano svolgendo accertamenti sul modello di business delle piattaforme di sharing economy e che sospettavano il mancato rispetto delle tutele contrattuali, norme igienico-sanitarie carenti e pericolosità nei confronti degli altri utenti della strada.
E’ dunque partita inizialmente da qui l’indagine che la Procura di Milano sta conducendo sui rider, i fattorini che consegnano pasti a domicilio per conto delle piattaforme di food delivery, per poi allargarsi ad altre ipotesi di reato che avrebbero, però, già trovato conferma.

Gli accertamenti sul fenomeno socio-economico dei rider sono partiti all’inizio dell’estate, quando la Procura di Milano – «per precauzione», come riferiscono fonti investigative – ha deciso di affidare alla polizia locale una serie di controlli, condotti tra luglio e agosto.
A settembre è arrivata la decisione di aprire un fascicolo sul caso, fascicolo per il momento senza reato e senza indagati.

Sul tavolo dei procuratori milanesi Siciliano e Ripamonti c’è ora una «massa di documenti» da analizzare.
Si va da ciò che concerne il rispetto del decreto in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che si applica non solo ai lavoratori subordinati ma anche agli autonomi, come spesso sono i rider, fino ai problemi igienico-sanitari, con il cibo – per esempio – trasportato spesso a temperature non idonee.

E’ stato proprio durante i controlli a campione condotti dalla polizia locale di Milano che sono stati intercettati e identificati alcuni migranti irregolari. Su 30 rider fermati, infatti, 3 sono risultati stranieri non in regola.
Da qui è originata l’ipotesi degli inquirenti che alcuni rider, regolarmente titolari di un rapporto di lavoro con le piattaforme di food delivery, abbiano venduto il proprio account a immigrati non in regola.

Un’ipotesi che ha suggerito ai pm di approfondire la questione: l’aggiunto Tiziana Siciliano e il sostituto Maura Ripamonti hanno già provveduto a contattare diversi rider, oltre ai sindacati e alle società datrici di lavoro, le piattaforme di food delivery, per fare il punto della situazione. Ma la Procura di Milano “auspica” che altri rider possano farsi avanti e denunciare loro stessi situazioni di irregolarità o sfruttamento. Solo quando si avrà un quadro completo sul fenomeno, si procederà con la formulazione delle ipotesi di reato.

Il fascicolo aperto dalla Procura di Milano sul fenomeno dei rider è, infatti, al momento, a “modello 45“, cioè senza ipotesi di reato.
Ma la scoperta di stranieri irregolari tra i lavoratori potrebbe portare ora i pm Tiziana Siciliano e Maura Ripamonti a un’accelerazione nella formalizzazione delle accuse.

Alle piattaforme di food delivery, qualora venga accertata la loro responsabilità nell’aver fatto lavorare persone non in regola, potrebbero essere contestati i reati di occupazione di stranieri irregolari o di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come si apprende da fonti investigative. Nei confronti dei rider verranno, invece, applicate le norme in vigore in materia di immigrazione.

La vicenda della cessione degli account è già ampiamente nota in Francia dove a Nantes l’Ispettorato del lavoro ha già aperto un’inchiesta, il manager francese di GlovoAlexandre Fitussi ha ammesso il «grave problema» dei rider irregolari che sarebbero, secondo una stima piuttosto conservativa, almeno il 5 per cento del totale.

Nei mesi scorsi in Francia erano emersi i primi casi di rider che – utilizzando anche a chat su Facebook, WhatsApp e Telegramreclutavano immigrati per le consegne in bici, trattenendo una quota dal 30 al 50 per cento del guadagno.
In alcuni casi, rider francesi (o comunque con i documenti in regola) avrebbero aperto più account presso le diverse piattaforme, assicurandosi così un flusso continuo di entrate senza alcuna fatica.
Il fenomeno era già a conoscenza degli stessi gruppi di food delivery, dal momento che – come riportava il “New York Times” – Uber Eats in Francia contava già un cospicuo numero di addetti che effettuavano “ordini civetta” per verificare se fra i circa 20 mila rider  impiegati ci fossero situazioni irregolari o illegali (anche con il ricorso a minori).

di: Silvio @ 18:39


Set 19 2019

Immigrato minaccia i passanti con un coltello. E dà una testata a un poliziotto

È stato  arrestato un 28enne ghanese che questa mattina ha seminato panico in piazza Vanvitelli a Caserta. L’immigrato ha minacciato i passanti con un coltello. Poi non contento ha ferito un poliziotto con una testata per non farsi fermare. L’immigrato si era presentato al sindacato Usb nei pressi degli uffici comunali, chiedendo che gli venisse “cambiato in soldi” il ticket destinato ai migranti. Ma alla risposta negativa dei dipendenti del sindacato, l’immigrato ha estratto un coltello minacciando tutti i presenti. Quando poi è stata allertata la polizia l’immigrato si è dato alla fuga. Fuga che è finita dopo pochi metri dopo che ha aggredito con una testata un poliziotto di Caserta.  L’immigrato è stato portato in questura ed è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, minacce e lesioni.

di: Desiree Ragazzi @ 18:03


Set 19 2019

Niente canottiere e pantaloni strappati a scuola: polemiche per l’abbigliamento

L’abito non farà il monaco ma sicuramente fa lo studente. Almeno agli occhi dei professori. E negli ultimi giorni proprio vestiti e accessori sono diventati i protagonisti dell’inizio dell’anno scolastico. Il dress code è infatti entrato a gamba tesa al centro del dibattito, tra titoloni sui giornali e utenti indignati sui social. Tutto è nato dalla protesta di una preside che ha censurato, ufficialmente, il look di un proprio alunno considerandolo poco consono all’ambiente scolastico. E proprio da qui è partita l’indagine di Skuola.net, che ha chiesto a più di 1.300 studenti di dire la loro sull’argomento ”vestiario scolastico”. È così che sono venuti fuori i divieti più assurdi che i ragazzi hanno trovato ad attenderli al ritorno sui banchi. Niente canottiere, pantaloni strappati e pantaloncini sopra al ginocchio da indossare a scuola. Poco importa se il caldo non accenna a finire: queste sono le regole che dovrà “subire” almeno 1 studente su 4, che racconta come nel proprio istituto sia stata emanata una circolare specifica volta a fare chiarezza sul tipo di vestiario da dover indossare nell’edificio scolastico. Più morbida la situazione in cui versa un terzo degli studenti, dove un dress code esiste, ma non è messo nero su bianco su un regolamento. Viene sottinteso e rimandato al giudizio dei genitori, con il ”consiglio” di mantenere una certa sobrietà. A conti fatti, solo il 38% dei ragazzi ha carta bianca sul modo di vestirsi la mattina.

Dress code a scuola, le polemiche

Non tutti, però, sembrano aver digerito di buon grado le restrizioni che riguardano l’abbigliamento: uno studente su dieci afferma che non seguirà le regole imposte dall’istituto riguardo il dress code, giudicandole troppo stringenti. Soprattutto quando queste prevedono divieti quantomeno singolari (e talvolta estremi), come il non poter utilizzare braccialetti, non potersi tingere i capelli e non poter indossare magliette dai colori sgargianti. Ma i divieti assurdi non si limitano al dress code e sono molto più diffusi di quanto si possa pensare: è stato il 37% del campione a rispondere che qualche regola definita ”bizzarra” è stata introdotta di recente all’interno dell’istituto, suggerendo sottobanco quelle che più hanno fatto storcere il naso al momento del rientro a scuola. Ad esempio, qualcuno ha affermato di avere il divieto di bere durante le lezioni; se proprio ha necessità, deve chiedere il permesso all’insegnante. Un altro studente dice che non è più possibile acquistare bottigliette d’acqua all’interno dell’istituto, un altro ancora che non si possono tenere sul banco. Ci sono poi ragazzi che riportano che, quando c’è il docente in aula, è assolutamente vietato andare in bagno. E, per qualcuno, persino uscire in cortile durante la ricreazione non è più una cosa così scontata.

Il corredo scolastico

In una scuola dove, come abbiamo visto, molto è regolamentato, rimane tuttavia uno ”spazio” in cui gli studenti sono liberi di esprimersi: il corredo scolastico. Infatti sono pochissime (non superano la soglia del 10%) le scuole che limitano il libero arbitrio fornendo diari (8%), zaini, astucci e quaderni (2%) uguali per tutti. Evviva le scelte personali, quindi, almeno in questo. Così spesso non si bada a spese: 1 ragazzo su 5 dichiara di aver chiesto ai genitori, per il corredo scolastico, una somma che supera i 200 euro (percentuale che sale al 40% se si analizzano gli studenti delle scuole private). Scendendo, troviamo il 27% che si è tenuto tra i 100 e i 200 euro. Invece, 1 ragazzo su 4 ha investito nell’equipaggiamento base dai 50 ai 100 euro totali. Più parsimonioso quel 23% che è rimasto addirittura al di sotto della soglia dei 50 euro. In questo quadro, lo zaino merita una menzione speciale: è l’elemento per cui si spendono più soldi (ovviamente escludendo i libri di testo), forse anche per via del suo valore commerciale molto più alto rispetto a quello di diari e astucci. Ma anche perché è l’accessorio più evidente, quello che contribuisce a descrivere la personalità di ognuno.

di: Desiree Ragazzi @ 17:37


Set 19 2019

Ritorna “Striscia”, Ricci attacca Lerner e Mauro: «Se c’è qualche tonto che…»

Come ogni anno, ritorna Striscia la Notizia, il tg satirico di Canale 5 che tornerà nella sua consueta fascia oraria da lunedì 23 settembre. Ezio Greggio e Michelle Hunziker saranno i primi conduttori. Tra gli inviati, la new entry Philippe Daverio, mentre la nuova sigla sarà Tempacci. Le novità sono state presentate nel corso della conferenza stampa con cui viene introdotta questa 32esima edizione di Striscia la Notizia. In prima linea P Antonio Ricci, che ha parlato a tutto campo. Tra i passaggi più pungenti, quello in cui, parlando delle Veline, ha messo nel mirino Ezio Mauro e Gad Lerner.

di: Desiree Ragazzi @ 17:05


Set 19 2019

San Gennaro anticipa il miracolo: il sangue trovato già sciolto nella teca (video)

Il sangue di San Gennaro si è sciolto. L’annuncio è stato dato alle 10.04 dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, dall’altare del Duomo di Napoli prima della solenne celebrazione eucaristica in occasione della festività del santo patrono della città. «Cari amici, ancora una volta vi do la bella notizia: il sangue è sciolto», ha detto il cardinale Sepe mostrando ai fedeli l’ampolla con il sangue. L’annuncio è stato accolto con un lungo applauso dai tanti fedeli, curiosi e turisti presenti nel Duomo. «Vogliamo ringraziare il Signore – ha aggiunto il cardinale Crescenzio Sepe – perché questo è innanzitutto è un segno della sua bontà, della sua benevolenza, della sua misericordia, del suo amore per noi, per Napoli, per la Campania, per la Chiesa. E’ anche un invito a tenerci stretto stretto, come nostro parente e nostro amico, il nostro protettore San Gennaro. Viva San Gennaro», ha detto.«Quando prima della messa abbiamo aperto la cassaforte, come già era capitato negli anni passati, anche quest’anno il sangue lo abbiamo trovato già sciolto», ha aggiunto. «Questo significa che San Gennaro ci ha anticipato, significa che ci vuole bene».

Qui il video messo su Youtube da Ottochannel.

di: Luca Maurelli @ 17:02


Set 19 2019

Saviano strumentalizza pure San Gennaro: lo immagino protettore dei migranti

“Il sangue di San Gennaro si è sciolto e meno male altrimenti questo video non avrei mai potuto postarlo!- scrive Roberto Saviano su Facebook –  Qui sono a New York a raccontarvi la grande festa di San Gennaro oltreoceano. San Gennaro, protettore dei napoletani e degli emigranti – di tutti gli emigranti, anche veneti, laziali, calabresi, lombardi – oggi lo immagino protettore dei migranti, di chi lascia la propria terra per cercare altrove una vita dignitosa”. Lo scrittore tuttologo adesso è dunque diventato anche agiografo del santo più amato dai napoletani. E non si esime da inscrivere il Santo in una cornice d’attualità, trasformandolo in protettore di chi lascia la propria terra, ossia dei migranti.

Una invenzione, o meglio una fake news, fabbricata ad uso della retorica pro-immigrazione e della quale non c’è traccia nei testi agiografici relativi a San Gennaro, che risulta semmai protettore degli orafi e dei donatori di sangue. Anche la festa di San Gennaro a New York, oltre ad avere una valenza religiosa, celebra i rapporti tra italiani e statunitensi. Gennaro, vescovo di Benevento, oltre al fortissimo legame con la città di Napoli, è patrono anche di Benevento, Sassari e Torre del Greco. San Gennaro è un santo martire, decapitato durante la persecuzione di Diocleziano nel IV secolo.

Le ampolle dove il suo sangue venne raccolto scomparvero per quasi un secolo, per ricomparire nel 431. Era il giorno in cui il santo veniva portato a Napoli da Pozzuoli, una donna presentò le ampolle al vescovo, e il sangue si liquefece all’istante. Da allora il miracolo si ripete ogni anno, in tre date: alla vigilia della prima domenica di maggio, data del primo miracolo del sangue liquefatto. Quindi il 19 settembre, data del martirio, e in ultimo il 16 dicembre, anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631, durante la quale il santo venne invocato a protezione della città di Napoli.

 

di: Annalisa Terranova @ 16:57


Set 19 2019

Chinotto tricolore addio, Coca Cola si compra l’azienda italiana Lurisia

Addio italico Chinotto. O quasi, la bevanda analcolica dall’inconfondibile retrogusto amaro, simile alla cola, passerà di mano. Entro la fine del 2019 Coca Cola acquisirà Lurisia, la storica azienda di acque minerali e bibite (tra cui il chinotto) del gruppo controllato dal fondo d’investimento privato IdeA Taste of Italy, dalla famiglia Invernizzi, e da Eataly Distribuzione, per un valore di 88 milioni di euro. La società Coca Cola Hbc ha sottoscritto un accordo preliminare di acquisizione dell’impresa italiana che produce da decenni acque minerali e bibite come gazzosa, aranciata e chinotto. La chiusura dell’acquisizione, con il supporto di The Coca Cola Company, è attesa per la fine dell’anno, ma gli accordi sono già stati presi e indietro non si torna. Come noblesse oblige Piero Bagnasco, attuale presidente e amministratore delegato di Lurisia, e Alessandro Invernizzi rimarranno nel Consiglio di amministrazione dell’azienda «al fine di assicurare una continuità di business» oltre che gli azionisti.

Così Lurisia, conosciuta anche come Acque Minerali, fondata nel 1940 e con sede a Roccaforte Mondovì, in provincia di Cuneo, si aggiunge ai già quattro stabilimentidi Coca-Cola Hbc Italia presenti in Campania, Abruzzo, Basilicata e Veneto, dove ha sede il più grande centro produttivo di Coca-Cola in Europa. Una realtà italiana che vale quasi 45 milioni di euro: l’acquisizione di Lurisia completa l’attuale portafoglio di bevande Coca-Cola in Italia e supporta la spinta dell’azienda a offrire ai consumatori un autentico marchio italiano. Tra i principali produttori di Chinotto oltre a Lurisia ci sono la Sanpellegrino, oggi controllata dal gruppo multinazionale Nestlé, che lo esporta in tutto il mondo col marchio commerciale Chinò,  e la a storica società Neri di Capranica che ha riavviato l’attività di produzione del chinotto come Cin8Neri dopo un lungo periodo di arresto della produzione.

L’operazione commerciale non è andata giù a Slow Food, l’associazione fondata da Carlin Petrini in Italia nel 1986, che alla notizia del colpaccio di Coca Cola a deciso di interrompere la collaborazione con Lurisia. «Apprendiamo dagli organi di stampa del passaggio di proprietà di Lurisia al gruppo Coca Cola – si legge in una nota – Lurisia ha sostenuto l’attività di Slow Food a partire dal 2007, principalmente in veste di partner dei grandi eventi: Cheese, Slow Fish e Salone del Gusto. Con l’edizione 2019 di Cheese, al via nel fine settimana, si conclude la collaborazione, che non verrà rinnovata». Per Slow Food, che da sempre si batte contro le multinazionali e a tutela dei piccoli produttori e delle eccellenze tipiche locali, non è infatti pensabile continuare una partnership con uno dei primi gruppi mondiali nel campo alimentare.

di: Gloria Sabatini @ 16:49


Set 19 2019

Sottratti ai romani 20 milioni di euro, indagato il Pd Caudo, ex assessore di Marino

Da «assessore alla Riqualificazione Urbana del Comune di Roma avrebbe fatto approvare il progetto» delle Torri dell’Eur come restauro o risanamento conservativo – «che per il costruttore non prevede alcun tipo di onere da pagare al Comune – anziché di ristrutturazione edilizia – che prevede invece il pagamento di oneri concessori e del contributo straordinario per la valorizzazione immobiliare, per oltre 20 milioni di euro»: con questa accusa il Pd Giovanni Caudo, oggi presidente in quota dem del III Municipio e, all’epoca, «assessore della Giunta dem di Ignazio Marino», sarebbe stato indagato dalla Procura della Repubblica di Roma che gli contesta i reati di traffico di influenze illecite relativamente al progetto di restauro delle Torri e di abuso di ufficio relativamente ad altre due pratiche edilizie, una attinente a un immobile di pregio in largo di Santa Susanna, già̀ sede dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, e l’altra relativa alla zona di Grotta Perfetta.

Secondo la guardia di Finanza che ha indagato sulla vicenda «sfruttando anche le relazioni esistenti con alcuni funzionari del suo assessorato e di altri uffici pubblici», il dem Caudo «avrebbe concesso il permesso di costruire in maniera difforme dalle previsioni con notevole risparmio di spesa« per il costruttore.

La Procura di Roma ha, così, concluso le indagini relative sia al progetto di ripristino dello storico “Palazzo Raggi” in via del Corso che del complesso immobiliare delle “Torri di Ligini” all’Eur, già sede del Dicastero delle Finanze, notificando, nei confronti di dodici persone, fra cui, appunto, Caudo e il costruttore Domenico Bonifaci , la conclusione delle indagini per ipotesi di corruzione, abuso d’ufficio e per traffico di influenze illecite.

«Con riferimento alla vicenda relativa al restauro di Palazzo Raggi, un noto costruttore romano, proprietario dello stesso tramite una sua società – sottolinea la guardia di Finanza – avrebbe direttamente e costantemente, anche con l’ausilio dei collaboratori più fidati, tenuto i contatti con il capo pro-tempore del Dipartimento programmazione e attuazione urbanistica (Pau) del Comune di Roma e con alcuni funzionari del medesimo Dipartimento, al fine di scongiurare l’annullamento del piano di recupero dello storico palazzo romano».

«Nel caso relativo alla pratica edilizia delle Torri dell’Eur, l’allora assessore alla Riqualificazione Urbana del Comune di Roma – rivelano le Fiamme Gialle – avrebbe fatto approvare il progetto come avente natura di restauro e/o risanamento conservativo (che non prevede alcun tipo di onere al Comune) anziché di ristrutturazione edilizia (che prevede invece il pagamento di oneri concessori e del contributo straordinario per la valorizzazione immobiliare, per oltre 20 milioni di euro) in modo tale da concedere, sfruttando anche le relazioni esistenti con alcuni funzionari del suo assessorato e di altri uffici pubblici, il permesso di costruire in maniera difforme dalle previsioni con notevole risparmio di spesa».

Secondo la Finanza, «sono emerse inoltre irregolarità anche con riferimento ad altre due diverse pratiche edilizie: La prima è attinente ad un immobile di pregio in largo di Santa Susanna, già sede dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, in ordine alla quale l’assessore pro-tempore alla Riqualificazione Urbana (cioè sempre il Pd Caudo, ndr) ed il Capo del Dipartimento Pau pro tempore del Comune di Roma avrebbero esercitato indebite pressioni su dipendenti comunali per favorire il cambio di destinazione d’uso dell’immobile (dalla realizzazione di un importante centro di livello urbano culturale/commerciale con servizi e spazi espositivi alla realizzazione di uffici)».

Nel caso della seconda pratica edilizia, invece, Caudo e il Capo del Dipartimento Pau pro tempore del Comune di Roma, «avrebbero favorito una specifica cordata di costruttori per permettere di edificare in zona Grotta Perfetta, negando l’esistenza di specifici vincoli idrogeologici gravanti sul fosso di Tre Fontane».

di: Silvio @ 16:26


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