Feb 10 2024

Torino dà l’addio a Vittorio Emanuele: la tenerezza della famiglia tra le teste coronate

Nel duomo di Torino in una giornata piovosa sono stati celebrati i funerali di Vittorio Emanuele, il mancato re d’Italia, morto a 86 anni.  L’ingresso della bara, con la bandiera del Regno d’Italia e ricoperto dallo stendardo con lo stemma reale, è stato accompagnato da il Principe Emanuele Filiberto e seguito da Johannes Niederhauser, Segretario generale dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, che ha portato su di un cuscino, il Collare dell’Ordine. Subito dopo l’ingresso il coro ha intonato l’Inno Sardo. Rose rosse e gigli, i colori di Casa Savoia, hanno invaso il duomo a cui si è aggiunto il verde per comporre la bandiera italiana.

Nel duomo di Torino i funerali di Vittorio Emanuele

Poco prima del feretro avevano fatto il loro ingresso in cattedrale Marina Doria, seguita dalla moglie di Emanuele Filiberto, Clotilde, e dalle due figlie, le principesse Vittoria e Luisa. Nel duomo si fa silenzio quando entra Marina, moglie amatissima di Vittorio Emanuele per settant’anni. Occhiali scuri e capelli legati in una coda bassa, ha percorso la navata centrale con il capo chino. Emanuele Filiberto era dietro il feretro, commosso fino alle lacrime in molti passaggi dell’omelia.

“Il suo ricordo vivrà nelle future generazioni”

In prima fila sul lato sinistro dell’altare, in corrispondenza della Cappella che custodisce la Sacra Sindone, siede la famiglia reale. Né Maria Gabriella né Maria Beatrice sono presenti, trattenute in Svizzera e Messico da problemi di salute. In seconda fila siedono Aimone d’Aosta con la moglie Olga. Tanti i rappresentanti delle case reali europee: Dalla regina Sofia di Spagna al principe Alberto di Monaco molti hanno voluto dare l’addio al figlio dell’ultimo re d’Italia. “Il principe Vittorio Emanuele ha saputo nella sua umana fragilità essere un uomo il cui ricordo vive nelle generazioni che seguiranno”, ha detto Paolo de Nicolò, Gran Priore degli Ordini Dinastici della Real Casa, nell’omelia durante le esequie.

L’appello a Emanuele Filiberto per i poveri e gli ultimi

“Vedere la partecipazione qui di autorità, di case regnanti e già regnanti d’Europa, la partecipazione commossa dei membri e degli ordini dinastici della real casa di Savoia, di tante associazioni monarchiche, di amici provenienti dalle più disparate parti del mondo e di tanti italiani sono la testimonianza del bene concreto che il principe Vittorio Emanuele ha saputo donare a quanti lo hanno conosciuto”, ha aggiunto. “Alle generazioni che seguiranno, in particolare al principe Emanuele Filiberto e alle principesse Vittoria e Luisa, il compito di rendere contemporaneo il suo agire in favore dei poveri e dei bisognosi”, ha scandito de Nicolò. “Vittorio Emanuele  dal cielo sarà orgoglioso di vedere quanto realizzerete nel nome della grande famiglia Savoia”. Parole accolte con grande commozione da Emanuele Filiberto.

La carezza di Marina Doria e del figlio Emanuele Filiberto

Al termine della cerimonia funebre, quando il feretro di Vittorio Emanuele ha lasciato il Duomo di Torino coperto dalla bandiera del Regno d’Italia, la vedova Marina Doria e il figlio Emanuele Filiberto lo hanno accompagnato fino al carro funebre. Dove lo hanno salutato con una carezza e un bacio commosso. Dopo di loro si sono avvicinati alla bara Clotilde con le figlie Vittoria e Luise e poi la sorella Maria Pia. Ora la salma sarà portata a Biella per la cremazione dopodiché Vittorio Emanuele verrà tumulato a Superga.

di: Gloria Sabatini @ 20:15


Feb 10 2024

Cancro alle ovaie, un test alle urine può salvare molte vite. La ricerca dagli Stati Uniti

Un test delle urine per scoprire il cancro alle ovaie quando la malattia è agli inizi. Uno studio americano apre allo sviluppo di un esame semplice che, in combinazione con le informazioni raccolte attraverso il classico dosaggio di marcatori come il Ca-125 nel sangue, l’ecografia transvaginale e l’anamnesi familiare, potrebbe aiutare la diagnosi precoce di un tumore oggi difficile da individuare nelle primissime fasi. La ricerca è stata condotta da Joseph Reiner e colleghi della Virginia Commonwealth University, e sarà presentata negli Usa durante il 68esimo meeting annuale della Biophysical Society (Philadelphia, 10-14 febbraio).

Cancro alle ovaie, gli studi americani di Joseph Reiner

Studi precedenti avevano dimostrato che nelle urine delle donne colpite da un cancro alle ovaie viaggiano migliaia di piccole molecole proteiche o peptidi. Sebbene sia possibile rilevarle utilizzando tecniche già esistenti e consolidate, queste metodiche sono complesse e dispendiose. Reiner ha cercato un nuovo approccio per captare e riconoscere i peptidi spia, concentrandosi su una tecnologia potenzialmente in grado di rilevarne diversi simultaneamente. La metodica si basa sulla misurazione dei cambiamenti di corrente elettrica o di altre proprietà, determinati dal passaggio di molecole attraverso pori minuscoli o nanopori. Il team statunitense ha usato nanoparticelle d’oro che possono bloccare parzialmente questi nanopori. I peptidi, al loro passaggio, si attaccano alle nanoparticelle e ‘danzandovi’ attorno produrranno una firma molecolare unica.

Una nuova tecnica per analizzare i peptidi

Con questa tecnica il gruppo di Reiner è riuscito a identificare e analizzare 13 peptidi, compresi quelli derivati dal biomarcatore Lrg-1 trovato nelle urine di pazienti con cancro ovarico. “Di questi 13 peptidi ora conosciamo le firme – afferma il ricercatore – sappiamo come queste firme appaiono e come potrebbero essere utilizzate in questo schema di rilevamento. E’ come avere un”impronta digitale’ che ci dice cos’è il peptide. I dati clinici – sottolinea Reiner – mostrano un miglioramento del 50-75% nella sopravvivenza a 5 anni quando i tumori vengono rilevati nelle fasi iniziali. Questo è vero per numerosi tipi di cancro”, incluso probabilmente quello dell’ovaio.

di: Luca Maurelli @ 17:41


Feb 10 2024

Omicidio Scazzi, ad Avetrana blocco del traffico per il ritorno a casa di Misseri dopo il carcere

Si temono resse ad Avetrana, dove è stata deviata la circolazione,  per il ritorno a casa di Michele Misseri dopo la scarcerazione per fine pena. Domani l’uomo, condannato a 8 anni per il reato di concorso in occultamento di cadavere, lascerà la casa circondariale di Lecce e farà ritorno ad Avetrana, in provincia di Taranto.

Avetrana, domani il ritorno a casa di Michele Misseri

Misseri, 69 anni, tornerà a vivere nella villetta in via Grazia Deledda dove il 26 agosto 2010 è stata uccisa la giovane nipote Sarah Scazzi. Per il delitto sono state condannate all’ergastolo la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina, per omicidio volontario in concorso. Misseri si era incolpato per difendere la famiglia ma non è stato creduto. Ed è stato condannato invece per soppressione di cadavere, per aver nascosto il corpo. Sulla pena inflitta di otto anni di carcere, più di uno è stato scomputato, soprattutto per buona condotta.

Chiuse le strade vicine all’abitazione dello zio di Sarah Scazzi

Ad Avetrana si prevede un grande afflusso di persone, tra curiosi e giornalisti. Il comando di Polizia locale ha firmato un’ordinanza con cui, a partire da domani e sino a nuove disposizione, dispone la chiusura di via Deledda e delle strade limitrofe (fatta eccezione per il transito e la sosta dei residenti). Nella premessa del provvedimento si fa esplicito riferimento al ”prossimo rientro” di Michele Misseri ”così come ampiamente diffuso sui media locali e nazionali”. Pertanto si intende ”scongiurare ingorghi veicolari nella via Grazia  Deledda a causa di presumibili inusitati incrementi di flussi veicolari conseguenti alla ripercussione mediatica degli ultimi giorni”. L’ordinanza è frutto anche di un sentimento piuttosto diffuso ad Avetrana di non voler essere di nuovo al centro del tritacarne mediatico e di non vedersi più associati solo alla triste vicenda.

di: Gloria Sabatini @ 17:25


Feb 10 2024

Mar Rosso, gli Houthi minacciano le navi italiane: “Vi colpiremo”. Tajani: “Non ci facciamo intimidire”

Parole pesanti, quelle pronunciate dal leader dei guerriglieri Houthi, nel Mar Rosso: “L’Italia mette a repentaglio la sicurezza delle sue navi militari e commerciali assumendo il comando tattico della missione Ue Aspides nel Mar Rosso”, dice in un’intervista all’Adnkronos il vice capo dell’Autorità per i media degli Ansar Allah (Houthi) e presidente del consiglio di amministrazione dell’agenzia di stampa Saba, Nasr al-Din Amer (nella foto), sottolineando “che colpiremo le navi che aggrediscono il nostro Paese o che ostacolano la decisione di impedire alle navi israeliane di attraversare il Mar Rosso. Questo deve essere chiaro”.

Le minacce degli Houthi all’Italia

Secondo Amer, uno dei ‘volti mediatici’ degli Houthi – gruppo sciita zaydita che controlla ampie zone dello Yemen tra cui la capitale Sana’a – è “pericolosa” per l’Italia e “la conduce allo scontro diretto con il nostro Paese” la decisione di guidare la missione che intende “intercettare i missili yemeniti” che prendono di mira le navi israeliane o quelle dirette nello Stato ebraico.

Non consigliamo assolutamente all’Italia di impegnarsi in questa missione perché è basata su informazioni false ed errate secondo cui esiste un pericolo per la navigazione“, insiste l’esponente Houthi, secondo cui “non esiste alcuna minaccia per la navigazione in generale, ma solo per le navi israeliane, americane e britanniche che transitano attraverso il Mar Rosso, Bab al-Mandab, il Mar Arabico e il Golfo di Aden a causa della loro aggressione contro lo Yemen”.

I messaggi trasversali agli Usa

Il presidente del cda della Saba evidenzia che, da quando gli Stati Uniti hanno lanciato la loro missione nel Mar Rosso ‘Prosperity Guardian’ con il “pretesto” di proteggere la navigazione, “il numero di navi che attraversano il Mar Rosso è diminuito” e “gli Usa non sono stati in grado di garantire alcuna protezione alle navi israeliane, anzi, insieme alla Gran Bretagna, hanno messo a repentaglio la sicurezza delle loro navi. Non consigliamo all’Italia di fare altrettanto”.

Amer conferma quindi le affermazioni del leader degli Houthi, Abdul-Malik al-Houthi, secondo cui ci sarà un’escalation se non cesserà l'”aggressione” israeliana a Gaza. “Non possiamo rivelare il tipo di questa escalation, ma certamente se l’aggressione contro Gaza non si ferma, amplieremo le nostre operazioni in un modo che sorprenderà tutti“, spiega.

La risposta del ministro Tajani

Per evitare che i porti di Trieste, di Taranto, di Brindisi, Gioia Tauro e Genova “soffrano a causa delle violenze degli Houthi, l’Italia è stata protagonista nell’inviare una missione militare europea a difesa del traffico marittimo nell’area del Mar Rosso. Proteggeremo le nostre navi e non ci faremo intimidire”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa al termine della cerimonia alla foiba di Basovizza.

“Ci auguriamo si possa presto arrivare a una soluzione positiva in quell’area, che si possa arrivare alla pace, anche se non è facile, quindi anche disinnescare anche ciò che sta accadendo nello Yemen con i ribelli Houthi che attaccano i mercantili che passano nel Mar Rosso”, ha proseguito Tajani, sottolineando che “la nostra Marina militare difenderà le nostre navi mercantili perché siamo un Paese che ha il 40% del proprio Pil che dipende dalle esportazioni e non possiamo permetterci che l’impossibilità di esportare in quell’area provochi danni ai nostri porti e alle nostre imprese”.

di: Luca Maurelli @ 17:15


Feb 10 2024

Geolier non cede al piagnisteo e zittisce la sinistra: “Ma quale razzismo, i fischi fanno parte del gioco”

Nessun razzismo Nord-Sud, nessun piagnisteo per i rumorosi fischi ricevuti dal palco di Sanremo alla notizia della vittoria nella serata delle cover e dei duetti. Geolier zittisce le polemiche del giorno dopo (che la sinistra trasforma in un caso politico) e la prende sportivamente. “I fischi sono un modo per esternare un parere, come un applauso. Ieri mi sono esibito all’Ariston mentre le persone fischiavano e se ne andavano, è stato difficile. Alla fine, è un parere. Le persone potevano applaudire o restare neutre”. Così in conferenza stampa il rapper napoletano che ieri si è esibito con Guè, Luchè e Gigi D’Alessio e ha chiuso al primo posto davanti a Angelina Mango, figlia dell’indimenticabile Pino Mango, che ieri ha commosso tutti con la sua interpretazione magistrale de La Rondine.

Geolier: i fischi sono un parere, Angelina mi ha emozionato

“Mi ha colpito molto l’esibizione di Angelina e Annalisa. Angelina mi ha emozionato anche mia mamma che dovrebbe stare dalla mia parte a prescindere…”, dice Geolier dimostrando grande stile nei confronti della seconda classificata, che il pubblico dell’Ariston e in tanti da casa avevano già incoronata regina della serata. L’artista partenopeo, 6 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, zittisce chi grida al razzismo contro Napoli. Anche Amadeus cade nello stereotipo parlando con dispiacere di un’ondata anti-Napoli.

Il razzismo non c’entra, farò vedere chi sono davvero

“Credo non ci sia più questa cosa del razzismo nord-sud, non esiste… Al di là della classifica, io avrò ricordi bellissimi di Sanremo: alle persone sto facendo vedere ciò che sono davvero, niente di più e niente di meno”. Vittoria ‘rubata’ perché condizionata dal peso del televoto (un’altra delle polemiche che tiene banco)?  “Mi sento a disagio a rispondere a questa domanda. Alla fine, la mia fan base mi ha sempre supportato. Io mi sono esibito, non mi sento di aver rubato. È una brutta parola…”. Parole nette che, magari senza volerlo, zittiscono chi da sinistra (quella orgogliosamente meridionalista) soffia sul fuoco delle polemiche, si improvvisa fan sfegatato del popolare rapper, e ripropone lo stanco refrain del razzismo del ricco Nord (di destra?) contro il Sud dimenticato (di sinistra?).

La sinistra cavalca il caso e la butta in politica

Basta leggere i commenti sui social di esponenti di primo piano del Pd. “Noi gente del Sud non fischiamo mai né un artista né uno sportivo del Nord, né di un altro paese. Forza Geolier, sei tutti noi!”, scrive Stefano Graziano, nato ad Aversa, capogruppo dem in commissione di Vigilanza Rai. Pina Picierno di Santa Maria Capua Venere se la prende con lo stigma della camorra (che qualcuno ha adombrato dietro la vittoria di Geolier) “che accompagna tutte e tutti noi che siamo figli del Sud e della Campania, un pregiudizio frutto dell’ignoranza e della semplificazione”. Il leghista Cantalamessa invita a tornare tutti sulla terra, perché Sanremo è Sanremo, e a utilizzare le armi politiche per altri contesti. “Non credo sia stato contestato per il fatto di essere napoletano, ci sono sempre tifoserie contrapposte, anche nella musica, come in altri campi…”.

 

 

di: Gloria Sabatini @ 16:58


Feb 10 2024

“Lo-Renzi d’Arabia”: i giovani di FdI a Biella ridicolizzano Matteo portandogli un dromedario (video)

Un dromedario, in onore della sua “Arabia”, dove raccoglie onori e soldi, attende oggi a Biella Matteo Renzi, in città per presentare un suo libro e per parlare del caso Pozzolo, con preannunciati attacchi al sottosegretario biellese Delmastro. Fratelli D’Italia ha mobilitato un nutrito gruppo di iscritti che sventolano cartelloni ironici ed esibiscono un dromedario, proveniente da un allevamento del Novarese e accolto sotto un tendone ìa due passi dalla libreria Giovannacci dove il presidente di Italia Viva è atteso per l’incontro. “Lo-Renzi d’Arabia”, si legge su un cartello. “Perché è il parlamentare più ricco e le sue ricchezze dipendono dall’Arabia Saudita”.

“Nel 2023 Renzi ha firmato una dichiarazione dei redditi pari a circa 3 milioni di euro, la sua ricchezza deriva principalmente dalle consulenze che lui fa in Arabia Saudita”, ha dichiarato ai giornali locali il segretario provinciale di FdI , Cristiano Franceschini.

di: Luca Maurelli @ 16:20


Feb 10 2024

Papa Bergoglio canonizza “Mama Antula”, la santa delle prostitute. Grande festa in Argentina

“I santi brillano di luce riflessa e mostrano nei semplici gesti della loro giornata la presenza amorevole di Dio, che rende possibile l’impossibile”. Lo sottolinea Papa Bergoglio su X alla vigilia della canonizzazione della prima santa Argentina. Domani il Pontefice – nella Basilica vaticana – canonizzerà ‘Mama Antula’, la santa dei poveri che ha salvato dalla strada tante prostitute. All’evento prenderà parte anche il presidente argentino Milei che l’indomani avrà un faccia a faccia con Bergoglio in Vaticano.

Grande festa in Argentina per la canonizzazione di Mama Antula

La canonizzazione di María Antonia de Paz y Figueroa, conosciuta come “Mama Antula” sarà per milioni di argentini una grande festa di giubilo. La prima Santa argentina, l’unica nella storia del Paese, sarà elevata agli onori degli altari questo 11 febbraio nella Basilica di San Pietro da Papa Francesco. I vescovi argentini, durante la veglia che prelude ai festeggiamenti di questi giorni, hanno chiesto ai loro fedeli di pregare per l’intercessione della Santa nella situazione di difficoltà che sta attraversando il paese: incertezza, povertà e mancanza di lavoro. Ma si prega anche in un’atmosfera di serenità e di grande attesa per l’unità, la concordia e la pace.

Chi era la donna dedita alla carità e alle prostitute

“Mama Antula” è stata una donna gioiosa, laica e devota di San Filippo Neri. Nasce nel 1730 a Silipica nella provincia di Santiago del Estero, in un’epoca coloniale in cui le donne non venivano considerate. Faceva parte di una famiglia gerarchica e benestante; il padre era un encomendero, un importante proprietario terriero. Spirito inquieto, anticonformista e missionario, all’età di 15 anni las cia tutto per servire i più umili, i più bisognosi a quelli che avevano perso tutto. Lavora con i Gesuiti, collaborando nell’organizzazione degli esercizi spirituali, anche dopo l’espulsione dal paese della Compagnia Gesù, nel 1767. Trasferitasi a Buenos Aires, per vent’anni si dedica alla predicazione del messaggio di Cristo. Ha vissuto la fraternità degli Esercizi Spirituali compiuti contemporaneamente con la famiglia del Viceré e dell’aristocrazia di Buenos Aires, ma dedica il suo impegno anche agli schiavi, alle famiglie disagiate e a gente appartenente alle più diverse classi sociali, le prostitute di strada, in particolare.

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La cerimonia con il presidente Milei

Alla cerimonia sarà presente il presidente argentino Javier Milei, con la sorella, Karina Milei, il sindaco della città di Buenos Aires, Jorge Macri, la ministra degli Esteri, Diana Mondino, il ministro dell’Interno, Guillermo Francos, la ministra del Capitale Umano, Sandra Pettovello, il segretario del Culto, Francisco Sanchez e il governatore di Santiago del Estero, Gerardo Zamora, accompagnati da una trentina di imprenditori argentini. “La proclamazione della “prima santa” dell’Argentina è un dono per il Paese che in questo momento attraversa “un momento molto brutto”, a causa dell’inflazione e della povertà, spiega l’arcivescovo, spiega Monsignor Jorge Ignacio García Cuerva, arcivescovo di Buenos Aires,  che esprime speranze anche per un eventuale futuro viaggio del Papa nella sua terra natale, come da lui stesso auspicato in diverse interviste. Questa sarebbe una grande gioia per le persone, sottolinea García Cuerva: “Per me significa l’incontro del pastore con il suo popolo. Penso che ci siano tante persone desiderose di incontrarlo, e d’altra parte credo che la figura di Francesco sia riconosciuta a livello mondiale, è un leader mondiale, mentre a volte noi argentini non abbiamo lasciato che Bergoglio fosse Francesco e lo abbiamo messo in mezzo alle nostre discussioni e alle nostre divisioni particolari”.

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di: Luca Maurelli @ 15:46


Feb 10 2024

Foibe, il Giorno del Ricordo e quello dei vigliacchi: distrutta di nuovo la targa dei martiri di Firenze

I negazionisti entrano in azione di notte, col favore delle tenebre e dell’impunità, nel Giorno del Ricordo delle Foibe. Sono quelli del Giorno dei vigliacchi,che non mancano mai quando da sinistra la propaganda sminuisce la gravità di eventi storici che hanno provovato dolore e vittime. Ed ecco che accade di nuovo che la targa in memoria delle vittime delle foibe a Firenze sia distrutta, per provare a rimuovere la memoria. “I vandali non ci fermeranno. E non avranno l’ultima parola”, ha commentato l’assessora alla Cultura della Memoria e alla Toponomastica Maria Federica Giuliani. Nei giorni scorsi, nei pressi della Fortezza da Basso, era stato installato un palo con una targa toponomastica bifacciale, in modo da renderla più visibile.

Il gesto vile sulla targa dedicata alla Foibe

“Un gesto vile – ha aggiunto la Giuliani – purtroppo c’è ancora qualcuno, senza testa né memoria, che continua a negare questa pagina così drammatica della nostra storia. Un atto vergognoso con il quale si vuole colpire il ricordo delle vittime e offendere tutti i fiorentini. Ci auguriamo che i filmati delle telecamere permettano alle forze dell’ordine di individuare quanto prima i responsabili”.

“I nostri tecnici sono al lavoro per ripristinare prima possibile la targa – ha concluso l’assessora Giuliani – la memoria va tutelata e salvaguardata e non mancheremo di farlo come abbiamo sempre fatto ogni anno”.

La condanna di Fratelli d’Italia e Forza Italia

“Ci risiamo. Ancora una volta un gesto ignobile in occasione del Giorno del Ricordo. A Firenze, la targa in memoria delle vittime delle foibe, è stata nuovamente sfregiata. Si tratta dell’ennesimo episodio del genere a Firenze, frutto di un negazionismo strisciante”, si indigna il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. “Ci sono ancora degli ignoranti che rifiutano il ricordo della tragedia che ha visto migliaia di italiani morire nelle cavità carsiche per mano comunista e centinaia di migliaia lasciare le loro case e le loro terre perché non volevano vivere sotto il regime titino. Donne e uomini che hanno pagato con la vita o con l’esodo il solo fatto di essere orgogliosamente italiani. I tentativi di ridimensionare, giustificare, nascondere, minimizzare la tragedia delle foibe da parte di esponenti della sinistra, anche istituzionale, rischiano di essere una copertura politica per chi compie questi gesti. Nessuno può permettersi di strizzare l’occhio ai negazionisti: ci auguriamo che i responsabili del gesto siano identificati al più presto. Non sperino questi signori di fermare in questo modo il lavoro che il governo sta facendo per restituire all’Italia una pagina di storia per troppi anni rimasta sbiadita”.

La condanna del gesto arriva anche dalla senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato Licia Ronzulli. “L’ennesimo atto vandalico compiuto a Firenze contro una targa dedicata alle vittime delle foibe, è gravissimo e inaccettabile. Ciò che è accaduto, proprio oggi, dimostra quanto sia importante celebrare il giorno del ricordo, perché oltre ad onorare e rendere viva la memoria delle migliaia di vittime della ferocia titina, è un modo per combattere quanti, anche con questi atti, vogliono cancellare la storia e oltraggiare un popolo che ha dovuto subire atroci sofferenze”.

di: Luca Maurelli @ 13:33


Feb 10 2024

Sanremo, boom storico nella serata cover: 67,8% di share. L’ironia di Fiorello: “Ama, fonda un partito…”

Boom nella serata cover di Sanremo 2024, dove Amadeus torna a battere sé stesso e registra un record storico. La quarta serata del festival è stata vista in media, dalle 21.25 all’1.59, da 11.893.000 spettatori con il 67,8% di share. L’anno scorso la media della serata cover era stata, dalle 21.25 all’1.59, di 11.121.000 spettatori con il 66,5% di share.

Sanremo, nella serata -cover Amadeus batte di nuovo se stesso

Un successo enorme, nonostante chi alla vigilia avesse contestato proprio la durata della serata cover. Ma anche la media “trasversale” non ha intaccato gli ascolti: la prima parte della serata è stata vista -dalle 21.25 alle 23.35-  da 15.531.000 spettatori con il 65,1% di share. La seconda parte, dalle 23.38 all’1.59, ha registrato il “calo fisiologico”, seguita da 8.398.000 spettatori con il 73,2% di share. Tuttavia, anche nelle due fasce orarie Sanremo 2024 fa meglio della scorsa edizione. L’anno scorso, nella quarta serata, la prima parte fu seguita, dalle 21.25 alle 23.41, da da 15.046.000 spettatori con il 65,2% di share. E la seconda parte, dalle 23.44 all’1.59, da 7.041.000 spettatori con il 69,7% di share.

Boom di ascolti, l’ironia di Fiorello: “Ama perché non fondi un partito?”

“Piaccia o non piaccia, il Festival si becca tre 60% (di share, ndr) di fila. Amadeus da solo batte la Meloni e la Schlein insieme. Belzebù, perché non entri in politica? Ti fai un partito, lo chiami ‘Fratelli di Palco’, ‘Movimento 5 Scalette’ o ‘SanremoViva'”. Così Fiorello ironizza sugli ascolti del Festival di Sanremo nel gran finale di ‘VivaRai2!… VivaSanremo!’.

Questo il video con i fischi alla lettura della classifica cover

di: Antonella Ambrosioni @ 10:51


Feb 10 2024

Sanremo, serata cover. Per tutti ha vinto Angelina Mango ma arriva primo (tra i fischi) il rapper Geolier

La classifica della serata cover di Sanremo ricoperta di legittimi fischi per quel primo posto a Geolier, supportato dai napoletani che hanno preso d’assalto il televoto, e per quel secondo posto alla vera queen della serata, Angelina Mango che con La rondine ha emozionato, convinto, travolto tutti.

Ciò è stato dovuto a un grave errore di Amadeus che ha trasformato Sanremo in un Geolier contro tutti, un Napoli contro il Resto del Mondo, poiché sulla carta a questo punto diventa
impossibile la vittoria di una donna. Se Geolier ha vinto grazie al televoto la serata dei duetti in cui non ha particolarmente brillato,  esibendosi in un poco convincente medley di tre brani con altrettanti artisti (i rapper Gué e Luché per finire poi con Gigi D’Alessio), si capisce che il meccanismo delle giurie è sbagliato.

Il televoto, infatti, condiziona tutto, nonostante abbia soltanto il 34% del campione. Questo è un grave errore (e già si temeva qualcosa dato che hanno sostituito la giuria demoscopica con la giuria delle radio), che si aggiunge a una valutazione artistica sbagliata: quella di aver accettato (o proposto) in gara una canzone in dialetto napoletano, richiamando così l’attenzione dei napoletani di tutta Italia. Scelta sbagliatissima.

Di dialetti se ne sono ascoltati nella serata dei duetti, dal salentino di Alessandra Amoroso al sardo dei Tenores di Bitti in duetto con Mahmood e quella sarebbe stata la giusta sede per ascoltare una canzone in napoletano. La serata dei duetti doveva essere un duello al femminile e duello è stato ma solo dal secondo posto in giù. Conquistato da una straordinaria ed emozionante esibizione di Angelina Mango che ha avuto la meglio nei confronti di Annalisa (terza), mentre, come previsto sono scesi Loredana Berté e Mahmood, penalizzati dalla loro scelta di brani particolari; rispettivamente “Ragazzo mio” di Tenco nella versione rock di Ivano Fossati e “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla) facendo salire al quarto posto Ghali che ha proposto il mix “Italiano vero” (partito in arabo e concluso con “L’italiano” di Toto Cutugno) e Alfa che ha duettato con Roberto Vecchioni per “Sogna ragazzo sogna”.

Annalisa invece ha fatto il suo bravo compitino con “Sweet dreams” degli Eurythmics, mentre Angelina Mango è stata la vera sorpresa della serata perché la sua interpretazione de “La rondine” è stata davvero struggente. Ha trasformato una canzone ritmata del padre (l’indimenticabile Pino Mango) in una sorta di preghiera con quel “Dove sei, dove sei” del refrain che assumeva il significato dell’invocazione di una figlia che si rivolge al papà scomparso troppo presto (lei aveva tredici anni), “la rondine volata via”. Davvero da brividi e ha emozionato tutti.

Tra gli altri duetti i più convincenti, a nostro avviso, sono stati: Irama con Riccardo Cocciante per «Quando finisce un amore»; Fiorella Mannoia con Francesco Gabbani («Che sia benedetta» della Mannoia e «Occidentali’s karma» di Gabbani con la Mannoia che si è scatenata a ballare); Mr.Rain con i Gemelli Diversi per «Mary» accompagnati dall’esibizione delle Farfalle, la nazionale di ginnastica ritmica; Alessandra Amoroso con i BoomDaBash per un Medley salentino concluso da “Karaoke” e i Negramaro con Malika Ayane per una particolare versione de “La canzone del sole” di Lucio Battisti, mentre Fred De Palma con gli
Eiffel 65 ha rappato omaggiando Amadeus e il Festival nel cosiddetto freestyle (improvvisazione).

Un verdetto quello della vittoria di Geolier di ieri sera che pone seri dubbi sul televoto (meccanismo che non ci ha mai convinto) anche perché non si capisce chi ci guadagna con i 50 centesimi spesi da chi vota e anche per il fatto di aggiungere i voti della serata dei duetti a quelli delle serate precedenti.  Stasera maratona conclusiva con il televoto che stabilirà i cinque finalisti i quali saranno poi votati da televoto, sala stampa e radio per una serata che sarà davvero all’insegna di Geolier contro tutti.

di: Annalisa @ 08:46


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