Set 18 2020

Mentana affonda Concita De Gregorio: «È una saccente con il ditino sempre alzato»

Concita De Gregorio “saccente e col ditino alzato”: il ritratto che ne fa Enrico Mentana è perfetto per cristallizzare l’eterno e insopportabile atteggiamento di superiorità morale che la sinistra radical chic ostenta. Il direttore del Tg di La 7 disegna come meglio non si potrebbe l’opinionista, già direttrice del L’Unità, la “pasionaria” che da Floris ha dato il peggio di sé contro Salvini. Mentana era partito dall’inchiesta che dovrebbe inchiodare Matteo Salvini e la Lega, pezzo forte della puntata di “Piazza Pulita”, della quale, appunto, Mentana era ospite. Formigli ha cavalcato l’onda giudiziaria che potrebbe portare qualche scossone nell’elettorato leghista a una manciata di ore dal voto. E chiede conto al direttore del Tg della rete. Mentana ridicolizza subito, da giornalista navigato quale è, la portata della questione che ha portato all’arresto di tre commercialisti vicini al Carroccio; partita da una presunta cresta sulla compravendita del capannone della Lombardia Film Commission a Cormano.

La sinistra giustizialista sbaglia tutto

Argomenta: “In molti, nel Paese reale, dicono che i commercialisti fanno questo sempre – allarga le braccia il direttore del TgLa7 -. Io non la penso così, però è vero che è difficile vedere qui le stimmate di un grave caso internazionale. Un conto sono i 49 milioni, un conto sono gli 800mila euro…”. Insomma, state esagerando: questo il sottotesto della considerazione di Mentana. Che aggiunge ancora: “In 28 anni, da Tangentopoli in poi abbiamo visto tante inchieste, con l’arroccamento dei partiti ma pure degli elettori”. Dunque, ancora una volta la sinistra giustizialista sbaglia tutto, sbaglia tattica. Anzi, è una tattica suicida, cerca di far capire Mentana a Formigli. L’esempio offerto su un piatto d’argento è proprio la performance della  Concita De Gregorio a DiMartedì l’altra sera, sempre su La7.

Concita De Gregorio, “conciata” per le feste….

Mentana affonda senza pietà rammentando il duello tv che i più ha definito un vero e proprio “agguato” : “È lo scontro visto in tanti anni tra la sinistra colta e un po’ didascalica e saccente col ditino: e dall’altra parte la destra popolana e ribalda. Questo governo è nato per non far governare Salvini. Se poi cavalchi pure un’inchiesta giudiziaria il rischio aureola per il capo della Lega è reale”.

 

di: Antonella Ambrosioni @ 11:29


Set 18 2020

Del Debbio scatenato contro Grillo: «Il diritto di mandare aff***». E ridicolizza i 5Stelle (video)

Come ti sbagli? Paolo Del Debbio fa una reprimenda alla violenza di Beppe Grillo contro un suo giornalista buttato per le scale e subito scatta la vendetta puerile  dei grillini, che non hanno accettato gli inviti del conduttore di Diritto e Rovescio a rappresentare il Movimento in trasmissione. Nella puntata di giovedì 17 settembre, infatti, il conduttore esprime rammarico per non avere a trasmissione qualcuno del M5s alla vigilia di un doppio appuntamento cruciale, referendum e Regionali. “Abbiamo mandato mail, abbiamo cercato di averli: non sono voluti venire”, premette il conduttore. Che è troppo navigato per non percepire cosa c’è dietro. Dunque, avanza il sospetto: “Io non so se è legato a qualcuno che gli ha consigliato di non farlo. Io dico questa cosa perché per me è sempre stato un piacere invitare i M5s e mai nessuno mi ha detto che lo ho trattato male in trasmissione. Abbiamo sempre rispettato le regole che vogliono per i talk-show”. Non lo nomina, ma non ci vuole  Nostradamus per capire che questo “qualcuno” sia proprio Grillo.

 

Pertanto Del Debbio non può non aggiungere una considerazione: “Se poi qualcuno gli ha detto di non venire a noi dispiace. È nostro dovere, ci sono leggi da rispettare: all’Autorità garante per le comunicazioni manderemo copia delle mail inviate. Facciano quello che vogliono, però mi sembra abbastanza insensata”. Grillini smascherati e ridicolizzati. Sottomessi ai capricci di un comico fuori controllo.

Del Debbio: “Il diritto di mandare aff***”

In questa patetica scaramuccia contro Del Debbio  non è difficile ipotizzare un diktat di Grillo, “bastonato” non poco dall’intervento del conduttore durante la precedente puntata. Del Debbio non si fa certo condizionare da questa ripicca piccina e infantile: “A meno che non sia legata a quanto detto da me sul giornalista aggredito da Beppe Grillo. Ripeterei tutto – chiarisce senza lasciare alcun dubbio in materia-  è un atto che un leader politico non può permettersi. Non lo può fare. Ha il diritto di mandarlo a fare in cu***, ma non di buttarlo giù dalle scale. Fate come volete, non venite. Il mio dovere è invitarmi e vi inviterò sempre. E non devo chiedere scusa io, ma Grillo al giornalista. E non lo ha ancora fatto”. Già, chiedere scusa non s’addice all’Elevato.

di: Antonella Ambrosioni @ 10:49


Set 18 2020

Giorgia Meloni: «Ho parlato con la mamma di Willy, una donna con una dignità pazzesca»

«Ho parlato con la mamma di Willy due giorni fa». Lo ha rivelato Giorgia Meloni ai microfoni di Rtl 102.5. Un colloquio che non potrà mai dimenticare. «Mi sono confrontata con una donna che ha una dignità pazzesca», ha detto la leader di Fratelli d’Italia. «L’ho ringraziata e le ho portato la solidarietà. Lei mi ha risposto “sono una persona semplice. Ho fatto solo la parte mia, ho cresciuto un ragazzo straordinario”». Parole che vanno direttamente al cuore. E che esprimono un dolore profondo. Pene esemplari per chi ha ucciso Willy, la Meloni le ha chieste subito. E aveva definito gli aggressori «quattro animali, una banda di cocainomani, ex spacciatori».

Meloni sulle elezioni regionali

Poi l’intervista ha toccato altri argomenti, dal Campidoglio alle regionali e al referendum. «Ho risposto di no tante volte all’ipotesi di candidatura a sindaco di Roma», ha sottolineato la Meloni. Che ha precisato un elemento sul voto: «Un successo rilevante del centrodestra alle elezioni regionali sarebbe un segnale contro il governo nazionale. E penso che una riflessione il giorno dopo andrebbe fatta». Sul referendum «faccio un passo indietro e aspetto il responso dei cittadini. Io sono favorevole al taglio dei parlamentari, lo sono sempre stata. Tra l’altro il primo a tagliare i parlamentari fu il centrodestra. Se gli italiani faranno un’altra scelta si farà un altro governo, spero con le elezioni, e un’altra riforma migliore».

Le preferenze

«Rimettiamo le preferenze e risolviamo il problema della rappresentanza dei territori. Consentiamo che ciascuno possa scrivere il nome del parlamentare che lo rappresenta», continua la Meloni. «Non mi pare che attualmente ci sia grande rappresentanza dei territori…  prendi la Boschi da Arezzo e la vai a candidare a Bolzano».

Meloni, il governo e il tema del fascismo

Ospite di Stasera Italia, la leader di FdI torna sul referendum: «L’eventuale vittoria del Sì non è una vittoria del M5S e non è un test sul governo. Perché la norma è stata votata da tutti. Solo la vittoria del No andrebbe calcolata come un fallimento del governo». Infine, «Il tema del fascismo è una sorta di coperta di Linus per una sinistra che non ha più niente da offrire e deve guardare a 70 anni fa per cercare di darsi un’identità».

di: Girolamo Fragalà @ 10:03


Set 18 2020

Firenze, dipendenti a spasso e in palestra con l’auto aziendale. Scoppia lo scandalo (video)

Dopo lo “Scandalo Sas”, che ha visto la procura chiedere il processo per 49 tra amministratori, dirigenti e dipendenti statali, a Firenze la situazione non sembra migliorare. Alcuni dipendenti della Firenze Parcheggi, azienda pubblica partecipata dal comune di Firenze, hanno usato l’auto aziendale per andare a spasso ed in palestra. Violato il regolamento d’uso, per farsi i fatti propri a spese dei cittadini fiorentini. 

Auto aziendale, la denuncia di Torselli (Fdi)

Sono stati Francesco Torselli, candidato capolista di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali in Toscana, e Alessandro Draghi, capogruppo di FdI in consiglio comunale a Firenze, a denunciare il fatto. Tramite un video postato sulle loro pagine Facebook, infatti, i due hanno simpaticamente smascherato i furbetti e tallonato l’auto aziendale.

Colti in flagrante

Seguendo l’auto di Firenze Parcheggi è stato poi chiaro ed evidente l’utilizzo che ne viene fatto. È infatti esplicito come il dipendente la usi per andare a fare compere, andare in palestra ed anche per tornare a casa fuori Firenze. Nessun uso privato è stato autorizzato. L’auto può essere utilizzata esclusivamente per andare dalla sede di Firenze Parcheggi ai vari parcheggi, per soli motivi lavorativi.

Questo è il modo in cui la sinistra gestisce il potere

 “Questa è la maniera in cui la sinistra gestisce il potere da più di cinquant’anni a Firenze ed in Toscana – afferma Francesco Torselli nel video. Pensano di essere i padroni del mondo e utilizzano ciò che è pubblico per i loro affari privati, impunitamente.”

Non ci va giù leggero neppure Alessandro Draghi. In conclusione al video, infatti, chiede spiegazioni al sindaco Nardella, reo di non riuscire a gestire situazioni come la precedente, oltre lo “Scandalo Sas”.

🔴 IN PALESTRA E A SPASSO CON L’AUTO AZIENDALE DELLA SOCIETÀ PARTECIPATAGuardate cosa succede a Firenze, dove la sinistra governa senza alternanza da oltre 50 anni: pensano di essere i padroni del mondo e utilizzano ciò che è pubblico per i loro affari privati.In questo caso, un dipendente della Firenze Parcheggi utilizza l’auto aziendale per andarci in palestra, a spasso e tornare a casa propria, violando il regolamento stesso della società.Sindaco Nardella, niente da dire???

Pubblicato da Francesco Torselli su Martedì 15 settembre 2020

di: Fabio Roscani @ 08:06


Set 17 2020

Vilipendio a Napolitano, il grillino Sibilia sarà processato. “Il mio era solo un giudizio politico”

Carlo Sibilia,  sottosegretario al ministero dell’Interno, è stato rinviato a giudizio per vilipendio all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il processo si terrà il prossimo 16 dicembre davanti al giudice monocratico. Lo ha deciso il gup di Roma nei confronti dell’esponente grillino che oggi ricopre un ruolo istituzionale rilevante.

Vilipendio a Napolitano, Sibilia rinviato a giudizio

I fatti risalgono al 2014. Quando l’allora deputato 5Stelle scrisse un tweet a commento della testimonianza che l’allora inquilino del Colle  avrebbe dovuto rendere nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. “Perché secondo voi impediscono agli scagnozzi Riina e Bagarella di ‘vedere’ il boss? ” twittò Sibilia. I giudici della Corte d’Assise di Palermo avevano appena respinto la richiesta degli imputati Totò Riina, Leoluca Bagarella e l’ex ministro Mancino di assistere alla testimonianza di Napolitano.

La difesa: la frase non riguarda la figura del presidente

Secondo  il legale del sottosegretario grillino, l’avvocato Mattia Alfano, la frase incriminata “non riguarda il rispetto della figura del presidente della Repubblica ma il privato cittadino”. Commentando il rinvio a giudizio il diretto interessato sottolinea che il fatto è ‘vecchio’ di 4 anni. “Si tratta di un fatto risalente al 2014. Parliamo della denuncia di un privato cittadino che verrà dibattuta nelle sedi opportune. Dal canto mio, per opportunità e correttezza, dico solo che ho fiducia nella magistratura”, dice Sibilia. “Da sempre sono a difesa delle istituzioni. Il mio – conclude – era un giudizio politico. E nulla aveva a che fare con il ruolo e l’onorabilità della carica del presidente della Repubblica”.

di: Gloria Sabatini @ 18:13


Set 17 2020

Annalisa Chirico contro i grillini: «Stanca di essere insultata, ora li querelo». Ecco cosa scrivono (video)

La giornalista del Foglio Annalisa Chirico querela un gruppo sostenitore dei 5S. «I grillini insultano? E io querelo». La Chirico dice basta agli insulti “irripetibili” che riceve su un gruppo dedicato a Conte, Di Maio e Di Battista e popolato da 30mila sostenitori del Movimento 5 Stelle. «In rete valgono le regole della vita reale, chi diffama ne risponde. No alla censura web, sì all’azione giudiziaria (meglio se efficace e tempestiva)», ha spiegato la giornalista che poi in un video ha mostrato l’atto di querela.

Annalisa Chirico: «Stanca di ricevere insulti»

«Ce l’ho tra le mani, sono stanca di ricevere insulti che neanche si oserebbero pronunciare nella vita reale». La Chirico ha poi mostrato una serie di post vergognosi nei suoi confronti. E  ne ha letto anche qualcuno. In uno un utente la definisce “una tro***” . Non solo ci sono insulti pesantissimi alla sua persona, ma addirittura c’è chi le attribuisce frasi che non ha mai pronunciato. E lei incalza: «In rete valgono le stesse regole, chi diffama va indagato, processato e possibilmente condannato».

La solidarietà del web

Tantissimi i commenti di solidarietà alla giornalista. Scrive un utente: «Concordo. Alcuni (anche troppi) conigli usano la rete solo per insultare e diffamare chi la pensa diversamente. Non possono farla franca sempre. Appoggio incondizionato». E un altro aggiunge: «Fai bene Annalisa, non consentire a questi seminatori d’odio di insultarti. Che paghino economicamente per la loro ignoranza».

di: Desiree Ragazzi @ 17:53


Set 17 2020

Salvini, minacce e aggressioni stanno superando il limite. Ho il diritto o no di fare campagna elettorale?

La tensione della campagna elettorale, con minacce e aggressioni, si rivolge in particolar modo contro il leader della Lega Matteo Salvini. Il quale scrive una lettera al direttore di Fanpage, Francesco Piccinini, chiedendo che siano garantiti i diritti dell’opposizione.

Salvini e la lettera a Fanpage

“Ho deciso di scriverle una lettera aperta prima che la tensione di questi giorni diventi qualcosa di più e di peggio”, esordisce Salvini. Ma chiarisce subito dopo di non essere preoccupato per la sua persona, essendo abituato a insulti e minacce.

In Campania e Toscana militanti della Lega presi di mira

“Per questo sono sicuro che mi capirà – continua – quando le dico che la mia preoccupazione è per il consigliere comunale della Lega di Torre del Greco aggredito ieri, è per le decine di segnalazioni di continue aggressioni, lanci di sedie, tagli di fili per sabotare comizi, vandalismi e assalti ai nostri banchetti, proclami violenti sui social, che ricevo ogni giorno dai nostri militanti in Campania e non solo. In Toscana per ben due volte a essere presi di mira sono stati perfino dei semplici ristoratori, a Pontassieve e Bagno a Ripoli, colpevoli soltanto di aver accettato di ospitare un tavolo a nome Lega Salvini”.

Salvini: clima inaccettabile

Per il leader della Lega tutto ciò è “inaccettabile”. Salvini asserisce di impegnarsi nell’abbassare i toni ma senza che la parte avversa manifesti la stessa volontà. “L’unico risultato che ottengo sono dichiarazioni inaccettabili come quella del Sindaco Pd che proprio da Pontassieve voleva bandirmi come persona “non gradita” o dell’altro esponente dem che sui social pubblica “Salvini appeso“. E come non bastasse ogni giorno salta fuori qualcuno che si prende la briga di puntare l’indice non contro i violenti, ma contro di me. Un cortocircuito folle che, ripeto, mi preoccupa sempre di più. Non per me, ma per le centinaia di migliaia di italiani che ogni giorno incontro nelle piazza”.

Il governo ha il dovere di garantire l’opposizione

Salvini si augura dunque che possa aprirsi un dibattito sulle colonne di Fanpage sul tema dei diritti dell’opposizione. “Da leader del principale partito italiano invece mi appello al governo e al ministro dell’Interno in particolare: nell’Italia di Pd e 5Stelle, all’opposizione va garantito il diritto di fare campagna elettorale senza rischiare la propria incolumità. Pensi, direttore, cosa sarebbe successo se – in zona ad alta densità leghista – qualche esponente del Pd fosse stato aggredito, minacciato, escluso dai ristoranti… Non mi interessa la solidarietà scontata e pelosa: garantire i diritti dell’opposizione non è una concessione, ma è un preciso dovere di ogni democrazia, sempre che l’Italia non sia attratta da modelli come quello cinese“.

di: Annalisa Terranova @ 17:48


Set 17 2020

Meloni accusa Lopalco: i suoi bigliettini elettorali ai malati di tumore. Ma lui nega tutto (video)

Giorgia Meloni incontra la stampa a Bari e attacca duramente l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, candidato alle elezioni regionali in Puglia nella lista civica che appoggia Emiliano. ”Abbiamo un signore – ha detto Meloni – che è stato nominato a capo della task force per la lotta al Covid, Lopalco. Pagato con 120 mila euro l’anno dai pugliesi e poi candidato capolista in due collegi  che va in giro a fare i comizi, sempre profumatamente pagato dai soldi dei pugliesi”.

I bigliettini elettorali ai pazienti oncologici

”E dulcis in fundo – ha aggiunto – ai malati oncologici di questa regione sono arrivati a casa i biglietti elettorali di questo tecnico, il signor Lopalco, con allegato un invito a partecipare al convegno sul rapporto tra covid e tumori. E, siccome sono dati che non è possibile diffondere, io voglio sapere chi ha diffuso gli elenchi di questi malati e per questo abbiamo depositato una interrogazione parlamentare. Per questo scriverò una lettera al garante per la protezione dei dati personali. E se questi malati volessero in qualche maniera tutelare la loro privacy e volessero fare una class action, noi siamo a disposizione per mettere i nostri avvocati a dare loro una mano. Perché è intollerabile fare una campagna elettorale così”.

La sinistra fa politica con le clientele

La vicenda secondo Giorgia Meloni racconta di una Puglia “tenuta sotto scacco da una classe politica che non avendo idee per il suo sviluppo e la sua crescita sta lì a dire che l’unica soluzione che ha è la clientela”. Lopalco si è difeso: “Sono completamente estraneo all’invio di materiale elettorale ai pazienti oncologi”.

La difesa di Lopalco

E ha poi aggiunto: “Ho letto anch’io quello che ha scritto una signora su Facebook, ovvero che ha ricevuto un invito a un convegno su Covid e tumori dove io dovevo parlare di assistenza ai malati oncologici durante l’emergenza – ricostruisce Lopalco – Chi ha organizzato questo convegno ha probabilmente usato una mailing-list di qualche associazione di pazienti e ha mandato l’invito al convegno con anche materiale elettorale di cui io non sapevo nulla. Ho subito parlato con la diretta interessata, che poi sempre su Facebook ha ridimensionato la cosa, spiegando che non c’entravo nulla”.

Giorgia Meloni ha inoltre fatto riferimento, accusando la sinistra di fare campagna elettorale con le clientele,  anche al bando per oltre 110 assunzioni all’Arpal, l’agenzia regionale politiche del Lavoro che vede a capo Massimo Cassano, leader di un movimento politico regionale, Puglia Popolare, che sostiene Michele Emiliano.

Mancano poche ore… c'è voglia di cambiamento, c'è bisogno di una PUGLIA che funzioni!

Pubblicato da Giorgia Meloni su Giovedì 17 settembre 2020

 

di: Annalisa Terranova @ 15:54


Set 17 2020

Santanchè zittisce la Lorenzin: «Quello che ho letto sulla morte di don Roberto fa schifo» (video)

Daniela Santanchè mette in ginocchio Beatrice Lorenzin. A Omnibus, il programma del mattino in onda su La7, si discute del brutale omicidio di don Roberto Malgesini, ucciso a coltellate a Como da un immigrato irregolare tunisino non espulso dal governo. La senatrice di Fratelli d’Italia attacca Beatrice Lorenzin, del Pd, che fa finta di nulla sul fatto che l’assassino fosse un clandestino.

Santanchè sulla morte di don Roberto

«Mi piacerebbe che quando  viene ammazzato un prete meraviglioso che si occupava degli ultimi da una persona che nella nostra nazione non doveva starci e che aveva in tasca il foglio di espulsione si avesse il tutti il coraggio di dire che è un immigrato clandestino», dice la parlamentare di FdI. E poi ancora. «Mi piacerebbe che l’umanità fosse questa e che non ci fossero morti di serie “A” e di serie “B”. Mi piacerebbe che non ci fosse ideologia nel combattere l’immigrazione clandestina».

Santanchè: «Quello che ho letto fa schifo»

«Quello che ho letto sulla sua morte fa schifo! Tutti hanno cominciato a dire che era un pazzo e un senzatetto, che era un ultimo. Pochi hanno avuto il coraggio di dire che era un immigrato clandestino perché sembrava che stonasse come nota in questo racconto che la maggior parte dei  grandi giornali ci propina ogni giorno. E anche i politici». E la Lorenzin interviene dicendo: «Forse l’elemento caratteristico rispetto all’immigrato clandestino è che era un malato di mente». La conduttrice la ferma subito: «Questo non è stato appurato».  E la Santanchè conclude amara: «Lorenzin, sei un esempio di quello che dicevo!». Dito puntato, insomma, contro i giornali e contro la sinistra che “censurano” alcuni elementi di una vicenda che ha sconvolto l’Italia intera.

Sulla cassa integrazione

Poi l’attacco al governo per la mancata cassa integrazione ai lavoratori. «Ma siete consapevoli che tanti lavoratori non hanno ricevuto la cassa integrazione? E solo grazie agli imprenditori hanno potuto mantenere i figli e fare la spesa che hanno anticipato la cassa integrazione, ma lo Stato non l’ha ancora pagata. La scuola è ripartita perché si vota!».

di: Desiree Ragazzi @ 15:45


Set 17 2020

Braccianti e colf, il flop della Bellanova: all’Inps solo 1084 domande di italiani e comunitari

Il flop della Bellanova è certificato. Tutti ricordano le sue lacrime quando, durante il lockdown, annunciava una maxi sanatoria di immigrati clandestini. Doveva servire a salvare i braccianti dal caporalato e il ministro non trattenne la commozione. Il provvedimento provocò non poche tensioni anche nella stessa maggioranza. I dati però alla fine smascherano la propaganda del Governo e danno ragione a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che più di tutti tuonarono contro questa scelta del governo.

I dati Inps, flop della Bellanova

Le domande sono arrivate quasi tutte per lavoratori extra-comunitari. Quelle giunte all’Inps per la sanatoria di italiani e cittadini comunitari sono state pochissime: 1084 in tutto. Appena 44 domande per i settori agricoltura, pesca e allevamento, 277 per le badanti, 763 per le colf.  I cittadini extra comunitari hanno invece presentato in totale  220.000 domande.

La sfida fallita contro il caporalato

La regolarizzazione era stata disposta, con il dl Rilancio approvato a metà maggio e convertito in legge il 17 luglio. Il ministro Bellanova puntava a rendere “meno invisibili, gli invisibili” annunciando uno Stato più forte del caporalato. I numeri però ci dicono il contrario. Il provvedimento è servito per gli extra comunitari. In pratica, la furia immigrazionista della sinistra ha vinto sulla lotta al caporalato. Gli Italiani e i  cittadini con passaporto europeo sono rimasti invisibili.

 Le aziende agricole chiedevano voucher e corridoi verdi

Le soluzioni al problema però esistevano. Le Organizzazioni professionali chiedevano la reintroduzione dei voucher e i corridoi verdi. A raccogliere per prima le istanze del mondo agricolo è stata Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha incontrato fin da subito i datori di lavoro del settore agricolo, con lo scopo di portare ai tavoli dell’esecutivo le istanze raccolte. Giuseppe Conte chiedeva collaborazione da parte delle opposizioni, in nome dell’unità nazionale durante l’emergenza sanitaria, salvo poi rispedire al mittente qualsiasi contributo del centrodestra.

Fallimento di Conte, flop della Bellanova

Il ministro Bellanova ha però proseguito per la sua strada. Il governo ancora una volta ha scelto gli immigrati clandestini agli italiani e ai cittadini comunitari. Il risultato è uno stallo in cui dilaga il lavoro nero. Chissà se il ministro Bellanova avrà qualcosa da dichiarare. Chissà se il ministro Bellanova vorrà commentare i numeri emersi dal suo provvedimento. Ci auguriamo che qualcuno in questo governo arrogante vorrà riconoscere il flop. L’unica cosa certa da mettere agli atti è l’ennesimo fallimento dell’esecutivo.

di: Fabio Roscani @ 15:39


Set 17 2020

Emiliano senza vergogna: a tre giorni dal voto regala posti fissi con tanto di pergamena ricordo

L’ultimo spot elettorale di Emiliano: il posto fisso

E’ stato il Giornale a denunciare il fattaccio. Un vero e proprio show con tanto di consegna ufficiale della pergamena. Che certifica la conquista del posto fisso per 200 elettori. Il contratto pubblicizzato con rulli di tamburi e cottillons è per una azienda privata. Controllata, neanche a dirlo, dalla Regione Puglia. Il tempismo è a dir poco sospetto. Ma la lista dei favori è lunga, tanto che Fratelli d’Italia ha denunciato più volte una campagna elettorale “stomachevole” all’insegna del clientelismo.

La foto dell’incontro e la pergamena

Oggi il quotidiano diretto da Sallusti documenta persino la foto dell’incontro assunzioni avvenuto alla vigilia delle urne. A sponsorizzare il grande risultato raggiunto “per la nostra comunità e per tutti i lavoratori della sanità” non soltanto Emiliano. ma anche alcuni consiglieri e assessori che corrono per la rielezione. E che sui social si fanno immortalare con i neo-assunti nel corso di incontri elettorali. Una mossa disperata che inasprisce i toni di un duello giocato all’ultimo voto. E che la dice lunga sui timori del governatore uscente che non può contare sull’appoggio di tutto il centrosinistra. Visto che 5Stelle e renziani  corrono con un proprio candidato.

Maglie: una mascalzonata frutto della disperazione

 “Se una cosa del genere l’avesse, non dico fatta, ma anche solo pensata il centrodestra sarebbe certamente in
tervenuta la magistratura”, incalzano i leghisti. Duro il commento di Maria Giovanna Maglie che parla di mascalzonata.L’ex pm è stato ricandidato dal Pd ma la situazione in vista del voto di domenica non è delle più rosee. Il centrosinistra è riuscito nell’impresa di spaccarsi in tre. Ovviamente, a sfruttare il vantaggio della frattura potrebbe essere Raffaele Fitto per il centrodestra. Per cercare di limitare i rischi, cosa c’è di meglio di una infornata di assunzioni alla vigilia dell’urna?”

di: Gloria Sabatini @ 15:22


Set 17 2020

Insulti a Aylin Nica, candidata rumena della Lega: «Zingara», «hai la m**** nel cervello»

Insulti contro la candidata rumena della Lega. «Rumena e leghista. Un giorno qualcuno andrà a spiegare cosa c’è nel cervello di certa gente oltre la mer***». E ancora: «Ma lo sai che la Lega è un partito razzista? No, perché da come ti sei presentata…». «Zingara». «Forse sei più tagliata per miss Italia che per la politica». «Ti sei venduta al partito che odia le persone come i tuoi genitori, che si sono trasferiti altrove per vivere meglio». Questi sono solo alcuni dei vergognosi insulti che Aylin Nica ha ricevuto sui suoi profili social. Su un video che ha pubblicato sui social dice di essere nata in Turchia da genitori rumeni e di essere in Italia da undici anni. La giovane studentessa di economia e marketing internazionale si è  candidata per un seggio al consiglio comunale di Vignola, in provincia di Modena, con la Lega. Una scelta che i sinistri della tastiera non hanno accettato dando sfogo ancora una volta a tutto il loro odio.

La candidata rumena: «La Lega non è razzista»

Ma lei non si scompone. Intervistata da Affari Italiani spiega: «Se pensassi che la Lega è un partito razzista, non mi sarei candidata. Non ho mai subito discriminazioni né è atteggiamento che ho visto, assolutamente». E poi aggiunge:  «Quando mi è stata fatta la proposta ho intuito che avrei suscitato l’odio di alcune persone. Conosco il candidato sindaco e lo sostengo perché ho visto quanto ha fatto di buono negli anni passati. Non penso però che contro una ragazza di vent’anni ci si possa scagliare in questo modo… Ho deciso di mettermi a disposizione della mia comunità perché ci vivo da quando sono piccola sia per rappresentare tanti giovani di Vignola che hanno una storia simile alla mia. Sia per quelli magari che non hanno una storia come la mia ma sono giovani e vogliono far sentire la propria voce». Poi la stoccata finale: «Il cliché bella e stupida non è un modello che ci si può ancora aspettare e non è giustificabile in alcun modo nel 2020».

di: Desiree Ragazzi @ 14:28


Set 17 2020

Mussolini visto da Fausto Leali e da Scurati: il marchio del fascismo sempre utile per fare audience

Il Duce ha fatto cose buone? Immancabile il parere dell’Anpi che arriva puntuale anche per il caso Fausto Leali. Sembrerà buffo ma l’organizzazione che si arroga il dovere di dire cosa si può dire e cosa no sul fascismo interviene anche sul Grande Fratello vip. E’ lì che si fa la storiografia, ormai, nella casa messa su per compiacere il guardonismo tricolore.

Fausto Leali ha votato per il centrosinistra

Ebbene lì Fausto Leali  (che alle ultime elezioni ha pure votato per il centrosinistra) ha parlato di Mussolini e del fascismo. Chiacchiere da bar, non certo una lectio magistralis. Eppure quell’accenno al fatto che qualcosina di buono il Duce l’avrebbe pure fatta, anche se si ricordano solo le cose negative, è bastato per scatenare il popolo social. Che popolo sarebbe poi? Gente che sta incollata allo smartphone e vi sfoga le proprie frustrazioni. Ma un popolo virtuale non fa un popolo vero. Eppure viene spacciato per tale.

A dare giudizi sulla storia non può essere il pubblico del Grande Fratello

Dunque siamo arrivati al punto che a dare giudizi storici sul fascismo  è ora il pubblico del Grande Fratello. Gente che sa tutto  delle borse della Ferragni e non ha mai letto un saggio di Marc Bloch o di Franco Cardini. Eppure pontificano, minacciano, sbraitano, invocano espulsioni.

L’immancabile parere dell’Anpi

Logico che si tiri in ballo l’Anpi, organizzazione che – a rigor di logica – sul fascismo può riversare tutto tranne che giudizi sereni e obiettivi. Eppure eccola lì la frasetta velenosa su Fausto Leali. Viene strappata all’interlocutore senza neanche faticare troppo.

Non abbiamo nulla da dire – fa sapere l’Anpi – se non che conoscere la storia può evitare brutte figure“. Il cerchio si chiude: dire che Mussolini ha fatto cose buone è la nuova imperdonabile “bestemmia” che la religione laica del neoantifascismo non perdona.

Il dibattito in parallelo al lancio del romanzo di Scurati sul Duce

Il dibattito guarda caso si sviluppa proprio nei giorni in cui comincia il lancio del secondo volume di “M”, la trilogia su Benito Mussolini di Antonio Scurati che sarà in libreria dal 23 settembre, edito dalla Mondadori presieduta da Marina Berlusconi. Dalla casa del Grande Fratello ai salotti televisivi è utile che si parli del Duce, che si tira sempre appresso una buona audience. Era proprio spontanea, allora, quella battuta di Fausto Leali?

La tesi di Scurati capovolge quella di De Felice

Ma c’è da sperare che chi è realmente interessato alla storia del fascismo stavolta non  si lasci tentare dal libro di Antonio Scurati (che già sfruttando il Duce ha vinto il Premio Strega) che racconta gli anni del consolidamento del fascismo regime capovolgendo la tesi di Renzo De Felice. Non furono gli anni del consenso ma gli anni della corruzione dell’Italia. Della quale sarebbe anche metafora l’ulcera che tormentava Mussolini. Roba, appunto, per il pubblico del Grande Fratello…

di: Annalisa Terranova @ 13:47


Set 17 2020

Bellanova ora fa la guerra ai supermercati: «Basta sconti». Un’altra botta alle famiglie italiane

Non bastava la sanatoria degli immigrati, ora il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova dichiara guerra ai supermercati. «Alla grande distribuzione faccio un appello: non voglio più vedere campagne di sconto ripetute, perché quello sconto qualcuno lo sta pagando. O l’imprenditore e i suoi dipendenti o il consumatore perché magari sta acquistando un prodotto che in quel momento paga di meno, ma che poi paga la collettività».

La Bellanova attacca le grandi catene di distribuzione

La ministra renziana ora attacca le grandi catene che vendono prodotti alimentari. Lo scrive Il Tempo in un ampio articolo dal titolo Governo, così fanno la guerra ai supermercati. Il ministro Bellanova vuole decidere i prezzi: stop agli sconti. Ne ha parlato durante un incontro con le associazioni del settore a Torre del Lago, in Toscana. A suo avviso i supermercati sono responsabili  di deprezzare i prodotti made in Italy. Per la Bellanova bisogna archiviare la politica delle grandi catene commerciali che, in questo periodo di profonda crisi delle famiglie, hanno praticato prezzi più bassi.

I prezzi praticati dai supermercati

Chiaramente è consapevole che non può direttamente intervenire sui prezzi praticati dai supermercati e così lancia un appello. «Io non posso fare un decreto sul prezzo di vendita dei prodotti. Posso però richiamare al senso di responsabilità. La grande distribuzione ha il compito di saper valorizzare meglio i prodotti made in Italy. Che si tratti di un frutto, di una pianta o di un fiore, noi dobbiamo rendere trasparente al consumatore che cosa stiamo vendendo. Dobbiamo anche rendere chiaro sia nel nostro Paese che all’estero perché il made in Italy costa di più. Perché se noi mettiamo sullo stesso piano qualcosa che è stato prodotto in Italia con le norme della buona coltivazione, con il rispetto dell’ambiente, con tutto quello che viene da Paesi dove magari si sfruttano i bambini o dove il diritto del lavoro non esiste, noi non facciamo un servizio di chiarezza al consumatore».

di: Desiree Ragazzi @ 13:19


Set 17 2020

Conte accontenta i Cinquestelle: «Voto sì». Poi cade nel ridicolo: «Sulla scuola fatto l’impossibile»

Conte scende in campo a fianco dei 5S e fa campagna elettorale per il “sì” al referendum sul taglio dei parlamentari. A due giorni dal voto annuncia: «Io voterò a Roma per il referendum, il mio voto è a favore del “sì”. Ritengo che la riduzione dei parlamentari non comprometta la funzionalità del Parlamento. Anzi, corredata con altri interventi, con un percorso riformatore che andrà integrato è completato, può essere un primo passaggio per contribuire a valorizzare anche in termini di autorevolezza dei parlamentari e dei lavori parlamentari». Il premier ne parla al termine della visita all’istituto comprensivo di torre Angela, alla periferia  di Roma. «Sono venuto qui questa mattina perché i radar del governo sulla scuola non si spengono dopo i primi giorni».

Scuola, Conte minimizza il caos

Come da copione, il premier minimizza su tutto il caos che si è verificato in questi primi giorni di scuola e fa l’avvocato della Azzolina. «Questo governo non ha mai nascosto le criticità, criticità che ci sono» ma che «accompagnano ogni inizio anno scolastico, anche se questo sì, è un anno particolare».  E poi attacca l’opposizione. «È inconcepibile – dice – che la scuola diventi luogo di sterili polemiche. Sulla scuola tutto dobbiamo lavorare in modo proficuo, non facciamo polemiche, non diamo false informazioni. Le criticità si superano con lo sforzo di tutti, di tutti».

«Sin qui, abbiamo consegnato banchi che in Italia venivano consegnati nell’arco di un intero anno scolastico. Addirittura siamo ricorsi a 11 aziende, perché la produzione che viene richiesta in genere avviene nell’arco di più anni. Stiamo facendo l’impossibile, poi criticateci pure…». Un cronista chiede dei presunti appalti sospetti sui nuovi banchi.’«Non entro in una vicenda specifica di cui non conosco dettagli. Ma vedrete che Arcuri risponderà in piena trasparenza, come ha sempre fatto».

Conte sul Mes

Capitolo Mes. «Mi sono già espresso. Un buon padre di famiglia ha un quadro finanziario da tenere presente e, sulla base delle necessità, valuta se andare o meno in banca. In questo momento siamo concentrati sul Recovery Fund. Se il quadro di finanza pubblica rendesse necessario un supplemento di risorse, lo valuteremo insieme al Parlamento e ci confronteremo».

L’equilibrismo di Conte

E a chi gli chiede un commento sullo mancato coinvolgimento dell’opposizione getta acqua sul fuoco: «Come non viene coinvolta? Abbiamo appena elaborato la prima bozza delle linee guida e la abbiamo mandato in Parlamento. L’opposizione è anche in Parlamento… Siamo disponibili adesso a valutare il confronto, ma deve essere il Parlamento che deve dirci le modalità con cui esaminerà queste linee guida, Camera e Senato. Io sono disponibilissimo ad andare quando e come mi diranno».

«Modificheremo i decreti sicurezza»

Sui tempi, «non dipende da me – dice ancora Conte – in casa altrui si viene invitati e ci si confronta sulle modalità. Auspico che il Parlamento, come sicuramente farà, svolga un ampia attività istruttoria. L’interlocuzione con il Parlamento sarà sicuramente utile per migliorare le linee guida e poi, quando entreremo nella fase dei progetti concreti, per migliorare anche i progetti». Poi l’annuncio: «Certamente modificheremo i decreti sicurezza, ci abbiamo già lavorato, è nel programma di governo, lo faremo prima possibile…».

di: Desiree Ragazzi @ 12:55


Set 17 2020

La Meloni “pizzaiola” fa infuriare Repubblica: “Assurdo fare campagna elettorale col porn-food sovranista…”

“Sfornata la mia prima pizza napoletana. Come vi sembra? Non è uscita granché, ma vi assicuro che è buona. Migliorerò”. Non si sa quanto realmente possa migliorare, Giorgia Meloni, in versione pizzaiola, ma di sicuro in versione politica la leader di Fratelli d’Italia avanza di gran carriera fino a lambire gli ex dilaganti grillini. E cresce anche per effetto delle sue campagne in difesa del cibo “made in Italy”, o sovranista, che dir si voglia, anche a dispetto delle sue più o meno abilità culinarie. Ecco che così, dopo il video in cui la Meloni preparava le orecchiette pugliesi a Bari (video), ieri è stata la volta di un esperimento con la pizza napoletana, a Napoli. Uno scandalo, per “Repubblica“, che oggi dedica alla Meloni pizzaiola un corsivo al veleno di Filippo Ceccarelli per stigmatizzare il comportamento della Meloni.

“Repubblica” e lo scandalo della Meloni chef

Ceccarelli si interroga sui motivi dei video postati dalle varie “cucine” italiane, manco si cimentasse col terzo segreto di Fatima.

“Sarebbe bello poter disporre di una spiegazione ragionevole del perché ieri Giorgia Meloni, in variante gastro-elettorale, ha impastato e infornato una pizza a Napoli; e l’altro ieri a Bari, si è dedicata alle orecchiette; e qualche giorno prima ha mostrato una cassetta di porcini; e la domenica, sulla spiaggia, augurava un buongiornissimo social con una coppa di gelato in mano; e in precedenza aveva esibito le “mitiche” ciliegie “Ferrovia”; e via via, scrollando a ritroso sul telefonino le immagini del suo profilo Instagram, eccola golosona dinanzi a un dolce tricolore da far schiattare d’invidia il Cavaliere dei bei tempi, la “torta Rinascimento” nientemeno, e prima era stata la volta di un’altra
torta allo yogurt e mirtilli, «fatta in casa con amore», per porre al vasto suo pubblico di fan, ammiratori e fedeli il più classico interrogativo call to action: «Vi piace?». Beh, dipende….”.

Ceccarelli, che la sa lunga, si sente in dovere di dare consigli su come fare politica anche a destra. “Perché più spesso di quanto i preziosi spin doctor credano, l’ipercomunicazione social trascina i leader sul terreno dell’insignificanza, per cui non si capisce quanto sia davvero necessario e utile alla collettività, anche degli stessi Fratelli d’Italia…”.

Il duello gastro-sovranista con Salvini

Repubblicavuole andare a parare su questioni politiche e sul duello a distanza tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini per la leadership del centrodestra, ovviamente. “Solo quest’estate Salvini si è autorappresentato alle prese con fragole (tre diverse pose) cesti di fichi (due volte), limoni (due volte), ciliegie (in due circostanze, la seconda spiluccandone vorace e concentratissimo mentre Zaia parlava di neonati morti) Per cui boh, magari adesso Meloni proverà pure a spodestarlo su quel campo. Ci mancava la disputa inter-sovranista sul porn-food….”, conclude amaramente Filippo Ceccarelli. Che considera l’emergenza-pizza-Meloni una priorità dell’Italia, dopo il fascismo, ovviamente…

di: Luca Maurelli @ 12:37


Set 17 2020

Scandalo al Pascale di Napoli: oncologo vicino al Pd accusato di violenza sessuale sulle pazienti (video)

Le accuse sono gravissime, ecco perché è scattata la sospensione immediata dal servizio prestato al polo di eccellenza nella cura del cancro, il “Pascale” di Napoli. Con l’accusa di violenza sessuale ai danni di due pazienti dovrà astenersi dal servizio, e attendere l’esito delle indagini, il medico Raffaele Tortoriello (scheda), medico vicino al Pd, specialista senologo presso l’istituto nazionale per la cura dei Tumori Pascale di Napoli. Un nome autorevole, un medico dal curriculum prestigioso costretto a difendersi da accuse di presunte, gravissime, molestie, ai danni di due sue pazienti.

L’indagine, condotta dagli agenti del commissariato Arenella e dalla squadra mobile, è partita dopo una denuncia delle persone molestate. La decisione di sospendere l’oncologo è stata presa dal pool Fasce deboli della Procura, coordinato dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, ha chiesto e ottenuto dal giudice l’applicazione della misura cautelare interdittiva per la durata di dodici mesi.

Raffaele Tortoriello e l’impegno con il Pd

Il dottor Tortoriello si occupa principalmente di chirurgia senologica, tumore della mammella e trattamento della patologia mammaria anche in Day Surgery, di chirurgia ricostruttiva mammaria a seguito di mastectomia e di chirurgia minivasiva per piccole lesioni del tumore mammario. È Docente presso l’Università SUN e Federico II di Napoli per i Corsi di Laurea in Scienze Infermieristiche e Tecnici di Radiologia, di Chirurgia Genarale e Semeiotica.

Il professionista è  impegnato in politica, è vicino al Pd, di cui è coordinatore di un forum programmatico. 

di: Luca Maurelli @ 11:57


Set 17 2020

La grillina Lombardi attacca M5S e Pd: «Siete affetti da “stocazzismo”, non pensate a cose serie»

«Gentili colleghi del Movimento 5 Stelle e del centrosinistra al governo con M5S, con questo video mi rivolgo a voi. Non posso chiamare ognuno di voi quindi mi affido alle nuove tecnologie». Lo dice la consigliera regionale del Lazio, esponente M5S, Roberta Lombardi, in un video postato sulla sua pagina Facebook. «Io sono un osservatore esterno, poiché sono un consigliere regionale di opposizione e non ho sicuramente le vostre responsabilità».

Lombardi e la “bolla di palazzo”

«Ma mi sento ancora portavoce. Con portavoce intendo che noi abbiamo un tempo determinato nel quale portiamo all’interno delle istituzioni la Voce dei cittadini che hanno dato a noi un mandato elettivo, corrispondente ad un programma elettorale, cercando di portare avanti quel programma. Perché, poi, finito il mandato non rimani nella “bolla di palazzo” e torni alla vita reale. Io ricordo a tutti i colleghi che ormai si sentono affetti da “stocazzismo” devono fare cose utile per i cittadini».

«Basta con le cose che non interessano a nessuno»

«Dopo aver letto la rassegna stampa su schieramenti, alleanze e rimpasti», aggiunge la Lombardi, «vi dico sommessamente che non interessa a nessuno. Non interessa a nessuno se la segreteria di Zingaretti è in bilico. E non interessa a nessuno se la leadership del M5S sarà con la punta al centro, la difesa a cetanaccio e il centro campo da un’altra parte. Non gliene frega niente a nessuno e credo che sia offensivo nei confronti dei cittadini che adesso sono assolutamente disperati e che ora hanno bisogna di una guida seria».

Quelle due “cosine” da fare…

«Poi nei prossimi giorni», incalza la Lombardi, «abbiamo proprio due “cosine” da fare. Ma proprio due, tipo: presentare e iniziare la trattativa con l’Ue per i progetti finanziati con i 209 miliardi del Recovery Fund, e, per dire, scrivere la legge di stabilità, che sarà cruciale».

Lombardi: non si passi per chiacchieroni

«Con questi due piccoli impegni che dovranno soddisfare l’interesse vero dei cittadini -sottolinea la consigliera- si dovrà pensare alle cose davvero importanti. Ovvero ai diritti dei cittadini come il lavoro, la salute, la casa. Ecco queste sono le cose di cui si dovrebbe parlare nei talk show. E faccio un appello: mostriamo che la buona visione di politica data durante l’emergenza non sia stata solo un lampo nella notte. Mostriamo, senza giochini di palazzo, che possiamo portare i cittadini fuori da questa fase buia. Abbiamo la possibilità di far vedere che non siamo dei chiacchieroni. Questa è la sfida, io vi aspetto. Voglio vedere», conclude.

di: Girolamo Fragalà @ 10:25


Set 17 2020

Osho affonda Scanzi: «Buffone di regime, informati prima di sparare cazz***. Te ce rode»

Durissimo botta e risposta fra il giornalista Andrea Scanzi e Federico Palmaroli, in arte Osho, vignettista famosissimo non solo sul web. Scanzi accusa Palmaroli di professarsi super partes e apolitico quanto invece è «un fiancheggiatore» del centrodestra poiché partecipa a eventi elettorali di quella sola parte politica. Palmaroli gli replica a muso duro ricordandogli di aver partecipato ad appuntamenti di tutte le forze politiche, a cominciare dai 5 stelle fino al Pd all’Arci: «Buffone di regime, informati prima si sparare cazzate».

Osho e Scanzi, scontro durissimo

Scanzi l’ha messa così: «Le frasi di Osho? No, le frasi del fasho! Conoscerete in molti “Le più belle frasi di Osho”. Tanti tra voi però non sanno chi si celi dietro quelle frasi e quella satira. Ve lo dico io. Federico Palmaroli. 47 anni, impiegato. Nato a Roma. Cresciuto a Monteverde. Tifoso della Lazio. Padre dirigente d’azienda, madre casalinga. Da giovane (lo ha raccontato lui stesso a Repubblica) vota prima per il Movimento Sociale e poi per la destra sociale. Intervistato un anno e mezzo fa dal Corriere della Sera – scrive Scanzi su Facebook , il Palmaroli frignò così: «Io, autore delle frasi di Osho, di giorno faccio l’impiegato. Dicono sia di destra e mi emarginano». Attenzione: “dicono sia di destra”. Ma lo dicono gli altri, eh, perché mica è vero. Palmaroli – ce lo garantisce lui – è uomo libero e super partes». Sempre Scanzi osserva come «per carità: è giusto che chiunque abbia le sue simpatie. Ma se c’è un ambito che deve essere libero, quello è la satira. Puoi essere di sinistra o di destra, ma non puoi partecipare a eventi elettorali. Non se fai satira».

La risposta di Osho a Scanzi

Pronta la replica di Osho a Scanzi sulla sua pagina fb. «Il poveraccio mi ha bloccato quindi non posso rispondere sotto al suo post. Gli sarebbe bastato fare una ricerca più approfondita e avrebbe trovato anche locandine e foto di eventi targati Pd, Arci, e (udite udite) 5stelle. E sempre per fare un minispettacolino di satira e quasi sempre in amicizia. Povero buffone di regime, informati prima di sparare cazzate. Te lo dico io qual è il tuo problema (anzi, uno dei tanti): finché menavo duro sul Pd e per questo venivo considerato filogrillino, te piacevo (nel corso di un programma mi facesti anche i complimenti). Ora che al governo ci stanno i tuoi amici insieme ai tuoi ex nemici (e la satira, si sa, colpisce soprattutto il potere), te ce rode».

di: Girolamo Fragalà @ 08:51


Set 17 2020

Scuola, è un disastro: contagi, mancanza di prof, studenti lasciati a casa. Famiglie furibonde

Un disastro, famiglie furibonde. La riapertura della scuola si è trasformata in un incubo per professori, studenti e genitori. Casi di contagio, classi inadeguate, ritardi nelle consegne dei banchi, studenti lasciati a casa, orari ridotti all’osso, mancanza di docenti. Solo il 40% degli studenti delle superiori fa lezione in presenza. A denunciarlo, il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio. «Sono soprattutto le secondarie di secondo grado – ha detto – a soffrire la mancanza di spazi e di docenti. Soltanto il 40% degli studenti ha ripreso le attività didattiche completamente in presenza. Risultano, dunque, urgenti interventi sulle strutture e gli organici».

Contagi a scuola di alunni e insegnanti

Cresce la rabbia delle famiglie mentre piovono anche notizie sui contagi a scuola. Sono 6 i nuovi casi di tamponi positivi a Covid-19 nella città metropolitana di Milano. Si tratta di cinque piccoli alunni e un insegnante. Un caso è stato registrato in un micronido e 4 positività riguardano allievi di scuola dell’infanzia. «Le classi dei 5 positivi sono state isolate», informa l’Ats. Il docente, invece, insegna in una scuola secondaria di primo grado. E, conclude l’Ats, «non è stato disposto alcun isolamento nell’istituto del caso».

La maestra positiva a Chianciano

Una maestra di una scuola primaria è risultata positiva al coronavirus e altre nove insegnanti della stessa scuola sono in quarantena precauzionale fino al 30 settembre. È accaduto a Chianciano Terme (Siena) dove il sindaco ha disposto la chiusura della scuola per via della mancanza del personale docente. La maestra, paucisintomatica, risultata positiva, non aveva mai fatto ingresso a scuola dopo la riapertura e non ha mai avuto contatti con i bambini in attesa del risultato del tampone. Per gli alunni è stata disposta la didattica a distanza.

Il bimbo di Cesano Maderno in Brianza

Altre notizie sul bimbo risultato positivo a Cesano Maderno, in Brianza. Era stato sottoposto a tampone il 3 settembre scorso e, nonostante questo, ha continuato a frequentare la scuola. Tutti i bambini e i docenti della classe dell’alunno positivo sono stati sottoposti a tampone all’ospedale San Gerardo di Monza. Le lezioni per questa classe sono sospese. I  bambini, le insegnanti e le famiglie si trovano in quarantena in attesa dell’esito del tampone e delle indicazioni di Ats.

«La famiglie abbiano un comportamento prudente»

«Questo episodio  ci induce a raccomandare alle famiglie un comportamento prudente e responsabile», è l’appello del Comune. «Se un bambino viene sottoposto a tampone non può assolutamente frequentare la scuola fino a che l’esito non certifichi la negatività a Covid. Non solo, anche se un bambino ha la febbre deve rimanere a casa e ogni mattina le famiglie dovrebbero assicurarsi che i figli non abbiano febbre e non siano presenti segni che potrebbero far sospettare un esordio di Covid».

Roma, scuola nel caos e raccolta di firme

A Roma altre situazioni critiche, con istituti che non hanno gli spazi per consentire il distanziamento e mancano i professori. Nelle scuole della periferia le criticità sono evidentissime. Addirittura la sera vengono avvertite le famiglie sulle presenze del giorno dopo con cambi repentini di materie. Non si va oltre le tre ore quotidiane e c’è incertezza fino alla fine del mese. Crescono le proteste e sono in atto raccolte di firme.

di: Girolamo Fragalà @ 08:17


Set 16 2020

Par condicio, polemiche su Di Maio ospite da Vespa. I sostenitori del “no”: «La Rai ripari»

La battaglia referendaria si sposta in tv. A Porta a Porta, per l’esattezza, dove domani Bruno Vespa attende Luigi Di Maio. In tempi di par condicio, legge caparbiamente voluta dalla sinistra al tempo in cui pensava che spegnendo le tv avrebbe rimosso Berlusconi, ospitare un leader senza contraddittorio è come bestemmiare in chiesa. E così il Comitato per il No è salito sulle barricate prenotando sin da ora un’ospitata riparatrice in favore di uno dei suoi. «Domani – lamenta il senatore De Bonis – Di Maio sarà ospite di Porta a Porta, senza un interlocutore per il no».

La trasmissione di Vespa infiamma il referendum

Rilievo fondato, soprattutto se si pensa che l’informazione resa da Rai e altre emittenti sul referendum è davvero poca cosa, complice anche il periodo e l’emergenza sanitaria che oscura il resto delle notizie. Ha fatto eccezione solo Radio Radicale, che al tema del quesito referendario, come da tradizione del resto, ha dedicato molta parte del proprio palinsesto. I cittadini, invece, avrebbero ogni diritto a ricevere un‘informazione quanto più completa, corretta e puntuale possibile. Non stupisce, quindi, che i sostenitori del “no” abbiano auspicato un gesto riparatore da parte della Rai anche in «zona Cesarini». E sempre nella trasmissione di Vespa.

Cangini (FI): «Occorre il contraddittorio»

È quel che dice il senatore forzista Andrà Cangini, in primissima linea contro la legge che riduce il numero dei parlamentari. Lui è letteralmente trasalito alla notizia della presenza dell’ex-capo politico del 5Stelle da Vespa. Il suo ragionamento non fa una piega. È quasi un sillogismo: Di Maio è il principale testimonial del “sì” e fa campagna elettorale solo per il referendum e non anche per le elezioni regionali. È quindi, avverte Cangini, «che la Rai dovrà bilanciarne la presenza con un esponente del no». È la par condicio, bellezza. E Cangini lo spiega benissimo: «Sarà un referendum “di” e “su” Luigi Di Maio. Impensabile mandarlo in onda senza contraddittorio».

di: Mario Landolfi @ 19:16


Set 16 2020

Covid, Open Polis svergogna Conte coi numeri: manca il 72% dei decreti attuativi. Meloni: “Inetti”

I decreti ci sono, i decreti attuativi no. Vale a dire che i primi restano pressoché al rango di propaganda, perché senza i secondi non si possono rendere operativi. La debacle del governo di fronte all’emergenza Covid sta tutta nei numeri portati alla luce da Open Polis, che ha fatto un controllo sullo stato dell’arte dei provvedimenti varati da Conte & co. Ne risulta che su 252 decreti attuativi, necessari a far funzionare i 22 decreti legge varati in questi mesi, 181 ancora non ci sono. In termini percentuali ne manca all’appello il 71,8%. Un cratere, nel quale sprofondano tutte le promesse dei giallo-rossi.

Manca il 71,8% dei decreti attuativi

Benché clamorosi, i dati di Open Polis non hanno ricevuto grossa eco. A rilanciarli ci ha pensato però la leader di FdI, Giorgia Meloni. “Emergenza Covid. Dal governo molte chiacchiere e pochi fatti concreti”, ha scritto sulla sua pagina Facebook, linkando il sito di Open Polis e riassumendone i dati. “Dall’inizio dell’emergenza il governo ha emanato 22 decreti legge, che per sortire i loro effetti necessitavano di 252 decreti attuativi dei vari ministeri. Ebbene – ha sottolineato Meloni – di questi 252 decreti attuativi ben 181 (il 71,8%) devono essere ancora adottati”.

Meloni: “Governo di incompetenti fannulloni”

“Governo di incompetenti fannulloni, manco con la crisi Covid si danno una mossa. Il risultato è che dopo gli annunci e le sparate di Conte e del governo PD-M5S – ha commentato Meloni – gli italiani stanno ancora aspettando di vedere azioni concrete, le imprese sono in ginocchio, i negozi chiudono, sono in pericolo milioni di posti di lavoro. NB: Dati open polis, che – ha concluso la presidente di FdI – ovviamente i media di regime non riportano”.

Il grafico di Open Polis sui decreti attuativi mancanti

di: Annamaria Gravino @ 19:08


Set 16 2020

A scuola torna anche la violenza dei centri sociali: giovane di destra aggredito a Roma

È bastato un volantinaggio davanti scuola a scatenare la furia dei centri sociali. Stavolta è successo a Roma, al liceo Ripetta. Un ragazzo di Azione studentesca è stato aggredito da una quindicina di appartenenti al collettivo dell’istituto, che evidentemente non gradivano la libera espressione di un pensiero diverso dal loro. A denunciare l’accaduto è stato lo stesso movimento studentesco di Fratelli d’Italia, riferendo che la vicenda non è finita lì.

L’aggressione al ragazzo di Azione studentesca

“All’uscita dell’istituto abbiamo difeso uno dei nostri ragazzi, con più di 50 persone appartenenti ai centri sociali e non di certo studenti superiori“, hanno raccontato il presidente romano di Gioventù nazionale, Francesco Todde, e il responsabile di Azione studentesca della Capitale, Leonardo Samà. Sul posto sono anche “intervenute le forze di Polizia in assetto anti-sommossa”. “Continueremo a essere presenti nelle scuole e rappresentare tutti gli studenti di Roma”, hanno chiarito Todde e Samà. I due dirigenti giovanili, quindi, hanno puntato l’indice contro “gli ideologismi tossici, che dividono gli studenti e fomentano il clima d’odio”. “Lo squallore di questi personaggi ormai non ci stupisce più”, hanno aggiunto, riferendosi ai centri sociali e ricordando che “minacce, spintoni e insulti sono solo l’ultimo esempio del clima di odio instaurato da questi soggetti“.

FdI: “Ecco chi usa la violenza a scopi politici”

“È inaccettabile che si permetta ai centri sociali di bloccare l’entrata di uno studente a scuola solamente perché di idee diverse. Un caso di discriminazione, sempre causata dalla solita estrema sinistra, che usa la violenza a scopi politici. La dirigente scolastica garantisca l’agibilità dell’Istituto a tutti gli studenti, contro ogni discriminazione”, hanno commentato i deputati FdI Federico Mollicone e Maria Teresa Bellucci, Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, e Massimo Milani, coordinatore romano di Fratelli d’Italia. Da sinistra e dal Campidoglio, in altri casi sempre solerti nel condannare gli episodi di violenza, invece, silenzio assoluto. “Presenteremo – hanno aggiunto – un’interrogazione al ministro Lamorgese e al ministro Azzolina. Casi di questo genere non devono più avvenire e chiediamo alle forze dell’ordine di identificare al più presto i responsabili”. “No a ogni forma di violenza politica”, hanno quindi avvertito gli esponenti di FdI.

di: Annamaria Gravino @ 18:50


Set 16 2020

Referendum, il “nì” di Berlusconi ora è un “no”: «Questa legge è solo uno spot dei 5stelle»

Si pronuncia ““, ma si intende “no“. E in prosa sempre meno allusiva e più chiara. Uno sbocco inevitabile ove si consideri il cambio di passo impresso alla campagna elettorale sul referendum. Più l’appuntamento si avvicina, infatti, più si fa forte la tentazione di politicizzarlo. Non vi ha resistito neppure Luigi Di Maio, che ai suoi ha chiesto un “sì” per la «rivincita». Una sbavatura che non è sfuggita al comitato “Di centrodestra e liberi di votare ‘no’ che attraverso il suo coordinatore Mario Landolfi l’ha immediatamente “girata” a Salvini e alla Meloni con il pressante invito a riconsiderare il loro “sì”.

Per il “no” al referendum anche Gasparri e Fedriga

Ma oggi è stato soprattutto il “nì” che s’intende “no” di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ha riflettuto a lunga sulla scelta da fare al referendum. Oggi ha detto che il taglio del numero dei parlamentari «così come lo vogliono i 5Stelle è solo un atto di propaganda che restringe la rappresentanza democratica, senza portare alcun beneficio». Una stroncatura più che netta, che non mancherà di spostare verso il “no” i forzisti rimasti finora silenti. Chi, al contrario, non ha mai avuto dubbi è Maurizio Gasparri. «La casta – argomenta l’ex-ministro – sono gli ignoranti approdati al governo senza alcuna competenza. Sono Di Maio, Azzolina, Fico e altri incapaci che per la loro palese incompetenza costano ben più del Parlamento. Il No manda a casa gli incompetenti. Basterebbe già solo questo per sceglierlo».

Cgil e Cisl: «Nessuna indicazione, ma taglio non è riforma»

Sempre nel centrodestra, ma sul versante leghista, a smarcarsi da Salvini sul referendum questa volta è Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia. Sul “sì” e sul “no” al referendum s’interroga anche il sindacato. «Nessuna indicazione agli iscritti», premette Annamaria Furlan, leader della Cisl. «Ma – aggiunge – il Paese ha bisogno di atti di riforma più importanti rispetto a un semplice taglio dei parlamentari». Quasi in fotocopia la dichiarazione di Maurizio Landini, capo della Cgil: «Non condividiamo una riforma fuori da un quadro generale». In ogni caso, anche qui nessuna indicazioni agli iscritti. Praticamente, un altro “nì” che s’intende “no”.

 

di: Mario Landolfi @ 18:29


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