Giu 05 2020

La rabbia degli infermieri di Bologna in un corto. Al governo: “Vergogna, ipocriti” (video)

Hanno dato la loro vita per noi, e sono stati traditi. Sono gli infermieri, in prima linea da sempre. Non solo in questi mesi d’inferno.

Gli infermieri al governo: Vergogna, traditori

“Non sono un eroe”, è la voce ripetuta che si ascolta dal cortometraggio degli infermieri del Maggiore di Bologna. Abbandonati e venduti da un governo “traditore”. Nel video diffuso sui social si vede il premier Conte parlare in aula. Viene isolato il passaggio ipocrita nel quale il capo del governo esprime un “sentito ringraziamento”. Agli sforzi straordinari di medici e infermieri. “Che rischiano la vita per salvare quella degli altri”. E giù applausi per la gloria delle telecamere. Ma che cosa ha fatto concretamente il governo? Nulla. Nulla, denunciano gli infermieri.
Nel filmato alle parole di Conte seguono le immagini di infermieri all’opera. L’audio riporta frasi emblematiche. “Sono quello che hai picchiato”. “Sono quella a cui hai tirato un monitor.”. “Sono quella che accudisce i tuoi genitori quando non ci sei”. Ma non vogliono essere chiamati eroi. Siamo infermieri – scandiscono – dietro alla mascherina. E gridano agli uomini di governo “Vergogna. Ipocriti”.

di: Gloria Sabatini @ 14:53


Giu 05 2020

Sondaggio flop per la lista Conte: battuta da FdI, “ruberebbe” solo a M5S e Pd

Un partito di Conte, una lista tutta sua, non sfonderebbe nei consensi, si collocherebbe in quinta posizione e ruberebbe voti solo al M5S e al Pd. Un mezzo flop, secondo il sondaggio di sondaggi You Trend realizzato per SkyTg24 e pubblicato da Open.

La lista Conte non convince

Secondo le stime dei sondaggisti, se si andasse a votare oggi, la Lega sarebbe il primo partito in Italia con il 26,2%, a seguire il Pd con il 21,6%, terzo il M5s con il 15,5%, quindi Fratelli d’Italia con il 15,4% mentre la lista Conte prenderebbe poco più del 14%. Alla domanda “se ci fosse una lista Conte chi voterebbe?” il 14,3% ha risposto che voterebbe per lui: sulla base eventuale lista del premier penalizzerebbe il Pd e il M5s che prenderebbe così solo il 9,7%.

Draghi surclassa il premier

Sorprese anche sulla popolarità dei leader politici e dei possibili candidati a un governo di coesione nazionale. Nel sondaggio primeggia Mario Draghi con il 59,3%, segue Conte con il 57%, al terzo posto il governatore del Veneto Zaia che sfiora il 50%, Giorgia Meloni si attesta al 33%, subito avanti a Matteo Salvini con il 31,2%.

di: Luca Maurelli @ 14:47


Giu 05 2020

Schiaffo di Orfini ai dem: «Avete ceduto sulla scuola per non infastidire i 5S. La Azzolina? Inadeguata» (video)

Il deputato ed ex presidente Pd Matteo Orfini ha annunciato l’intenzione di votare contro il decreto scuola in dissenso dal suo gruppo e dalla maggioranza di governo. Per Orfini, la mediazione raggiunta sul concorso per l’immissione in ruolo dei nuovi docenti è insufficiente: «Non si riconoscono i titoli e gli anni di servizio dei precari che insegnano da anni nei nostri istituti – dichiara a Fanpage.it – era l’occasione di sanare una ferita, invece si è rifiutato di creare un meccanismo di stabilizzazione che riconoscesse il valore di quanto fatto in questi anni. Si è voluto considerare il precariato una colpa dei precari». E sul proprio partito commenta: «Il Pd cede per non infastidire il M5S, in questo caso la ministra Azzolina». (GUARDA video Fanpage.it)

Orfini: «Sulla scuola un’occasione persa»

E poi spiega ancora:  «Da un lato è un’occasione persa perché noi avremmo potuto usare questo decreto per ripensare il funzionamento del sistema scolastico, cosa cambiare e come innovare, in attesa della riapertura a settembre ma soprattutto per come sono stati trattati i precari».

Orfini, dice ancora a Fanpage.it, che il testo non riconoscerebbe né gli anni di servizio, né i titoli, di queste persone, «come se quello che hanno fatto fin qui per la scuola non contasse nulla. Noi ci riempiamo la bocca di dichiarazioni di voler combattere il precariato e di lottare per i più deboli, e poi quando abbiamo l’occasione di farlo cediamo, e lo dico soprattutto al mio partito, per non infastidire il Movimento Cinque Stelle», ha aggiunto Orfini.  E sul ritorno a settembre: «Ad oggi un piano non c’è. Ci sono delle indicazioni del comitato tecnico scientifico, su cui bisogna costruire un piano che non esiste. E ciò dimostra l’inadeguatezza del ministero. Che non è in grado di gestire la vicenda. Quel ministero e quella ministra non sono in grado di far funzionare la scuola, e lo stanno dimostrando».

 

di: Desiree Ragazzi @ 14:36


Giu 05 2020

Bersani e l’orribile frase sui cimiteri: era un’iperbole che confermo assolutamente

Pierluigi Bersani conferma la battuta infelice sui cimiteri. Scrive su Twitter che era solo un’iperbole. Colpa di Salvini, afferma, che da ex ministro degli Interni si è esposto a un giudizio del genere.

La frase di Bersani

Che cos’è accaduto?  Martedì sera, ospite di Cartabianca su Rai3, Pier Luigi Bersani parlando della manifestazione con Salvini, Meloni e Tajani a Roma il 2 giugno, detto: «Viene il dubbio che se avessero governato loro non sarebbero bastati i cimiteri». Una frase non solo poco elegante ma anche sciocca visto che ancora ogni giorno la Protezione civile fa il triste conto dei morti causati dal virus. Una frase, tra l’altro, che ha suscitato la dura reazione dei leader del centrodestra.

La reazione di Salvini e Meloni

Salvini: «Dichiarazioni disgustose, a me sembra un cretino, scherza con 30mila morti? Qui c’è gente che non sta bene…». Meloni: «L’odio ideologico della sinistra non si ferma nemmeno davanti ai morti». A loro si è aggiunto il leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato: «Non c’è limite al peggio, non c’è la limite alla decenza e alla vergogna».

Critiche cui Bersani ha appunto risposto via Twitter, confermando tutto. “Chiaro che ho usato un’iperbole. Ma un ex ministro dell’interno che ridicolizza mascherine e distanziamento dopo che a pochi giorni dalla prima zona rossa chiedeva di aprire tutto si espone a un giudizio che, ripeto, per iperbole, confermo assolutamente”.

L’editoriale di Sallusti

Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti ha dedicato all’uscita di Bersani il suo editoriale. “Non so se in vino veritas – esordisce -, ma Bersani ha gettato la maschera del moderato di buon senso che ama indossare nelle sue apparizioni televisive e lo ha detto con chiarezza: per lui chi non è di sinistra è un assassino, quantomeno un incapace”. Eppure Bersani sembra aver dimenticato un piccolissimo dettaglio, perché quando il diretto interessato “ebbe un serio problema di salute tanto da essere ricoverato in rianimazione, titolammo a tutta pagina, con lo stupore dei nostri lettori, ‘Forza Bersani’, che non è esattamente uno slogan criminale”. “Non sappiamo – prosegue Sallusti – se il medico che gli salvò la vita fosse di sinistra o di destra, sappiamo che i medici si dividono in bravi e non bravi – come i politici e i giornalisti in onesti e disonesti – e che solo da queste percentuali dipende l’affollamento dei cimiteri e la verità”.

 

di: Annalisa Terranova @ 14:26


Giu 05 2020

Di Battista: «Non voglio picconare Conte. Sono grillino, non stupido». Poi l’avvertimento al Pd

«È falso che io voglia far cadere Conte. Sono grillino, non stupido». Alessandro Di Battista il più riottoso tra i grillini ammette: «Non è un segreto che io non volessi il governo con il Pd», ma non per questo è pronto a farlo cadere. Intervistato dal Fatto Quotidiano esclude di volere ruoli per sé e si mette dalla parte di Giuseppe Conte, chiedendo però chiarezza e fermezza su alcuni punti: in primis la revoca di Autostrade e il no al Ponte sullo Stretto. «Se il premier porterà avanti idee come l’ecobonus e la legge sul conflitto d’interessi avrà il mio sostegno». Ma qualora dovesse invece portare avanti idee «come il Ponte sullo Stretto di Messina e non essere duro come aveva detto di voler essere sulla revoca della concessione ad Autostrade. Dirò pubblicamente che sono in disaccordo con lui».

Peso maggiore per il M5S

L’ex parlamentare pentastellato chiede un peso maggiore per M5S, perché «il Pd ha il ministro dell’Economia, quello agli Affari Ue e il commissario agli Affari economici, M5S non ha nessuno». E assicura: «Non voglio picconare l’esecutivo – spiega – In questa fase è necessario un esecutivo politico: la cosa peggiore che ci possa capitare sarebbe un esecutivo tecnico o di unità nazionale».

Di Battista e la stoccata al Pd

Poi la stoccata. Dibba infatti non può fare a meno di lanciare un chiaro avvertimento: «Io voglio aumentare il potere contrattuale del Movimento nel governo perché ritengo che quello attuale non sia proporzionato al 33 per cento preso alle politiche del 2018». Con questo – tiene a precisare – non significa che lui voglia diventare capo politico, tutt’altro. «Il mio interesse è un altro, sono disposto a dare una mano a determinate condizioni che riguardano idee e atteggiamento». Alla domanda se voglia prendere la guida del Movimento, Di Battista ribadisce: «Non sono interessato a poltrone». E sul tema del superamento del vincolo del secondo mandato, replica: «È meglio chiederlo a chi è in scadenza con il secondo mandato. Non devo parlarne io, che ne ho fatto solo uno».

di: Desiree Ragazzi @ 13:43


Giu 05 2020

Meloni contro il Pd: “La gente è stufa e l’opposizione non starà zitta” (video)

“L’opposizione che piace al governo è un’opposizione che sta zitta, che non esiste. Vorrebbero un centrodestra in silenzio, che non dica se non è d’accordo, che non faccia proposte, che non ascolti le persone: un’Italia nella quale esista solo la sinistra”. Giorgia Meloni, ospite di “Diritto e rovescio” di Paolo Del Debbio, replica così all’intervista fatta all’esponente del Pd Andrea Romano, che ha contestato la legittimità della manifestazione del centrodestra del 2 Giugno. “Vogliono dividere il Paese, vogliono scaricare la colpa della crisi sul governo…”, aveva detto Romano.

“L’opposizione deve dare voce al malessere della gente, non stare zitta”, ha replicato la leader di Fratelli d’Italia al Pd.

di: Luca Maurelli @ 13:26


Giu 05 2020

“Che cogl…”: interprete scoperto a insultare eurodeputato leghista (video)

“Che cogl… Possiamo dirlo? Ma dai…”. Un interprete dell’europarlamento lascia il microfono aperto mentre apostrofa così il leghista Angelo Ciocca, che si appresta ad intervenire in videocollegamento. E’ l’europarlamentare del Carroccio a pubblicare su Facebook il video relativo all’episodio.

“Sentite cosa si è permesso di dire un interprete del Parlamento Europeo dimenticando il microfono aperto, parole vergognose ed offensive!!! Questo è il clima di odio che creano i benpensanti che accusano la Lega, per me è inaccettabile, non finirà qui!!!”, scrive Ciocca.
 

di: Luca Maurelli @ 13:01


Giu 05 2020

FdI al questore di Roma: «La donna che ha denunciato lo scandalo del campo rom va protetta»

Una delegazione di Fratelli d’Italia ha incontrato il questore di Roma. Un incontro nato dalla necessità  di riportare la legalità all’interno dei campi rom di Roma. L’iniziativa nasce «dopo i gravissimi fatti raccontati da Le Iene avvenuti dentro a un campo rom nella riserva naturale della Valle dell’Aniene, a pochissimi passi dal centro di Roma». Lo dichiarano in una nota il coordinatore regionale del Lazio di Fratelli d’Italia e deputato di FdI Paolo Trancassini, che ha guidato la delegazione all’incontro con il questore. Insieme al capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida e al vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

FdI: «La donna rischia pesanti ritorsioni»

Fatti gravissimi «venuti alla luce grazie al coraggio di una giovane donna che ha denunciato un giro di malaffare. Fatto di sversamenti illegali di rifiuti tossici, giri di usura, estorsioni, intimidazioni e violenze di vario genere». Dopo il servizio de Le Iene, raccontano gli esponenti di FdI «ci siamo recati dal questore di Roma, dottor Carmine Esposito, per ottenere alcuni chiarimenti e predisporre urgenti misure. Prima di tutto è prioritario garantire la sicurezza e l’incolumità di questa giovane donna che è rimasta a vivere all’interno del campo rom». A nostro avviso, scrivono gli esponenti di Fratelli d’Italia «rischia pesanti ritorsioni e bisogna mettere in campo ogni soluzione possibile affinché venga tutelata».

FdI: «Ripristinare con urgenza la legalità»

E poi ancora: «In secondo luogo, per chiedere quali siano stati gli interventi effettuati immediatamente dopo i gravissimi fatti denunciati. Chiederemo a breve anche un incontro con il prefetto di Roma. E solleciteremo il nostro gruppo consiliare in Campidoglio affinché ottenga al più presto un incontro anche con la sindaca Raggi. Bisogna ripristinare con urgenza la sicurezza e la legalità e per farlo servono infatti interventi immediati a più livelli istituzionali. Anche per questo, annunciamo sin da ora una interrogazione urgente al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. E chiediamo al governo che attui il prima possibile un provvedimento ad hoc che finanzi interventi mirati. Aiutando i Comuni a disporre di sufficienti risorse per ripristinare la legalità e la sicurezza».

«La Raggi non attuato i Pics»

I parlamentari di FdI spiegano che «quanto accaduto infatti con il caso dei Pics, non deve più accadere». «Il finanziamento dei Pics era stato approvato grazie a una mozione a prima firma Giorgia Meloni approvata in Campidoglio ma purtroppo disattesa da Virginia Raggi a causa della mancanza di fondi». E poi infine: «Continueremo a batterci a tutti i livelli per ottenere il rifinanziamento del servizio di Pronto Intervento centro Storico per il decoro urbano, a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini e per lo sgombero immediato dei campi irregolari».

di: Desiree Ragazzi @ 12:54


Giu 05 2020

Scontro in tv, l’economista Rinaldi travolge la deputata Pd Rotta sui “soldi dell’Europa” (video)

«Mi spiegate perché dovremmo prendere i soldi di Mes e Recovery fund?»: Antonio Maria Rinaldi, eurodeputato della Lega ed economista, è un fiume in piena e in collegamento con Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio travolge anche le sue due interlocutrici, la giornalista Claudia Fusani e la deputata Pd Alessia Rotta. Il tema sono Recovery Fund e Mes, e l’europarlamentare della Lega sente puzza di bruciato: «Perché dobbiamo prendere questi soldi? Se emettiamo titoli e li compra la Bce, come fanno tutte le banche centrali del mondo tranne quella europea, non abbiamo bisogno di metterci sotto schiaffo di quello che ci dicono».

Rinaldi ricorda le parole di Dombrovskis

Anche perché, ricorda Rinaldi, è nella piena disponibilità di Francoforte «acquistare da qui a un anno 180 miliardi di titoli italiani». Tra l’altro Rinaldi ricorda quello che ha detto il  vicepresidente della Commissione Ue responsabile dell’euro, Valdis Dombrovskis. Ecco le sue parole. «Gli stati membro  che vogliono le risorse dal fondo dovranno presentare dei piani nei quali dovranno far capire con quali riforme insistendo su  investimenti che rendono l’economia più digitali e più verdi». Rinaldi a questo punto chiede: «Vorrei sapere  il commerciante e la partita Iva che cosa deve fare?». E poi sulla crisi economica e sulle misure economiche del governo. «Lo sapeva anche un bambino  che nel momento in cui riaprivano le attività non tutti sarebbero andati a ristorante o a fare acquisti. Ma proprio per questo il governo doveva dare degli aiuti concreti. Non basterà un anno o due perché l’economia italiana si riprenda. Lo volete capire? Lo sapete quanti italiani non sono nelle condizioni di pagare il primo acconto dell’Imu? Nessuno se ne frega di quella gente che sta strillando, poveraccia, perché non gli è arrivata una lira. Altrimenti non s’incaz……..o sotto l’acqua».

di: Desiree Ragazzi @ 12:18


Giu 05 2020

Copasir (con Urso): “Via ogni segreto sulle carte delle stragi”

Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica «apprezza e condivide il recente appello dei presidenti del Senato e della Camera, affinché si prosegua e si porti a conclusione il percorso di desecretazione dei documenti relativi ad attentati ed altri atti terroristici che, per un lungo periodo, hanno insanguinato il nostro Paese». «Associandosi a questa iniziativa – si legge in una nota diffusa dal vicepresidente del comitato, Adolfo Urso – il Copasir auspica che anche i documenti custoditi negli archivi delle Agenzie di informazione per la sicurezza, e relativi al sequestro e all’omicidio di Aldo Moro, alla strage di Bologna, a quella di Ustica, possano essere oggetto di desecretazione e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, pur con i limiti imposti dalla tutela dei rapporti con gli apparati di informazione di altri Paesi. Ciò anche alla luce delle rilevanti novita’ riportate nei mesi scorsi dagli organi di stampa, da cui emergerebbero scenari in parte difformi rispetto a quelli accertati dai processi, e che potrebbero in ogni caso permettere una più adeguata comprensione delle vicende, interne e internazionali, all’interno delle quali tali eventi sono maturati».

di: Luca Maurelli @ 11:57


Giu 05 2020

Sospetti su un profilo social: «Il compagno “Albamonte” è lo stesso pm che indaga sulla Tartaruga?»

CasaPound finisce nel mirino dei pm e Francesca Totolo, giornalista de Il Primato Nazionale pone una domanda sui social.  «Chiedo per la giustizia giusta: il profilo Facebook “Eugenio Albamonte” che ha pubblicato la bandiera dell’Anpi il #25aprile scorso appartiene al pubblico ministero eugenio albamont (ex presidente dell’#Anm) che è titolare dell’inchiesta su CasaPound?». La Totolo pubblica una foto con lo stralcio di un articolo del Corriere dal titolo “CasaPound, 16 indagati. Fra i reati l’associazione per odio razziale”. Nell’articolo si legge che il «pubblico ministero Eugenio Albamonte è il titolare dell’inchiesta…». E poi ancora in un altro tweet, la giornalista scrive: «Il profilo Facebook del compagno “Eugenio Albamonte” appartiene al pubblico ministero eugenioalbamont che è titolare dell’inchiesta su #CasaPound, lo stesso che dichiarava “#IusSoli, il legislatore faccia presto”?».

Totolo, CasaPound e lo Ius Soli

La Totolo, in questo secondo tweet, fa riferimento al titolo del trentatreesimo congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati. Dal titolo “Nuove domande di giustizia tra libertà e diritto. Nuove famiglie, Liberalizzazione droghe leggere, fine vita, Ius soli”. Eravamo nel 2017. Come scriveva allora Il Primato nazionale: «Ad accendere la lampadina sono alcuni passaggi nel comunicato ufficiale dell’Anm, come questo. “Si concluderanno i lavori con la sessione sui nuovi diritti. Su cui il magistrato è quotidianamente chiamato a dare risposte di giustizia anche svolgendo una funzione di supplenza. Fine vita, nuove famiglie, legalizzazione delle droghe leggere, ius soli”.

L’intervento: «Vogliamo lanciare un sasso nello stagno»

E poi si legge ancora. «Ma se il comunicato dell’evento, in cui si indugia molto sull’imparzialità della magistratura e si annuncia con orgoglio la presenza a Siena del Presidente Mattarella, mantiene i toni delicati della comunicazione “istituzionale”. Ci pensa direttamente il presidente dell’Anm, Eugenio Albamonte, a cancellare i dubbi sulla supposta ingerenza delle toghe. “Vogliamo lanciare un sasso nello stagno e ribadire al legislatore che deve fare presto nel prendere le sue scelte“, spiega intervistato dall’Agi. Albamonte poi precisa, forse resosi conto di essersi spinto un po’ oltre. “Noi magistrati non vogliamo avere un ruolo di supplenza (dice in contrasto con il comunicato ufficiale, ndr). Apriamo un dibattito non per dare orientament. ma per rappresentare tutte le posizioni affinché ci siano strumenti di riflessione qualificati utili sia al cittadini sia alla magistratura, per assumere decisioni ponderate”».

di: Desiree Ragazzi @ 11:33


Giu 05 2020

De Luca non usa il lanciafiamme per i suoi assembramenti. Sarà multato?

Il governatore “sceriffo” (cabarettista…) Vincenzo De Luca, l‘uomo che per tutto il lockdown ha urlato le sue minacce e i suoi improperi ai campani, minacciando l’uso del lanciafiamme e prendendosela con i runner “cinghialoni” e con i presunti incivili che non mettono la mascherina, si ritrova in un assembramento e si fa pure un bel selfie. Come se per lui le regole del distanziamento sociale non esistessero, in quanto politico, governatore e “sceriffo”.

In questa foto (in alto), scattata ieri a Castellabbate, vicino Salerno, e postata su Twitter, De Luca si fa ritrarre “assembrato” per una foto nella quale c’è anche un bambino. Chissà se darà del “deficiente”, “imbecille” o cose del genere a chi era con lui, stretto stretto, cuore a cuore, in barba alle norme del coronavirus.

E pensare che proprio da Castellabbate, il governatore ha lanciato il suo ennesimo messaggio autocelebrativo, visto che da settimane, in coincidenza con la tragedia del coronavirus, s’è messo in campagna elettorale permanente.

“Mentre in altre Regioni d’Italia si brindava in piazza – ha detto il Governatore – noi ci siamo salvati perché abbiamo avuto il coraggio di prendere decisioni difficili. Oggi la Campania è la Regione che, in relazione alla popolazione residente, ha il tasso più basso di deceduti e contagiati per Coronavirus…”.

Ci sarebbe da ridere, nel giorno del selfie con assembramento, se non ci fosse da piangere.

 

di: Luca Maurelli @ 11:26


Giu 05 2020

Meloni alla Raggi: «Vai in monopattino da casa tua al Campidoglio». E al governo: «Clima liberticida»

«C’è il sindaco di Roma Raggi che da giorni sta lanciando i monopattini in sharing. Se non vado errata, leiabita in un quartiere che si chiama Ottavia. Sfido il sindaco di Roma ad andare in monopattino da casa sua al Campidoglio». Giorgia Meloni, a Dritto e Rovescio su Retequattro, non usa mezze parole. «Se vuole facciamo una gara, così ci andiamo insieme al Campidoglio».

Meloni: le norme deve farle chi conosce tutta la città

«Non si possono fare scrivere le norme a gente che abita nel centro storico. Gente che non conosce la realtà di milioni di persone che per andare a lavorare prendono mezzi pubblici e treni».

L’Italia del dopo Covid

Il discorso si sposta al dopo Covid. «Io auspico un’Italia nella quale , chiusa l’emergenza, si chieda agli italiani a chi vogliono far ricostruire il Paese. Non ho ben capito», dice la leader di FdI, «le ragioni dell’ultima conferenza stampa del premier. Ci raccontava di questo avveniristico piano per i prossimi anni. Immagino milioni di italiani oggettivamente basiti di fronte alla tv. Questo signore sta spiegando cosa il governo farà, quando ancora si stanno aspettando le risorse di provvedimenti che sono stati annunciati mesi fa».

Il “ragionamento” di Conte

«Probabilmente il ragionamento che fa Conte è “provo a buttare la palla in avanti, così magari rimango in sella”. Voglio dire a Conte che l’Italia che noi vogliamo è un’Italia nella quale si voti, in cui gli italiani scelgano chi deve governare la nazione».

Meloni: «Attenti, la rabbia del Paese reale può esplodere»

«La rabbia nel Paese è reale, può esplodere da un momento all’altro», afferma Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera. «Se a incanalarla in modo democratico c’è l’opposizione è un bene, non un pericolo. Esiste un clima liberticida, una deriva preoccupante. Si vuole mettere a tacere il centrodestra. Gli unici su cui indaga la Digos siamo noi e i negozianti che si erano permessi di manifestare contro il governo».

La manifestazione del 4 luglio

Quanto alla manifestazione del prossimo 4 luglio, la leader di FdI chiarisce la situazione. «Se le condizioni lo permetteranno e la curva dei contagi scenderà, come sembra e speriamo, ne faremo una grandissima. Con le mascherine se servirà, ma ci saremo. Io continuerò a stare in mezzo alla gente, ad ascoltarla, a dare voce alle istanze del popolo che vogliamo e dobbiamo rappresentare».

«L’Europa? Ci andrei cauta»

«Ci rappresentano un Paese, l’Italia, sommerso dai soldi dell’Ue, a cominciare da quelli del Recovery Fund», incalza la Meloni. «Come se l’Europa ci stesse lanciando dei soldi. Io ci andrei più cauto. Perché se piovono soldi su di noi, è una buonissima notizia. Ma ci dicano anche quando arrivano sui conti correnti dei cittadini. Quando partono i bonifici?».

Meloni su Bersani e sulla scuola

Poi, su Twitter, Giorgia Meloni commenta le «vergognose dichiarazioni di Bersani». E scrive: «L’odio ideologico della sinistra non si ferma nemmeno davanti ai morti. E sulla scuola: «Chiediamo che si faccia assoluta chiarezza nel minor tempo possibile. Io sono assolutamente certa che a settembre si debbano riaprire le scuole. Si deve riaprire in presenza. Non si può risolvere il problema con la didattica a distanza, perché tende a discriminare le famiglie che hanno difficoltà».

di: Girolamo Fragalà @ 10:35


Giu 05 2020

Salvini: «Bersani parla come un cretino». E a Conte: «Smettila di seguire la Cgil»

«Bersani? Dichiarazioni disgustose». Al Tg4 Matteo Salvini condanna le frasi dell’ex segretario del Pd. Quelle parole («se al governo ci fosse stato il centrodestra non sarebbero bastati i cimiteri») sono inaccettabili. «A me sembra una dichiarazione di un cretino. Ci sono 30mila morti e si scherza su questo. Davvero c’è qualcuno che non sta bene. Quando si fa polemica sui cimiteri, vuol dire che non stai bene».

Salvini contro il governo

Poi l’attacco all’esecutivo. «Il governo ha promesso 400 miliardi di euro in una conferenza stampa a reti unificate. Dopo 3 mesi ne sono, non arrivati ma in lavorazione, 23 di miliardi. C’è qualcosa che non funzione», afferma Salvini. «Ripropongo a Conte la soluzione del modello svizzero proposto dalla Lega. Un foglio fronte e retro con autocertificazione che garantisce un contributo fino a 500mila franchi».

«C’è bisogno di libertà di impresa»

«Probabilmente sa qual è il problema? È che al governo c’è qualcuno che non ama l’iniziativa privata, le partite Iva, gli autonomi, i piccoli imprenditori, la scuola privata. Per cui deve essere tutto burocratizzato, statalizzato, sindacalizzato e centralizzato. Se questo è l’approccio, l’Italia non riparte. C’è bisogno di libertà d’impresa, educativa, di culto. Non della Cgil, onnipresente nelle case degli italiani».

Basta con i “faremo” e con la Cgil

«Conte ha detto: Faremo, faremo, faremo. Gli italiani però hanno bisogno di azioni adesso. Sulla cassa integrazione non ci hanno ascoltato, hanno preferito seguire le indicazioni della Cgil. Si è visto come è finita», aggiunge Salvini.

L’ambientalismo da salotto

Non solo. «Vorrei conoscere chi ha disegnato quella pista ciclabile su uno degli assi più trafficati di Milano. Troppi errori di progettazione. Grande rischio per la salute dei ciclisti. Questo è il frutto dell’ambientalismo da salotto fondato su pressappochismo e arroganza».

Salvini difende Fontana

Gli insulti a Fontana? «Se qualcuno a Roma avesse ascoltato i governatori di Veneto e Lombardia che chiesero per primi le chiusure, ci saremmo risparmiati qualche problema», dice Salvini. «Ringrazio tutti gli amministratorim anche il mio governatore Fontana a cui è scoppiato incendio in casa. Lui ha cercato in qualunque modo di limitare i danni».

di: Girolamo Fragalà @ 10:00


Giu 05 2020

Azzolina, ogni giorno un annuncio: «A scuola con mascherine, visiere e divisori in plexiglass tra i banchi»

L’unica novità la proposta fantasiosa di andare a scuola con le mascherine, le visiere e i divisori fra i banchi. Con la Azzolina siamo ancora alle frasi coniugate al futuro, ai “faremo”, “riusciremo”, “daremo”. Niente di più. La ministra continua ad andare avanti a singhiozzo. Si affida alle promesse, pensando che bastino per calmare le acque. «Sulla scuola stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi», dice. Consapevole che ne servono di più. Se solo si pensa ai divisori e alla “grandezza” delle aule sembra una barzelletta. Ancora si è al primo capitolo, non si sa neppure dove indirizzare quegli ipotetici miliardi.

La Azzolina con Conte e la De Micheli

Il tutto, nel corso di un incontro a Palazzo Chigi. «Ci sarà subito un nuovo stanziamento di altri 330 milioni per l’edilizia scolastica leggera», ha aggiunto la mìnistra. «La norma contenuta nel decreto scuola favorirà i lavori dando ai sindaci potere di intervenire». Al vertice c’erano il premier Giuseppe Conte e la ministra ai Trasporti e alle Infrastrutture Paola De Micheli. Per gli enti locali, il numero uno dell’Anci, Antonio Decaro, nonché il presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Poi erano presenti i sindacati sul piede di guerra e i rappresentanti di famiglie e studenti. Per loro solo delusione e conferma delle proteste.

Non cambia neppure il copione

Sempre lo stesso ritornello. «L’obiettivo è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli, che hanno sofferto maggiormente in questo periodo», ha detto la Azzolina in apertura dell’incontro.

Il documento del Cts

Poi la novità: «Il documento del Cts sarà valutato rispetto all’andamento epidemiologico. Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici». Il Cts – ha fatto sapere l’Azzolina, sta valutando anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza. [premium level=”1″ teaser=”yes” message=”Per continuare a leggere l’articolo”]

I sindacati: un’altra occasione persa

«Un’occasione persa per rendere produttivo un intero pomeriggio trascorso ad ascoltare le diverse richieste dei rappresentanti delle famiglie, degli studenti. Ci sarà ancora da attendere». Lo ha affermato all’Adnkronos Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl scuola al termine dell’incontro sulla scuola a Palazzo Chigi.

La Azzolina prende ancora tempo

«Le decisioni verrano prese in seguito, dopo la pianificazione delle condizioni dell’edilizia scolastica. E soprattutto dopo la rivalutazione  del documento del Cts aggiornato con tutte le regole necessarie per il rientro in aula a settembre», ha aggiunto Gissi.  «I sindacati hanno inoltre evidenziato come questo incontro sia arrivato con ritardo per poter compiere una pianificazione accurata sul rientro in presenza a settembre».

I plexiglass come divisorio, dice la Azzolina

«La soluzione della ministra Azzolina non sono i uorni o gli sdoppiamenti. Si è parlato nel caso di utilizzare plexiglass come divisorio. Ma non possono essere soluzioni valide perché i ragazzi si muovono. Come si fa per i movimenti in corridoio o nelle stesse classi? ».

Sciopero confermato

«A questo punto», conclude, «ci sono tutte le condizioni per confermare lo sciopero di lunedì 8 giugno. Il premier Conte ha detto, con ironia, che leggendo i contenuti del nostro programma per la richiesta dello sciopero “farebbe aderire anche il Governo”». [/premium]

di: Girolamo Fragalà @ 09:41


Giu 05 2020

M5S, volano parole grosse: «C’è cannibalismo», «troppa vigliaccheria», «vuoto pneumatico»

Sale la tensione nel M5S dopo le sanzioni adottate dai probiviri nei confronti degli europarlamentari Ignazio Corrao, Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini ed Eleonora Evi. Esponenti sotto accusa perché alcune settimane fa avevano espresso un voto in dissenso dal proprio gruppo sul tema del Mes. I primi tre sono stati sospesi per un mese dal M5S (Corrao e D’Amato sono stati anche sollevati dall’incarico di “facilitatori”), mentre Evi, secondo quanto apprende l’Adnkronos, avrebbe ricevuto solo un richiamo.

M5S, «parlare di temi è impossibile»

Per molti, all’interno del Movimento, si tratta di un “segnale” nei confronti di Alessandro Di Battista. Lo dice senza giri di parole la senatrice Barbara Lezzi, in un post al vetriolo contro i vertici pentastellati. «Parliamoci chiaro», scrive su Facebook Lezzi, «colpire Corrao e D’Amato rimuovendoli dal ruolo di facilitatori e sospendere per un mese Piernicola Pedicini significa isolare Alessandro Di Battista». Dibba, aggiunge, è colpevole «di aver presentato una proposta. Parlare di temi, presentare proposte e chiedere di non rinnovare alla guida della più potente partecipata di Stato un inquisito, è diventato per il M5S uno stigma».

«Per dire no ci vuole coraggio»

«Bastava dire, da parte dei presunti vertici, che non c’è interesse per la proposta. Del resto, io stessa ho chiesto al capogruppo in Senato di organizzare una riunione per discuterne con lo stesso Alessandro. Ma mi ha risposto il vuoto pneumatico. Attenzione, il vuoto e non un diniego. Per dire no», rincara Lezzi, «ci vorrebbe un po’ di coraggio nei confronti di quella buona parte del M5S che, invece, ne vorrebbe parlare».

Lezzi: «È più facile parlare con la Boschi…»

«Eppure», continua, «le riunioni tra noi sono numerose e convocate anche da chi non ha titolo per farlo. È evidentemente più facile, per i presunti vertici, sedere al tavolo con Franceschini, la Boschi e Salvini che confrontarsi con Alessandro Di Battista. Ed è questo il punto su cui vorrei soffermarmi perché è l’aspetto che più mi preoccupa».

Il M5S è debole, scende a compromessi

La senatrice è un fiume in piena: «Il M5S che non si concentra sui temi da portare avanti e si avviluppa su dinamiche interne da sottobosco per colpire bersagli sgraditi, è un Movimento debole». Un Movimento «pronto a scendere a qualsiasi compromesso pur di mantenere quella piccola percentuale utile a garantire sempre qualcuno a scapito di idee, progetti, soluzioni. E, soprattutto, a scapito di quello di cui il Paese avrebbe davvero bisogno». «Si predica unità nazionale, coesione e partecipazione in questo momento drammatico e il M5S diventa un cannibale dimostrando, così, tutta la sua fragilità».

Fragilità e debolezza

«Fragilità e debolezza», insiste Lezzi, «che sono alla base di quella insana proposta di una costituente fondata da chi si eleva al di sopra di tutto e di tutti e si nomina padre nobile ma per farlo, e per far ingoiare ai nostri iscritti una ennesima ratifica del già tutto deciso e apparecchiato, deve necessariamente spezzare le gambe a chi vorrebbe prima parlare e stabilire gli ulteriori obiettivi del Movimento, del come raggiungerli e poi con chi farlo».

La battaglia in vista degli Stati Generali

«Nessuno ha l’ambizione di disperdere le potenzialità di questo governo ma l’ambizione di centrare nuovi obiettivi con uno spirito più determinato e meno incline ai compromessi al ribasso, quella c’è», avverte l’ex ministro per il Sud. La battaglia in vista degli Stati Generali del Movimento è appena iniziata.

di: Girolamo Fragalà @ 09:19


Giu 05 2020

Gasparri: «Fermate gli show di Palamara. Dovrebbe chiudersi in casa invece di andare in tv»

«Il Palamara che si esibisce in televisione è persino peggio del Palamara di cui leggiamo le intercettazioni telefoniche e le chat». Ad affermarlo è il senatore azzurro Maurizio Gasparri.

Gasparri: «Palamara è sprezzante»

«Un atteggiamento sprezzante, nessun pentimento sincero per le sue imprese veramente sconcertanti. Il Palamaratour addirittura si conclude con il proposito di riprendere il proprio posto in magistratura. Come se, al di là della rilevanza penale dei singoli fatti, un cittadino potesse accettare di trovarsi di fronte, o come pubblico ministero o in qualsiasi ruolo giudicante, uno come Palamara».

«Dovrebbe chiudersi in casa»

«Che vergogna», incalza Gasparri. «Una persona del genere dovrebbe chiudersi in casa. Che vada con tono sprezzante nei salotti televisivi è veramente incredibile. Almeno Giletti ha cercato di incalzarlo, ma lui è rimasto tronfio. Anche sulle cene con Pignatone. Su tanti altri capitoli in cui misteriosamente il trojan restava inattivo».

«Il Palamaratour va interrotto»

«Bisognerebbe interrompere questo Palamara-tour. Veramente diseducativo. Di Palamara dovrebbero leggere ovunque e comunque le cose che diceva al telefono. Contro quelli che riteneva avversari politici da bastonare e non cittadini da rispettare da parte di chi esercita l’alta funzione togata», aggiunge Gasparri.  «Mi auguro che questo Palamaratour in televisione non diventi un rito quotidiano. È un cattivo esempio in ogni caso. Al di là della piega che prenderanno le vicende giudiziarie

Gasparri e il Tg2

Un passaggio sulla vicenda del Tg2. «Il provvedimento del Tar del Lazio che sospende l’efficacia della multa contro la Rai per presunta mancanza di pluralismo, in particolare del Tg2, riconosce quello che abbiamo sempre sospettato. E cioè, la presenza di un fumus persecutionis. Alimentato da risibili ricorsi di autentici perdigiorno». Un’autorità di garanzia «è tenuta al rispetto della legge e soprattutto deve onorare il suo ruolo con indipendenza e autonomia. Il presidente dell’Agcom Cardani ha avallato una decisione errata e priva di fondamento».

di: Girolamo Fragalà @ 09:01


Giu 05 2020

Fioramonti contro la Azzolina: «Non ho buoni rapporti con lei, errori imperdonabili sulla scuola»

«Sono stato al ministero anche molto disponibile per fare il cosiddetto passaggio delle consegne. Ma la Azzolina non si è mai presentata. Alla fine sono andato via e non ci siamo più sentiti». A parlare è l’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. «Non credo che ci sia un buon rapporto, non c’era neanche prima. Il rapporto tra successore e succeduto non è mai ottimo».

Fioramonti: «Non si gestisce in quel modo…»

«Tra di noi – aggiunge a “Circo Massimo” su Radio Capital, «le impostazione sono state sempre molto diverse. Secondo me stanno commettendo degli errori imperdonabili perché la scuola in un momento di difficoltà non si può gestire con un pugno di ferro. Soprattutto poi quando non si hanno le caratteristiche per farlo».

La didattica a distanza

«La didattica a distanza può anche andare bene come integrativa, complementare. Però non funziona come didattica vera e propria. Non funziona soltanto in Italia ma in tutto il Mondo», dice Fioramonti. «Gli studi fatti in questi mesi ci dicono che la didattica a distanza raggiunge, quando va bene, il 40% degli impatti della didattica in frequenza. Purtroppo l’approccio del governo è stato improvvisato su tantissimi punti e continua ad esserlo».

La mancanza di programmazione

Ad esempio, «non ha dato linee guide. La scuola è stata buttata in questa cosa dicendo “cavatevela”. In Italia abbiamo chiuso per primi e riapriremo per ultimi. E non c’è alcun dato che ci dice che riusciremo ad aprire a settembre veramente in presenza e senza problemi. La scuola in Italia va finanziata», incalza Fioramonti. «Va programmata e questo va fatto prima per prevenire le crisi. La scuola invece è sempre l’ultimo tema del dibattito politico». Basti pensare che nel dl Rilancio «si mettono tre miliardi ad Alitalia e 1.4 alla scuola».

Fioramonti: «Fanno bene a scendere in piazza»

Secondo l’ex ministro, «bisogna far diventare la scuola un tema di posizionamento politico della popolazione. Deve diventare qualcosa per cui vale la pena fare la politica. Su questo le famiglie fanno bene a lamentarsi, i sindacati a scendere in piazza e gli ragazzi a rivendicare una centralità. Senza scuola non c’è futuro».

I concorsi per le cattedre

I concorsi, spiega Fioramonti, «andrebbero fatti regolarmente e per tutte le cattedre necessarie. Il problema è che sono 20 anni che il governo e lo Stato prendono in giro la scuola. Si fanno concorsi con ritardo e con meno posti necessari. E quindi hanno costruito un sistema che si basa sullo sfruttamento dei precari. Bisogna fare una programmazione seria».

di: Girolamo Fragalà @ 08:40


Giu 05 2020

Arcuri come Conte: si beano del nulla su oltre trentamila morti

Ogni giorno ha la sua pena e ieri ci è toccato lo spettacolo di Domenico Arcuri. I dispetti del nostro diavolo custode sono infiniti e dopo Conte non poteva capitarci di meglio. Anche se sarebbe preferibile chiudere la pagliacciata e togliere il collegamento da Marte.

Strabiliante il commissario. Finito di trangugiare chissà quale vinello il commissario a non si sa bene cosa ha incantato così i giornalisti: “Abbiamo fatto tutto in 85 giorni: per una volta, sarebbe davvero bello se tutti ci accorgessimo che siamo stati straordinari“. E dopo questo scommettiamo sulla nascita  delle bimbe di Arcuri, che poi sarebbe la moda del momento.

Ma Conte come ha scovato Arcuri?

Pensavamo alle task force come il massimo della fantasia istituzionale. Ma aver scovato Arcuri è stata un’impresa di cui dover dare lealmente atto a Giuseppe Conte. Nessuno ci sarebbe mai riuscito. La modernità ha i suoi costi e la competenza pure. E quando a marzo Arcuri scambiò la Russia con l’Unione Sovietica fu probabilmente per metterci alla prova.

Comunque è davvero bravissimo. Appena l’altroieri il premier ha detto che sostanzialmente abbiamo alle nostre spalle l’emergenza sanitaria e lui ci annuncia che a settembre avremo due miliardi di mascherine italiane. Forse se le farà assicurare dagli spacciatori di dispositivi falsi da cui si rifornisce abitualmente Nicola Zingaretti. A settembre, che poi mancheranno solo pochi mesi a Carnevale.

di: Francesco Storace @ 06:00


Giu 04 2020

Rampelli: «Senza coronavirus Conte era a casa. Sta fomentando la guerra civile»

“Nessuna fiducia al governo Conte che sta alimentando la guerra civile tra gli italiani: partite iva contro statali, Italia del Nord contro quella del Sud, scuola pubblica contro paritaria, grandi aziende contro piccole imprese, famiglie che possono permettersi tre o 4 computer contro quelle che non ne hanno neppure uno. Invece di assumere i precari storici, con questo decreto si fa un nuovo concorsone aumentando il precariato storico. Il decreto scuola dovrebbe parlare di come si conclude l’anno scolastico, che finisce domani, di cosa aspetta alle famiglie da settembre, nessuna traccia, di come sostenere le paritarie per evitare che qualche centinaio di studenti si riversino nella scuola pubblica statale a causa della loro chiusura, nemmeno un accenno”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, intervenendo in aula sulla fiducia al disegno di legge di conversione del decreto sulla scuola.

“Sta alimentando la guerra civile tra gli italiani”

“Il coronavirus ha tecnicamente rianimato il governo Conte ma ne ha anche prolungato l’agonia. State come d’autunno sugli alberi le foglie”, dice Rampelli, citando il poeta Giuseppe Ungaretti, il cui cinquantenario della morte è stato colpevolmente ignorato dai “ministri Franceschini e Azzolina perché patriota e anticonformista. Sono passati dal vaffaday alla burla, dall’abbraccio con Putin agli abbracci con l’impero comunista cinese in funzione anti-Nato”.

“Ci consegna all’impero comunista cinese”

“Lo dico – ha spiegato – come ex ragazzo del Fronte della Gioventù che partecipò a una manifestazione contro il presidente degli Stati Uniti Bush senior a Nettuno e fu brutalmente malmenato. Craxi a Sigonella, D’Alema a Belgrado, Berlusconi con Bush e Putin a Pratica di Mare, gli accordi con Gheddafi furono tutte operazioni fatte in autonomia senza mettere in discussione il Patto Atlantico come sta facendo il governo Conte. Alleati sì ma servi mai, di questi eventi che hanno scritto pagine gloriose nelle nostre relazioni internazionali parleranno i libri di storia. Di Conte, Di Maio e Zingaretti non ci sarà traccia neppure sui fumetti di Lupo Alberto e della gallina Marta”.

“Gli studenti hanno evitato una nuova piattaforma Rousseau”

”L’unica buona notizia-  ha detto Rampelli – è che non ci sono provvedimenti per sistematizzare l’insegnamento in Rete. Noi saremo sempre per la relazione umana coi professori, le amicizie, gli amori, le trasgressioni e le sanzioni, l’emozione di un’interrogazione o di un esame. Siamo contro la società della solitudine e del contratto e vi batteremo sempre e comunque per la comunità dei sentimenti che distingue vivaddio la persona dalla macchina. Avete fatto bene a ripensarci, questa ipotesi di lobotomizzare i ragazzi come la piattaforma Rousseau ha fatto con voi non la faremo passare mai”, ha concluso.

di: Valter Delle Donne @ 18:55


Giu 04 2020

Paragone racconta l’incidente: «Non ho mai perso conoscenza, dal taglio usciva molto sangue»

A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il senatore Gianluigi Paragone ha raccontato com’è avvenuto l’incidente che ha avuto in scooter a causa del quale èstato ricoverato in ospedale con il codice rosso. «Per fortuna sono appena arrivato a casa, mi hanno dimesso poco fa dandomi degli antidolorifici».

Paragone era in motorino

«Ero in motorino all’altezza delle piscine del Coni (a Roma, vicino allo stadio Olimpico, ndr). Una signora ha fatto inversione a “u” per passare all’altra carreggiata e io le sono andato addosso. Ho preso lo sportello, rompendogli il vetro, tagliandomi la mano e facendomi male un po’ dappertutto». Si è reso conto di quanto stava accadendo? «Sì, sono rimasto sempre vigile ma mi ero preoccupato perché avevo un taglio vistoso sul dito della mano. Perdevo molto sangue. E in più avevo dolori forti alle ginocchia, che non riesco a flettere».

«Non ho avuto paura»

Si è fratturato qualcosa? «Fortunatamente no», ha detto Paragone. «Ho fatto anche una Tac ma non ho avuto problemi». Subito dopo l’incidente alcuni media segnalavano che lei non era in pericolo di vita, lasciando immaginare tuttavia una situazione seria. «A me è venuto un colpo. Non riuscivo ad avvisarli perché non potevo nemmeno rispondere al telefono. Stavo facendo la Tac». Ha avuto paura? «No, perché avevo capito che l’altra macchina poteva fare qualcosa di strano. Quindi sono stato prudente e ho rallentato, alla fine sarò stato sui 40km/h».

Paragone: mi hanno mandato tanti messaggi

I suoi colleghi l’hanno cercata per sincerarsi delle sue condizioni? «Mi hanno mandato tutti dei messaggi: da Conte a Renzi a Salvini. Sono stati tutti molto carini». Chi la sta assistendo in casa? «Un mio amico, un collega giornalista». E il suo scooter in che condizioni è ? «Non so dove sia, lo hanno portato via subito», ha concluso Paragone a Un Giorno da Pecora.

di: Girolamo Fragalà @ 18:43


Giu 04 2020

«Noi non dimentichiamo»: la Meloni ricorda la strage di Tienanmen. E posta il video

«Il 4 giugno del 1989 la Cina Comunista represse nel sangue l’amore per la libertà e la voglia di lottare per quei diritti troppo spesso negati, ancora oggi, a migliaia di cinesi. Le immagini della protesta di Piazza Tienanmen e il coraggio di quel giovane studente che, da solo, fermò una colonna di carri armati sono per noi, e per il mondo, simbolo di libertà. Noi non dimentichiamo». Con queste parole dai suoi profili social Giorgia Meloni ricorda una data che non dimentichiamo. Lo fa postando il video entrato nella memoria collettiva di noi tutti. E che continua ad emozionare. Libertà e coraggio Gli anniversari sono un monito per il presente e il futuro. A trentuno anni dalla protesta di Tienanmen non sorprende poi tanto l’assordante silenzio di  molti. I molti pronti a scendere in piazza per qualsivoglia diritto ma solo se collima con il ‘politicamente corretto’. Ma nell’anniversario di  Tienanmen stranamente vengono colti da afasia. Noi non dimentichiamo. Fratelli d’Italia  non dimentica.

di: Antonella Ambrosioni @ 17:35


Giu 04 2020

L’ipocrisia della sinistra: il governo “dimentica” le donne, la Boldrini pensa al “sessismo” della Immuni

“Sarebbero queste le grandi conquiste per i diritti delle donne?”. Giorgia Meloni interviene sulla sua pagina Facebook sul caso delle polemiche scatenate intorno alla App Immuni, accusata di sessismo e di promuovere stereotipi di genere perché fra le icone aveva messo una madre che culla un bambino e un uomo al computer.

Meloni contro l’ipocrisia della sinistra

Le icone, dopo le proteste delle quali si era fatta paladina Laura Boldrini e che erano state sposate da più parti, sono state sostituite, con tanto di scuse da parte della società che ha sviluppato la App, la Bending Spoons. Sul tavolo restano però tutte le perplessità intorno all’ennesima protesta che indica il dito e dimentica la luna. “Donne e mamme lavoratrici completamente abbandonate dall’inizio di questa emergenza, ma il governo e la sinistra passano il tempo a litigare per sostituire l’immagine (diffusa sempre grazie a loro) di una mamma che culla un bambino per pubblicizzare l’App immuni”, ha scritto Meloni. “Queste sarebbero le grandi conquiste per i diritti delle donne?”, si è quindi chiesta la leader di FdI, dicendosi poi “senza parole”.

Baldassarre: “Famiglie senza aiuti e pensano a Immuni”

È stata poi l’eurodeputata della Lega, Simona Baldassarre, a domandarsi “da quando ci si scandalizza vedendo una madre con in braccio il proprio figlio?”. Anche Baldassarre ha puntato l’indice contro l’assoluta inadeguatezza di provvedimenti concreti da parte del governo a favore delle donne e delle famiglie. “Quello che sconcerta semmai – ha sottolineato l’eurodeputata – è la prontezza di un ministro della Repubblica ad adoperarsi per una questione puramente ideologica, tanto cara alle sinistre, mentre da questo governo, e in particolar modo dalla Bonetti, per il sostegno delle famiglie è arrivato davvero poco e niente“. “Se il ministro delle Pari Opportunità vuole rendere giustizia alle donne che lavorano – ha concluso Baldassarre – pensi ad aiutarle concretamente. Invece di indignarsi per una effigie simbolo di amore e normalità”.

di: Annamaria Gravino @ 17:14


Giu 04 2020

FdI: “Raggi vuole riconquistare Zingaretti, ma ormai è stata scaricata”

“Preso atto del sequestro preventivo dell’immobile di via Napoleone III, ci piacerebbe sapere perché la sindaca Raggi non abbia sollecitato, con lo stesso fervore, lo sgombero dei ventitré palazzi occupati, presenti nella lista redatta dalla Prefettura a luglio dello scorso anno. Se invece il Primo Cittadino pensa di recuperare la fiducia di Zingaretti, con decisioni che guardano da una parte sola, si sbaglia di grosso. Basta leggere le dichiarazioni del senatore Astorre. Il Partito democratico così come la maggior parte dei suoi compagni grillini, l’hanno oramai scaricata. Se ne faccia una ragione”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo. (Foto ANSA)

di: Valter Delle Donne @ 17:01


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