Un po’ di ossigeno ai “poveracci”, quelli che non hanno avuto né la forza né la fortuna di diventare manager, di entrare nell’alta finanza dalla porta principale, di essere banchieri o economisti di statura internazionale. Tanto di cappello a chi ha raggiunto le alte vette, ma un piccolo aiuto, anche morale, a chi non se la passa tanto bene non sarebbe peccato. E invece no, il governo tecnico continua con la sua strategia: mancano i soldi, siamo a un passo dal baratro, occorrono sacrifici. Non stavamo per uscire dal tunnel? ...
Vanno avanti con il tormentone, un po’ per darsi un tono e un po’ per apparire affranti in chiave politica ed elettorale. Tutti, a sinistra, provano la stessa sensazione da mesi. La Camusso è «preoccupata» per il decreto sugli esodati, la Finocchiaro è «preoccupata» per le riforme istituzionali. La segreteria nazionale del Pd – ai tempi di Berlusconi – era «preoccupata» per la «confusione del governo italiano durante la crisi libica». I maggiori esponenti del partito – tutti, nessuno escluso – si dicevano «preoccupati» per la nostra credibilità internazionale messa ...
Ha ragione Nichi Vendola: “Quello che non ho” dimostra che per fare tv non servono volgarità e imbecillità. Forse però s’era appisolato prima dei trenta minuti di monologo della Litizzetto sulla parola “stronzo”. Tranquillo, Nichi, avevi le tue ragioni, come i tre milioni e passa di telespettatori che hanno resistito davanti al piccolo schermo, appesi a uno sbadiglio per consacrare il successo di Roberto Saviano su La7 e il candeggio della propria coscienza, finalmente immacolata dopo mesi di Grande fratello, Pacchi e Bonolis. Resistenza (all’abbiocco) è stata la parola d’ordine ...
Due ore e mezzo di vertice, durante il quale si è discusso di crisi, giustizia e Rai. Ma intorno al quale per molte ore c’è stata una sorta di consegna del silenzio. Poi è arrivata la convocazione a Palazzo Grazioli in serata e si è saputo che Berlusconi voleva informare personalmente i vertici del partito sull’esito del pranzo che aveva avuto con Monti e al quale avevano partecipato anche Angelino Alfano, Gianni Letta e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Nel frattempo alla Camera si votava la fiducia ...
Atene deve farcela, ne va del futuro dell’Ue. Ma la necessità di creare dei veri Stati Uniti d’Europa è sempre più pressante. Guarda all’attualità ma pensa in grande, Mario Mauro, europarlamentare del Pdl e presidente della delegazione pidiellina in seno al Ppe. Che invita a lasciare da parte gli egoismi nazionali e, a proposito dei recenti cambiamenti in alcuni governi nazionali, dice: «Non basta un Hollande a mettere a repentaglio l’Europa, ma la ricetta giusta per l’avvenire non sta certo nelle mani dei socialisti europei».Allora, Mauro, andiamo subito al dunque: ...
«Ai processo si riderà. È una vicenda farsesca, banale, paesana. È un’inchiesta in cui per la prima volta si ritiene penalmente rilevante il nulla». Mario Landolfi è incredulo ma non perde l’ironia alla notizia del rinvio a giudizio con le accuse di corruzione e truffa con l’aggravante di aver favorito un clan camorristico. Per farla breve il parlamentare del Pdl, già presidente della commissione di Vigilanza Rai e ministro delle Comunicazioni, avrebbe indotto un consigliere comunale di Mondragone a dimettersi per evitare lo scioglimento del Consiglio offrendogli in cambio un ...
Dopo il primo appuntamento tenutosi a Vibo Valentia, e in attesa di quello programmato a Napoli, il 10 maggio scorso la casa editrice Settecolori ha presentato a Roma, ai Musei Capitolini, il volumetto collettaneo intitolato Era mio padre, dedicato al fondatore della Settecolori, Pino Grillo, scomparso il 24 agosto 2000 a soli 49 anni. In tanti hanno voluto omaggiare la memoria di Pino Grillo, ma anche il coraggio del figlio Manuel, che ha voluto proseguire, con notevole finezza culturale peraltro, la difficile opera editoriale del padre: Francesco Bergomi, Pietrangelo Buttafuoco, ...
«Ormai la situazione è compromessa e andrà avanti parecchio tempo: si sarebbe dovuta risolverla i primi due giorni. Se non prima». Chi parla così è il deputato del Pdl Guido Crosetto, ex sottosegretario alla Difesa, più che mai amareggiato per la piega che sta prendendo la vicenda dei nostri fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in carcere da tre mesi in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati.La storia in realtà lascia molti punti interrogativi: intanto perché in quel momento vi erano altre ...