Cuore azzurro
La meglio gioventù del tennis azzurro, Cobolli fa più del suo, annienta Svajda e vola ai quarti: e vendica l’onore azzurro a Parigi
«Oggi ho imparato che un match non può mai dirsi chiuso, me la sono quasi fatta addosso!», ha confessato un Cobolli lucido e verace a fine gara, senza nascondere la tensione di un quarto set vietato ai deboli di cuore
Cobolli senza freni tinge d’azzurro la terra rossa del Bois de Boulogne. Avevamo accennato appena ieri alla gloriosa spedizione dei nostri “tre moschettieri” – oltre a Flavio, vittorioso oggi, anche Berrettini (in campo) e Arnaldi (alla prova tra breve) – partiti alla corte di Francia con lo spirito indomito di chi vuole conquistare Parigi. Oggi, quella suggestione diventa una splendida realtà di fatto: Flavio Cobolli piega lo statunitense Zachary Svajda dopo una maratona di oltre tre ore e artiglia un pass storico per i quarti di finale del Roland Garros.
Roland Garros, Cobolli ai quarti di finale
Una vittoria, quella del giovane cavaliere Flavio, che profuma di un’autentica, seppur sportiva, vendetta. Mentre i corvi della sventura speculavano sul doloroso stop forzato dell’amico Jannik Sinner, la meglio gioventù del tennis italiano ha risposto sul campo. Blindando l’onore della nostra bandiera. Se Parigi ha osato voltare le spalle al numero uno del mondo, ci pensa il ventiquattrenne romano a ricordare ai cugini d’oltralpe che l’Italia della racchetta non si piega.
Non a caso, il match contro Svajda (chiuso 6-2, 6-3, 6-7, 7-6) è stato un saggio di carattere tipicamente italico: cuore, sofferenza e quella schiettezza tutta romana che rende Flavio un idolo assoluto. «Oggi ho imparato che un match non può mai dirsi chiuso, me la sono quasi fatta addosso!», ha confessato un Cobolli lucido e verace a fine gara, senza nascondere la tensione di un quarto set vietato ai deboli di cuore.
Roland Garros, Cobolli: «Me la sono quasi fatta addosso… e forse anche il mio team»
E ancora. «Questo è il mio Slam preferito. Adoro giocare in Francia e sulla terra. E oggi il pubblico mi ha aiutato molto a chiudere un match che diventa ora molto importante anche per il prossimo turno – aggiunge il 24enne romano –. Grazie al mio team: penso che anche tra di loro ci sia qualcuno che abbia rischiato di farsela sotto… Ma siamo contenti di poter avere l’occasione e l’onore di poter giocare un’altra partita qui».
«Qui ho imparato che un match non può dirsi mai chiuso»
Per Cobolli si tratta del secondo quarto di finale in uno Slam dopo Wimbledon 2025, la conferma definitiva di un blasone ormai internazionale. Affronterà mercoledì ai quarti di finale il vincente del match tra il canadese Felix Auger-Aliassime, numero 6 del mondo e 4 del seeding, e il cileno Alejandro Tabilo, numero 36 del ranking Atp. Il romano ha ringraziato la Fitp e il capitano Volandri, prima di lanciare l’ideale testimone al compagno di spedizione: «Auguro il meglio adesso a Matteo Berrettini per il suo match». L’assalto azzurro alla Francia continua. Sinner è vendicato. Ma i moschettieri non si fermano.
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