Sempre i soliti
Enrico Ruggeri affonda le censure a senso unico del Pd: «Tranquilli, io non faccio comizi»
Il cantautore è atteso a Codogno, in provincia di Lodi, per un concerto. I dem locali protestano accusandolo di avere posizioni No Vax, il sindaco replica ricordando la differenza tra un comizio e un concerto. FdI: «Dal Pd metodi da Urss». Salvini: «Viva la Libertà di pensiero, parola e canzone! Contro bavagli e censure»
A pochi giorni dalla polemica contro Francesco De Gregori la sinistra ci ricasca. Questa volta a finire sotto un processo in stile cinese è Enrico Ruggeri, che secondo il circolo del Partito Democratico di Codogno non dovrebbe esibirsi durante la rassegna musicale estiva del Comune in provincia di Lodi. Secondo i consiglieri comunali di opposizione, l’autore di tantissimi capolavori musicali sarebbe colpevole di aver assunto «durante gli anni della pandemia, pubblicamente posizioni molto critiche nei confronti del Green Pass, degli obblighi vaccinali, delle mascherine e di numerose misure di contenimento adottate per fronteggiare l’emergenza sanitaria». Con una giravolta logica, la capogruppo in consiglio comunale Maria Cristina Baggi ha inoltre accusato il sindaco leghista Francesco Passerini di applicare «due pesi e due misure», in quanto qualche mese fa lo stesso aveva negato il patrocinio ad un convegno No Vax.
Il sindaco di Codogno ricorda al Pd la differenza tra un comizio e un concerto
Il primo cittadino, particolarmente sorpreso per la vicenda, ha spiegato che «come Comune non abbiamo concesso il patrocinio ad eventi specifici il cui dibattito riguardava la divulgazione di teorie no vax e di revisioni storiche del periodo pandemico di carattere politico. Detto questo nessuno ha mai impedito, come secondo noi dovrebbe essere in un Paese democratico, lo svolgimento in luoghi comunali di queste iniziative. E non crediamo che ci sia bisogno di spiegare alla consigliera Baggi la differenza tra un dibattito di questo tipo e il concerto di un artista, tra i più grandi, che ripercorre le canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. L’arte, come lo sport, non dovrebbe essere soggetta a censure come invece il Pd pare auspicare contestando la presenza di Ruggeri a Codogno».
FdI a difesa di Enrico Ruggeri: «Dal Pd metodi da Urss»
A levare gli scudi a difesa di Enrico Ruggeri è anche Fratelli d’Italia, a tutti i livelli. «Chiedere di vietare un concerto a un professionista mi sembra estremo visto che invece su tanti temi gli artisti esposti più a sinistra i proclami dal palco li fanno a iosa e Ruggeri non ha mai predicato dal palco. La libertà di pensiero per il Pd locale è evidentemente quella che si praticava in Urss», ha spiegato il capogruppo in consiglio comunale Fabio Bozzi, mentre per il presidente provinciale del partito, Francesco Filipazzi, «il Partito Democratico porta avanti da tempo in città una sgangherata campagna elettorale, ma non credo che fare i braghettoni sia una grande strategia, soprattutto perché Ruggeri è un mostro sacro della musica italiana e sarà accolto da un vasto pubblico».
Salvini: «Viva la Libertà di pensiero, parola e canzone! Contro bavagli e censure»
Il caso ha inevitabilmente assunto anche un rilievo nazionale. «Viva la Libertà di pensiero, di parola e di canzone! Contro ogni bavaglio e ogni censura», ha scritto sui social il leader della Lega Matteo Salvini. Per il deputato lombardo di FdI, Fabio Raimondo, «la presunta superiorità morale del Pd non conosce limiti. Decidono chi è democratico, chi è rispettabile, cosa si può dire, cosa si può pensare e adesso persino chi può cantare. Uno strano concetto di libertà».
La replica del cantautore: «Non è mia abitudine fare comizi dal palco»
Fra i “difensori” di Ruggeri fa però capolino anche una voce proveniente da una nota formazione di sinistra del lodigiano, quella del sindacato Fisi, che ha scritto al Comune per sostenere la presenza del cantautore e «per contestare radicalmente la discriminazione che alcune forze politiche, stando a notizie di stampa, intendono promuovere ai danni di Enrico Ruggeri, per aver fatto ciò che un artista e un cittadino deve fare: ragionare criticamente e pubblicamente delle grandi questioni che investono la società». Dal canto suo, il diretto interessato sui suoi social definisce la vicenda «preoccupante», ma tranquillizza la sinistra dei censori: «Stiano tranquilli, non sono uno di quelli che passa metà concerto a fare comizi, quando sono sul palco suono e al massimo presento qualche brano. (Comunque l’aria che tira è preoccupante)», ha scritto Ruggeri su Instagram. Qualcun altro invece è solito usare i palchi dei concerti per fare opposizione. È questione di stile.