Sono soddisfazioni
Una nave della Flotilla arriva a Gaza: è un relitto alla deriva. Ma loro esultano: «Non ci stiamo fermando» (video)
Parti dell'ammiraglia Kasri Sadabab si sono arenate sulla costa di Al-Mawasi, i flottiglieri lo hanno preso come un segno. Forse non hanno tutti i torti...
Alla fine un’imbarcazione della Flotilla è arrivata a Gaza. O, meglio, è arrivato un relitto: la Kasri Sadabab, l’ammiraglia su cui era imbarcato anche il deputato M5S Dario Carotenuto, era alla deriva, priva di equipaggio e di materiale e si è arenata ormai inservibile sulla costa di Al-Mawasi. A darne notizia è stata la stessa Global Sumud Flotilla sui propri social, salutando il naufragio con toni profetici: «L’odio, la violenza, il colonialismo e l’imperialismo possono sembrare eterni, ma sono destinati a cedere sotto il peso dell’impegno civile, della memoria, dell’umanità che continua a resistere».
Un relitto della Flotilla arriva a Gaza, loro esultano: «Non ci stiamo fermando»
Nel video postato dalla Flotilla su Instagram si vede una piccola folla di gazawi osservare incuriosita l’arrivo del relitto e trascinarlo a riva. «In qualche modo siamo a Gaza!», si legge tutto in maiuscolo in sovraimpressione sulla clip. «Una delle imbarcazioni è arrivata a riva anche senza di noi», vi si legge ancora, stavolta in minuscolo. Il filmato è accompagnato da un lungo post sul significato di questo “evento”. «Oggi è successo qualcosa che ci ricorda una verità semplice: la solidarietà si può rallentare, ostacolare, ferire. Ma non si può cancellare», scrivono i flottiglieri specificando che si parla di «parti di Kasri Sadabat».
A ognuno la sua interpretazione simbolica
«Non sono arrivate le persone che erano a bordo e gli aiuti che abbiamo raccolto, ma il loro spirito sì. È arrivato fino a quella costa per dire: non ci stiamo fermando. Non vi lasciamo soli», si legge ancora nel post, che rivendica: «In qualche modo abbiamo “rotto” l’assedio illegale con la forza del mare e del vento. Con la forza di qualcosa che prima o poi diventa inevitabile: la coscienza collettiva». Insomma, per quelli della Flotilla si tratta di un segno. Considerato che a Gaza è arrivato un relitto alla deriva, forse non hanno tutti i torti…
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