Roland Garros
La carica degli italiani, i 3 moschettieri Berrettini, Cobolli e Arnaldi sfidano i re senza corona del tennis. E Matteo proverà a vendicare Sinner
Clamorosa impresa azzurra sulla terra rossa del Roland Garros di Parigi: i nostri tre atleti, Cobolli, Berrettini e Arnaldi, conquistano gli ottavi di finale dopo maratone leggendarie ed epiche battaglie psicologiche. C’è un’aria diversa negli spogliatoi del Roland Garros, un brivido elettrico che profuma di storia, di audacia e di tricolore. Con le clamorose uscite di scena di Jannik Sinner e Novak Djokovic, unite alla pesante assenza di Carlos Alcaraz, lo slam parigino si è trasformato improvvisamente in una terra di conquista senza padroni assoluti.
Roland Garros, la carica dei tre moschettieri azzurri: Cobolli, Berrettini, Arnaldi
E in questo vuoto di potere, l’Italia del tennis risponde presente e schiera una prima linea d’assalto formidabile: tre “moschettieri” d’acciaio – Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi – capaci di infiammare i campi rossi e di conquistare in contemporanea uno storico accesso agli ottavi di finale.
Impresa Cobolli sulla terra rossa di Parigi
A guidare la carica, con la spavalderia e la freschezza dei suoi ventiquattro anni, è un magistrale Flavio Cobolli. Sul mitico palcoscenico dello Philippe Chatrier, il romano ha letteralmente polverizzato la promessa statunitense Learner Tien con un netto e perentorio 6-2, 6-2, 6-3. Una prova di maturità tennistica impressionante, propiziata dal temperamento forgiato nei catini infuocati della Coppa Davis a Bologna.
Proprio Cobolli ha saputo riassumere alla perfezione lo spirito di questa spedizione azzurra: «C’è uno spiraglio e sognare non è mai sbagliato. Vince chi sogna di più». Adesso, sulla sua strada verso i quarti ci sarà un altro americano, il coetaneo Zachary Svajda, in una sfida inedita sulla terra battuta che richiederà massima concentrazione ed enorme dedizione agonistica.
Roland Garros, la leggendaria maratona di Berrettini
Ma se Cobolli ha esaltato per fluidità, Matteo Berrettini ha commosso per cuore, resilienza e puro spirito di sacrificio. Il trentenne romano, attualmente scivolato al numero 105 del ranking a causa degli infortuni ma rigenerato nell’orgoglio, ha firmato un’autentica opera d’arte drammatica superando l’argentino Francisco Comesana dopo una maratona titanica di oltre cinque ore. Sotto il sole cocente di Parigi, Berrettini ha annullato due match point all’avversario prima di imporsi al quinto set in un infinito e cardiaco super tie-break, terminato con il punteggio storico di 7-6, 5-7, 6-7, 6-4, 7-6 (15-13).
La ghiotta possibilità di vendicare l’amico Sinner
E allora, sulle note del classico ormai “Po po po po” intonato da un pubblico parigino totalmente rapito dal suo carisma, Matteo ha espresso tutta la sua commozione. Stringendosi attorno alla sua squadra e a suo fratello Jacopo. La sua vittoria, però, non è solo una rinascita personale: porta con sé una precisa missione sportiva, patriottica e personale. Agli ottavi di finale, Berrettini incrocerà la racchetta con l’argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 56 del mondo e autentico “giustiziere” di Jannik Sinner al secondo turno del torneo. Per Berrettini, insomma, si presenta la ghiotta possibilità della vendetta: sbarrare la strada all’ostico sudamericano (reduce a sua volta da sei ore di battaglia contro Landaluce) e vendicare la precoce caduta del numero uno azzurro.
Arnaldi all’assalto in questa folle edizione del Roland Garros
Ma non è ancora tutto. Perché a completare l’indimenticabile capolavoro italiano ci ha pensato Matteo Arnaldi, autore di un’altra eccezionale prova di resistenza fisica e mentale. Il sanremese si è sbarazzato del belga Raphael Collignon al quinto set. Dopo quattro ore e cinquantotto minuti di gioco serratissimo. Una vittoria di nervi e classe pura chiusa sul 6-4, 6-7, 5-7, 6-4, 7-6 (10-4) che non solo lo riporta al quarto turno a Parigi a due anni di distanza dall’ultima volta. Ma gli garantisce matematicamente il rientro nella prestigiosa top 100 mondiale.
Arnaldi ora attende il vincente del match tra Frances Tiafoe e Jaime Faria. La terra rossa di Parigi trema: i moschettieri azzurri sono pronti a dare l’assalto definitivo ai re senza corona di questa pazza edizione del Roland Garros.