L'intervista
A Tor Cervara non era il primo stupro di gruppo, il regista Camarca: “Abbiamo denunciato tutto un mese fa” (video)
Cronaca - di Valter Delle Donne - 1 Giugno 2026 alle 17:05
«Sullo stupro della turista colombiana a Tor Cervara siamo stati drammaticamente e tristemente preveggenti». A parlare con il Secolo d’Italia è Claudio Camarca, regista e autore di Avamposti Radiomobile, in onda su DMax, il programma-documentario dedicato al lavoro delle forze dell’ordine che da anni racconta le periferie dimenticate e le zone più difficili delle città italiane.
Le sue parole arrivano dopo la terribile vicenda emersa nei giorni scorsi a Tor Cervara, in zona Roma Est, dove una donna colombiana ha denunciato di essere stata sequestrata, violentata, seviziata e picchiata per tre giorni di seguito in un edificio abbandonato di via Tallone, area da tempo segnalata come una delle principali piazze di degrado e spaccio della città.
Secondo Camarca, quanto accaduto non sarebbe stato imprevedibile. Anzi, si tratta di un palazzo degli orrori dove la stessa dinamica si era ripetuta almeno un’altra volta. Già un mese fa, in una puntata della trasmissione andata in onda in televisione, la sua troupe aveva documentato la situazione esplosiva presente proprio nell’ex fabbrica abbandonata di via Tallone.
La puntata con la ragazza salvata a Tor Cervara dai carabinieri
«Noi siamo intervenuti insieme ai carabinieri della Radiomobile circa sei mesi fa», racconta al Secolo d’Italia. «In quello stabile abbandonato c’era una donna di 38 anni che era stata sequestrata da un gruppo di nordafricani che volevano stuprarla in massa. Quando siamo arrivati insieme ai militari, i carabinieri sono riusciti a liberarla e poi è stata affidata ai soccorsi e accompagnata in ambulanza». Una scena che, secondo il giornalista, dimostrava già allora il livello di controllo esercitato da gruppi criminali nell’area.
«Quando siamo arrivati siamo stati sommersi da lanci di pietre. C’erano circa un centinaio di persone. All’interno dello stabile erano visibili a occhio nudo le cosiddette cucine del crack», afferma Camarca.
Claudio Camarca al Secolo d’Italia: i carabinieri hanno sventato uno stupro di gruppo nello stesso palazzo
Le forze dell’ordine, spiega, avevano effettuato tutte le segnalazioni del caso. «C’era la denuncia, c’era il referto dell’ambulanza, la donna era stata picchiata. I carabinieri avevano segnalato la situazione. Noi l’abbiamo raccontata in televisione nella seconda puntata del programma, dedicando circa dieci minuti proprio a via Tallone».
Una situazione di degrado che, sempre secondo quanto documentato dalla trasmissione, era nota da tempo. A confermare il livello di pericolosità dell’area sarebbe stato anche un episodio più recente. «Non più tardi di un mese fa in via Tallone è scoppiato un incendio. Una delle cucine utilizzate per produrre crack è saltata in aria a causa dell’esplosione di una bombola».
Da qui l’amara conclusione di Camarca, che collega il materiale raccolto dalla trasmissione con i fatti emersi nelle ultime settimane.
«È incredibile pensare che una donna sequestrata e minacciata di stupro di gruppo fosse già stata trovata in quello stabile, che noi avessimo raccontato tutto pubblicamente un mese fa e che, poco dopo, un’altra povera disgraziata sia stata vittima di violenze e sevizie per giorni. Purtroppo avevamo denunciato una situazione fuori controllo».
Il palazzo dell’orrore di via Tallone: 22 irregolari espulsi, 5 arresti
Intanto le indagini sulla violenza denunciata dalla giovane colombiana proseguono. Una vicenda che per poco ha rischiato di trasformarsi in un omicidio come quello che vide come vittima, nella baracca del buco nel quartiere San Lorenzo, la giovane Desirée Mariottini.
Le indagini lampo della polizia hanno portato al fermo di cinque uomini, Saidykhan Lamin e Karamba Kanteh, cittadini gambiani di 29 e 38 anni, Harouna Traore, maliano di 43 anni, e i nigeriani Isibor Wisdom e Paul Nwabueze, di 29 e 39 anni. Per tutti l’accusa è di violenza sessuale di gruppo aggravata dall’aver approfittato delle condizioni di inferiorità della vittima. Gli arresti sono stati convalidati. Durante il blitz nello stabile occupato, gli agenti hanno identificato 22 cittadini stranieri irregolari. Per undici di loro sono scattati provvedimenti di espulsione e il trasferimento nei centri di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria, Palazzo San Gervasio e Bari.