Gli azzurri da Draghi e poi in trionfo per le vie di Roma: pullman scoperto e Inno nazionale (video)

lunedì 12 Luglio 20:26 - di Sveva Ferri
nazionale roma

Dopo la festa al Quirinale, la Nazionale e Matteo Berrettini si sono spostati a Palazzo Chigi, in una Roma colorata dai tricolori dei tifosi, che per strada aspettavano il passaggio del loro pullman. Un omaggio che gli Azzurri hanno ricambiato alla fine della cerimonia, nonostante le remore dei responsabili della sicurezza: sono saliti tutti sul tetto del pullman scoperto, per un tour di saluto ai tifosi, portando in trionfo la coppa, regalando selfie, cantando l’Inno Nazionale per le vie della Capitale.

Non solo calcio: Berrettini e i campioni dell’atletica under 23

Mario Draghi era in strada ad aspettarli, anche lui, come Sergio Mattarella, tifoso tra i tifosi. Nel cortile d’onore di Palazzo Chigi gli Azzurri sono stati premiati anche dal presidente del Consiglio, insieme alla sottosegretaria allo Sport e già meravigliosa atleta, Valentina Vezzali. Ma la festa di Palazzo Chigi è stata per tutti, non solo per i calciatori: il già celebrato Berrettini e la Nazionale under 23 di atletica, che pure ha conseguito a Tallin un risultato storico, collocandosi al primo posto nel medagliere. «Unica volta in 13 edizioni», ha sottolineato Draghi, che, come ricordato dal presidente della Federazione, Stefano Mei, da maratoneta è stato a sua volta un tesserato dell’atletica italiana.

Draghi cerca Donnarumma: «’Ndo stai? Che parate!»

Draghi ha parlato di «successi straordinari», ricordando anche che la Nazionale ha vinto gli Europei dopo oltre 50 anni e Berrettini è il primo italiano ad essere arrivato in finale a Wimbledon. «Ci avete fatto emozionare, commuovere, gioire, abbracciare. Io – ha detto Draghi – sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Ma stavolta ci avete reso orgogliosi di essere uniti». «Oggi lo sport segna in maniera indelebile la storia delle Nazioni e ogni generazione ha i suoi ricordi», ha proseguito il premier, sottolineando che i rappresentanti di questa generazione, riuniti a Palazzo Chigi, oggi siano al fianco di nomi come Tardelli, Mennea, Francesca Schiavone e Daria Pennetta. «Oggi siete voi a essere entrati nella storia, con i vostri sprint, i vostri gol, le vostre parate… ‘Ndo stai?», si è fermato a quel punto Draghi, cercando con lo sguardo Donnarumma in platea. «E che parate!», ha poi sottolineato Draghi dopo averlo trovato.

L’elogio della famiglia italiana

Ma la vera sorpresa della cerimonia è stata un’altra: l’elogio della famiglia italiana che Draghi ha evidentemente voluto fare. Chiaramente, nettamente. Dandole un posto di primo piano tra i fattori che hanno consentito i successi sportivi dei singoli atleti e delle loro squadre. Così le moglie, i genitori, perfino i nonni, sono entrati nell’elenco dei ringraziamenti dovuti, al fianco di Mancini, dei presidenti delle federazioni, di tutti quanti sono stati letteralmente sul campo per conquistare il podio.

L’augurio agli atleti di Tokyo

Draghi ha voluto sottolineare i «sacrifici» che ci sono dietro queste vittorie e lo ha fatto ricordando «le lacrime di Spinazzola». «Ma – ha aggiunto – voglio ringraziare tutte le vostre famiglie, che vi hanno sostenuto. Tutti voi avete una famiglia che vi ha sostenuto, incoraggiato, che è stata paziente. Quindi, brave le vostre mogli, bravi i genitori, bravi i nonni», ha detto Draghi, rilanciando poi sul senso di appartenenza e chiudendo con l’augurio di nuovi successi per l’Italia. «Sentiti auguri a tutti gli atleti e atlete che andranno alle Olimpiadi. L’Italia vi accompagna in questa vostra rincorsa verso la gloria olimpica. Abbiamo tanta voglia – ha concluso Draghi – di vivere altre notti magiche».

Il video della Nazionale in trionfo per le strade di Roma

Dopo la cerimonia a Palazzo Chigi, la Nazionale è risalita sul pullman, guadagnandone il tetto per salutare direttamente i tifosi in un piccolo tour di Roma. «Abbiamo vinto come squadra la trattativa perché era giusto dedicare questi dieci muniti di strada ai tifosi che ci hanno aspettato per strada finora. La coppa è la loro. Dopo un anno così sofferto, glielo dovevamo», ha spiegato il portavoce Bonucci, facendo riferimento al divieto iniziale sul tetto del pullman legato a ragioni di sicurezza.

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