Il trionfo della Nazionale italiana spazza via i luoghi comuni del politicamente corretto

12 Lug 2021 14:57 - di Valeria Gelsi
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In questi Europei segnati dalle tediose polemiche sul Black lives matter, la vittoria della Nazionale italiana sull’Inghilterra ha un inatteso effetto collaterale: mettere in evidenza tutte le idiozie propinate da certa propaganda che arruola chiunque e qualsiasi situazione pur di sostenere le proprie tesi. Da “Gesù rifugiato” a “Giulio Cesare gender fluid”, da quelle parti se ne sono sentite e lette di ogni sorta. In questa tragicomica tendenza, che fa strame di storia e buon senso, sono rientrati anche titoli di testate blasonate che nelle ultime settimane ci hanno informato che “multietnico è vincente”, riferendosi in particolare alle squadre con una spiccata rappresentanza di giocatori di origine africana. Lo slogan, però, ora si mostra in tutto il suo essere controproducente.

Davvero la chiave della vittoria è la multietnicità?

Adottando il metro di misura di questi osservatori, infatti, oggi dovremmo dire che quel multietnico non è poi così vincente, anzi. Ma si può davvero farlo senza offendere la propria intelligenza e quella altri? Ovviamente no, perché si tratta di una scemenza epocale, come lo era sostenere il contrario. I tre rigori falliti dall’Inghilterra portano la firma di tre ragazzi di colore. Non sapremo mai se il Ct Gareth Southgate li abbia scelti in ossequio al politicamente corretto o solo per un errore di valutazione. Certo è, come ha sottolineato da Giancarlo Dotto sul Corriere dello sport, che ha mandato tre ragazzini “spaventati a morte” ad affrontare il momento cruciale della partita. Davvero c’è qualcuno che può sostenere, senza vergognarsi, che la loro etnia abbia fatto la differenza, come pure qualcuno ha sostenuto al contrario per altre partite?

Le idiozie degli anti-razzisti

Durante questo europeo la nostra Nazionale ha dovuto perfino subire l’onta di sentirsi dire che era “troppo bianca”, come hanno fatto i tifosi francesi commentando la foto di gruppo della squadra italiana. E ciò nonostante la presenza, per esempio, di Emerson, che evidentemente non è considerato abbastanza scuro. Ora, se ci si volesse abbassare a questo livello di elaborazione, la logica conseguenza sarebbe che tutto quel chiarore si è dimostrato superiore a chiunque altro. Bell’affare per gli anti-razzisti, che non solo non hanno contribuito a evitarli, ma hanno offerto una nuova cornice agli odiosi insulti razzisti.

Quello che c’è davvero dietro il trionfo della Nazionale

Un motto che spesso gli anti-razzisti tirano fuori è che il sangue ha lo stesso colore per tutti. Vero. Parafrasandolo, si potrebbe dire che anche il sudore è uguale per tutti, per Donnarumma come per Saka, per Shaw come per Jorginho. Gli italiani hanno sudato di più e hanno vinto. E questo è un dato definitivo, che non c’entra niente con la loro etnia e che dovrebbe indurre chiunque a usare con grande cautela le lenti deformanti dell’ideologia applicata a ogni ambito. Perché altrimenti, alla fine, si rimediano solo brutte figure e l’inemendabile etichetta di imbecilli.

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