Con la mediazione di La Russa
Fine vita, c’è la data: il 3 giugno il ddl in Senato. La mossa di Forza Italia che scuote la maggioranza
Si sblocca lo stallo sul fine vita: il ddl sul suicidio assistito approderà il 3 giugno in aula al Senato e, se nel frattempo nelle commissioni Giustizia e Affari sociali non si troverà una intesa su un testo condiviso dai gruppi di tutti gli schieramenti politici, in Aula ci andrà la proposta del senatore dem, Alfredo Bazoli, firmata da tutte le opposizioni.
La decisione, emersa dalla capigruppo di oggi a Palazzo Madama – con la mediazione del presidente La Russa in grado di mettere tutti d’accordo sulla data del 3 giugno – ha riaperto il dibattito sul tema, ‘costringendo’ ora la maggioranza a prendere l’iniziativa per evitare di essere scavalcata a sinistra, come dice a mezza bocca un big del centrodestra.
FdI: il ddl Bazoli è già stato superato
Forza Italia, che ha spinto per riprendere in mano il dossier sul fine vita e riaprire il confronto, anche su input della famiglia Berlusconi, esulta ed è convinta che ora la maggioranza dovrà mettersi al lavoro di gran lena per portare in Aula il suo testo base, ovvero quello dei relatori Pier Antonio Zanettin (Forza Italia) e Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia).
Il confronto si gioca soprattutto all’interno della maggioranza, con Forza Italia che tenta la mediazione su uno dei punti più divisivi, quello del coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale. Una mossa che potrebbe aprire un dialogo anche con le opposizioni, da sempre ferme sulla necessità che il Ssn abbia un ruolo nella procedura prevista dalla futura legge.
La posizione di Stefania Craxi e i contatti con governo e FdI
“Sono molto soddisfatto per la calendarizzazione della legge in Aula”, ha spiegato Zanettin, convinto che il dibattito debba ripartire proprio dal ddl del centrodestra. Sulla stessa linea Zullo: “Il testo Bazoli è già stato superato”.
A spingere per una soluzione condivisa sarebbe soprattutto la capogruppo al Senato Stefania Craxi, che nelle ultime ore avrebbe avuto contatti sia con il sottosegretario Alfredo Mantovano sia con i vertici di Fratelli d’Italia.
Per mesi il confronto sul fine vita era rimasto bloccato tra i dubbi della maggioranza e l’assenza dei pareri del governo. Ora FI prova a imprimere una svolta politica, rivendicando un approccio “sobrio” e istituzionale su una materia che tocca temi etici profondi.
“È fondamentale che il Parlamento eserciti pienamente il proprio ruolo”, ha ribadito Craxi, chiedendo una risposta legislativa “all’altezza della dignità della persona e della complessità umana e giuridica della materia”.
Fine vita: la mano di Marina
Sul tavolo resta dunque una possibile convergenza trasversale, mentre nel centrodestra emergono sensibilità differenti. Non è un mistero che a spingere affinché la coalizione affronti i temi dei diritti civili sia stata anche Marina Berlusconi. “Al Paese serve una legge equilibrata, fondata su procedure rigorose”, ha osservato Enrico Costa.
Dal Movimento 5 Stelle arriva invece la richiesta di rispettare gli impegni assunti: “Il nostro faro resta la sentenza della Corte costituzionale”, ha avvertito la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone.
Il conto alla rovescia verso il 3 giugno è partito. E il fine vita si prepara a tornare al centro dello scontro politico e culturale.
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