Stop stangate sull'energia
Meloni alla convention sul terziario rilancia la svolta sulle bollette: ce l’abbiamo fatta, ora giù i costi per famiglie e imprese
Il messaggio della premier a Economica 2026 delinea un'ampia panoramica che va dalla geopolitica ai costi dell'energia, passando per clima e transizione verde, e sempre sottolineando i punti cardine di una visione strategica per la nazione
Netto, chiaro, propositivo e determinato: il governo procede sulla rotta delineata con la barra a dritta. E il messaggio che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha mandato a Economica 2026 – la convention nazionale dell’Associazione nazionale per l’industria e il terziario, al presidente Iadicicicco – ne indica tappe, prospettive e traguardi, tracciando un’ampia panoramica che va dalla geopolitica all’energia e alle bollette. Passando per clima e transizione verde, e sempre sottolineandone i punti cardine di una visione strategica per la nazione.
Meloni alla convention Economica 2026, la sfida della policrisi e la risposta della politica
Un’analisi lucida del contesto globale quella che apre il messaggio del presidente del Consiglio, che evidenzia come la capacità di guidare la nazione passi inevitabilmente dalla comprensione delle dinamiche sovranazionali che impattano sulle nostre filiere produttive. Tanto che, in un altro passaggio del suo intervento, Meloni alla convention sul terziario sottolinea: «Quest’anno avete scelto di dedicare il vostro confronto e la vostra riflessione al futuro dell’Europa e alle principali scelte che il nostro Continente è chiamato a compiere per difendere la propria capacità di restare competitivo, sicuro e protagonista nel mondo. In particolare, in un’epoca complessa come quella che stiamo vivendo, caratterizzata da una delle congiunture più difficili degli ultimi decenni».
«Il nostro approccio è guardare a futuro per costruirlo»
Non solo, perché a stretto giro, entrando nel merito delle emergenze attuali, e tracciando la mappa delle minacce interconnesse che affliggono i mercati e le comunità di lavoratori, aggiunge anche: «Viviamo il tempo della policrisi. Uno scenario nel quale crisi differenti, per origine e natura, interagiscono tra loro e si amplificano reciprocamente, con effetti sempre più marcati sugli equilibri globali». E citandone qualche esempio, prosegue: «La guerra in Ucraina che continua senza sosta. L’instabilità in Medio Oriente che non accenna a placarsi». Come «la competizione economica che si fa sempre più serrata, le tensioni geopolitiche che si scaricano direttamente sul costo della vita e sulla capacità delle imprese di competere».
Ma non è ancora tutto, tanto che la premer continua: «E poi la guerra ibrida e gli attacchi cyber, la pressione migratoria, le ramificazioni delle reti criminali internazionali, le restrizioni al commercio internazionale. Crisi diverse, ma che si intrecciano tra loro e impattano sempre di più sulla nostra vita quotidiana, mettendo alla prova anche la capacità della nostra nazione di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza».
Un quadro complesso e articolato, rispetto al quale la ricetta del governo rivendica la centralità della visione politica piuttosto che una mera gestione dell’emergenza quotidiana. Tanto che Meloni ribadisce e rilancia: «Il nostro compito è quello di saper affrontare queste emergenze con una logica di sistema, senza però farci trascinare. Perché è questo il ruolo della politica: guardare al futuro per costruirlo. Questo è l’approccio che ha orientato e che continuerà a orientare l’azione dell’Italia sulla scena europea e internazionale».
Il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e il Piano Mattei
E allora, sulla centralità geografica e geopolitica dell’Italia, il capo del governo ha ribadito anche oggi, nel suo messaggio alla convention su terziario, il valore aggiunto della nostra nazione e il ruolo cruciale svolto dal nostro tessuto economico per valorizzarne le enormi potenzialità. «Lo scenario che viviamo ci offre anche una opportunità – sostiene Meloni nel messaggio alla convention Economica 2026 –: valorizzare i nostri punti di forza, a partire dalla nostra proiezione geostrategica. Siamo una piattaforma naturale nel Mediterraneo, la cerniera di comunicazione tra l’Atlantico e l’Indo Pacifico, un motore di dialogo e cooperazione tra Occidente e Oriente, tra Nord e Sud del mondo».
Italia, un interlocutore privilegiato
Aggiungendo in calce all’analisi sul punto: «Caratteristiche che rendono l’Italia un interlocutore privilegiato. E che ci permettono di disegnare scenari preclusi ad altri. Questo ci consente di avere una marcia in più, per aprire nuove porte. Creare opportunità innovative. Consolidare il nostro ruolo di potenza esportatrice e sviluppare interconnessioni strategiche per il nostro presente e per il nostro futuro».
Il Piano Mattei, un punto di forza
E ancora: «Questa è la prospettiva che il governo continuerà a seguire, guardando in particolare a quei quadranti del mondo da cui dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa. All’Asia e all’Indo-Pacifico, al quale ci lega un rinnovato rapporto. E all’Africa, con cui stiamo costruendo una relazione nuova e paritaria con il Piano Mattei. Alle Nazioni del Golfo, con il quale abbiamo voluto cambiare passo».
Le nostre imprese, fulcro e volano della nostra potenza economica
Una visione strategica di così ampio respiro richiede tuttavia una forte alleanza tra istituzioni e sistema delle imprese private. Allora la premier rimarca: «È una sfida che le istituzioni non possono vincere da sole. Abbiamo bisogno del dinamismo, della passione, dell’intraprendenza di tutto il sistema Italia, a partire da chi ne rappresenta l’ossatura: le nostre piccole e medie imprese. Un tessuto di lavoro, competenze, professionalità ogni giorno al servizio della nazione e che rende questa nazione la potenza economica che è».
Bollette, energia e l’avviso sulla transizione verde
Quindi, passando alle misure concrete a sostegno del mondo produttivo e delle famiglie, Meloni rivendica – tra consuntivo e prospettive – il successo ottenuto in sede europea e il via libera incassato sul pacchetto energetico. «Le conclusioni approvate nell’ultimo Consiglio europeo hanno recepito diverse priorità promosse dall’Italia, in particolare sulla necessità di ridurre i costi dell’energia. Tutelare la produzione industriale europea. E intervenire, nel quadro della revisione in corso del sistema Ets, sulla volatilità dei prezzi della CO₂ e sul loro impatto sui costi dell’elettricità».
Dl bollette, Meloni: «Bene l’ok della Commissione europea, attenuerà gli impatti dei costi energetici»
Non solo. E la premier prosegue: «Ed è altrettanto importante l’accordo raggiunto con la Commissione europea sul decreto Bollette: dopo diversi mesi di negoziato siamo arrivati al via libera, e questa misura consentirà di attenuare l’impatto dei costi energetici e limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo dell’energia elettrica per le famiglie e le imprese».
Risorse e sostenibilità economica per chi fa impresa
Sul fronte delle risorse e della sostenibilità economica per chi fa impresa, poi, la linea dell’esecutivo mette al centro la tutela immediata delle Piccole e Medie Imprese. Tanto che Meloni continua, precisando: «Il costo dell’energia resta il primo problema di chi produce, ed è quindi per noi una priorità. Ed è per questo che, anche nella nuova legge di bilancio, abbiamo voluto fare degli ulteriori passi in avanti».
La linea dell’esecutivo mette al centro la tutela immediata delle Piccole e Medie Imprese
Non solo abbiamo confermato l’Energy release per le imprese energivore. Ma abbiamo anche introdotto un nuovo Energy release specificamente dedicato alle piccole e medie imprese. Quindi, energia a prezzi più sostenibili per chi tiene in piedi il nostro tessuto produttivo, risorse dedicate, tempi compatibili con le regole europee».
Clima, Meloni: «Continueremo a contrastare un approccio ideologico alla transizione verde»
Infine, nella parte conclusiva del suo messaggio alla convention sul terziario, Giorgia Meloni non ha mancato di ribadire la ferma opposizione di Roma a qualsiasi approccio dogmatico alle politiche ambientali, promuovendo il pragmatismo e la salvaguardia dell’industria. Osservando in primis come «l’approccio ideologico e irragionevole alla transizione ecologica che ha caratterizzato per lungo tempo in Europa la stagione del Green Deal ha finito per impoverire i nostri sistemi produttivi e industriali. E ci ha consegnato a nuove dipendenze strategiche, senza peraltro ottenere i benefici prospettati in termini di riduzione delle emissioni globali».
E ribadendo poi, a stretto giro: «Noi abbiamo contestato sin da subito questo approccio, e continueremo a farlo. Perché il nostro obiettivo è consolidare un approccio alternativo e pragmatico alla transizione verde, ancorato al principio di neutralità tecnologica. Questa è la visione che abbiamo declinato anche nel corso dei lavori dell’ultimo Consiglio europeo».