Tragedia a Parma
Monossido killer in casa: muore una giovane coppia e la loro neonata è gravissima. Si indaga su stufa e braciere
Nell’abitazione con i genitori c’erano la piccola e il primogenito di 6 anni che si è messo in salvo da solo fuggendo dal casolare: i soccorsi lo hanno trovato a poca distanza, sotto choc
Il monossido torna a uccidere: un killer silenzioso e invisibile ha spezzato una famiglia nelle prime ore della mattinata a Bocca d’Enza, una piccola frazione di Mezzani, nella pianura parmense, teatro di una tragedia che lascia la comunità locale e un Paese intero senza parole, attoniti di fronte a sconcerto e dolore.
Tragedia a Parma, coppia muore nel sonno per le esalazioni tossiche da una stufa (o un braciere)
Una giovane coppia – sembra di origini senegalesi –: 35 anni lui, 32 la moglie, è stata trovata senza vita all’interno della propria abitazione, vittime di un’intensa intossicazione da monossido di carbonio. Drammatico il bilancio che coinvolge anche i due figli piccoli: la secondogenita, una bimba di soli sette mesi, versa in condizioni gravissime. Mentre il fratellino di sei anni è miracolosamente riuscito a mettersi in salvo. Un dramma su cui sono in corso le indagini per accertare l’origine delle esalazioni tossiche.
La loro neonata di appena sette mesi grave in ospedale
Le salme dei coniugi, dunque, giacevano in camera da letto. La bambina, ancora miracolosamente in vita, è stata portata in elisoccorso all’ospedale Maggiore di Parma in prognosi riservata. La causa probabilmente un braciere lasciato acceso durante la notte nella stanza.
L’allarme scattato da un parente
L’allarme è scattato quando un parente, non riuscendo a mettersi in contatto con la famiglia, ha allertato i soccorsi. Sul posto sono arrivati tempestivamente i Carabinieri e i sanitari del 118. Quando i soccorritori e i Vigili del Fuoco sono riusciti a penetrare all’interno del casolare, si sono trovati di fronte a una scena straziante: le salme dei due genitori ormai prive di vita, mentre fuori dalla struttura i sanitari hanno trovato il figlio più grande di sei anni che, nell’oscurità e nel panico, era riuscito a uscire da solo dall’abitazione con le proprie gambe, scampando così alle esalazioni letali.
La piccola trasportata in elisoccorso
Disperata, invece, la corsa contro il tempo per la sorellina di sette mesi: la neonata è stata immediatamente stabilizzata sul posto dal personale d’emergenza e trasferita d’urgenza in elisoccorso all’Ospedale Maggiore di Parma, dove la piccola è ora ricoverata in prognosi riservata per sottoporsi ai trattamenti salvavita in camera iperbarica.
Tragedia a Parma, il monossido uccide ancora: al via le indagini
Intanto, sul fronte delle indagini sul caso, i carabinieri della Compagnia locale hanno avviato i rilievi per ricostruire con esattezza la dinamica e le causa della fuga tossica. Tra le ipotesi al vaglio al momento, o meglio: tra quelle più accreditate, ci sarebbe quella del malfunzionamento di una stufa presente nell’appartamento. O, in seconda istanza, la presenza di un braciere lasciato acceso durante la notte per riscaldare la stanza.
Nel frattempo, tra sopralluoghi e riscontri, dalle verifiche preliminari condotte dagli inquirenti e dalle forze dell’ordine non sono emersi elementi riconducibili a situazioni di degrado sociale o abitativo. Solo i segni di una tragedia che si è consumata nel sonno e che oggi lascia impietriti per la sua spietatezza silente.