Sinistra spaccata
Avanti Salis alla riscossa, mezza sinistra diserta la piazza ma la pasionaria guida la marcia su Milano
Non poteva mancare la pasionaria antifa Ilaria Salis. Lei, compagna doc, va dove la porta il cuore. E il cuore batte forte per le piazze calde, illuminate dai fumogeni, tra foto di Meloni date alle fiamme e slogan duri e puri contro il governo. L’europarlamentare di Avs ha sfilato a Milano insieme al corteo degli studenti pro Pal arrabbiati contro le armi e il carovita. La si vede, nascosta tra la folla, sorridente in piazza Leonardo Da Vinci dove si sono radunati gli under 30 prima di congiungersi con il corteo di Usb. Immancabile un video sui social della sua partecipazione dal titolo “Blocchiamo tutto. Evviva lo sciopero”.
Ilaria Salis sfila al corteo di Milano: siamo qui malgrado il terrorismo mediatico
“Oggi siamo qui, nonostante il terrorismo mediatico che è stato fatto sulle piazze in questi giorni” sono le parole della pasdaran arruolata dal duo Bonelli-Fratoianni per evitare il carcere ungherese. La denuncia della guerriglia a Milano del 17 ottobre, le contromisure prese dal Viminale per arginare l’escalation di violenze, il decreto sicurezza del governo diventano terrorismo mediatico. “Che evidentemente – aggiunge Salis – non ha funzionato. Perché ci sono sempre più persone in Italia che sono in piazza per manifestare contro il carovita, contro il riarmo, contro questo governo, contro una situazione che ormai qui in Italia è diventata insostenibile, quindi siamo qui per gli studenti ma anche per i lavoratori e per migliorare le condizioni di vita delle persone in questo Paese”.
L’europarlamentare fa da megafono alla sinistra radicale contro la sinistra rimasta a casa
Parole distillate con cura come se si trattasse di un dissenso espresso democraticamente e non con cortei e manifestazioni grondanti rabbia che degenerano nella messa a ferro e fuoco dei centri cittadini, in saccheggi, in aggressioni alle forze dell’ordine. Salis si conferma la portabandiera della sinistra radicale che oltre a voler ‘bloccare tutto’, in stile rivolta sociale di Landini, contro la sinistra che è rimasta a casa. I big evitano di farsi vedere in piazza, Elly Schlein si tiene a debita distanza dai cortei di oggi per paura di essere contestata. Lo stesso fanno gli altri leader. Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sono impegnati nella attesissima riunione (da remoto) sui destini dell’Italia e del campo progressista. La paladina delle occupazioni abusive, invece, è lì. Lei non ha paura come tutti anche a sinistra che la regia occulta di maranza, pro Hamas, centri sociali e incappucciati possa trasformarsi nella guerriglia del 17 ottobre.