Tragedia nella notte
Monossido di carbonio nella baita all’Alpe Devero: morto un volontario 35enne, grave una 19enne. Sequestrata la caldaia
Tragedia nella notte all’Alpe Buscagna, nell’area dell’Alpe Devero, nel territorio del Comune di Baceno, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola: una persona è morta e un’altra è in gravi condizioni a causa dal da monossido di carbonio. L’episodio ha coinvolto sei persone che si trovavano in una baita d’alta quota e che sono rimaste intossicate. L’allarme è scattato intorno alle 00.30. Sul posto è stato attivato un imponente dispositivo di soccorso con 118, elisoccorso di Torino ed elisoccorso di Como, Soccorso Alpino, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. Le operazioni sono rese particolarmente difficili dalla posizione isolata della baita e dalle difficoltà di accesso in alta quota.
La vittima era un volontario di 35 anni
Secondo quanto è emerso la vittima è Pietro Maria Fiori, un 35 enne di Milano che si trovava in valle Devero nell’ambito del progetto Pasturs, una rete che unisce allevatori e volontari tra i 18 ei 45 anni disposti a trascorrere in alpeggio due o più settimane per aiutare nella vita lavorativa. Pasturs, nato sulle alpi Orobie bergamasche, poi diffusosi in altre aree delle Alpi e dell’Appennino, ha l’obiettivo di migliorare la convivenza tra allevamento e grandi predatori come lupi e orsi.
Ferita una giovane di 19 anni
Secondo quanto si è appreso Fiori si trovava ospite dell’azienda agricola Francesco Biondo, una realtà familiare basata a Masera (Vco) dove vengono allevati ovini, caprini e bovini e che da tempo porta d’estate gli animali in altura in valle Devero. Insieme a lui una ragazza di 19 anni, anche lei una volontaria, ora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano. Gli altri intossicati sono il gestore dell’alpeggio e suo padre, oltre a due dipendenti dell’azienda agricola Francesco Biondo, dove la vittima stava trascorrendo l’esperienza di volontariato. Sull’accaduto indaga il soccorso alpino della guardia di finanza di Domodossola, che ha provveduto a sequestrare la caldaia da cui si sospetta si sia originata la fuga di monossido di carbonio. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’origine dell’intossicazione da monossido di carbonio.