Un tetto al prezzo
Bollette: accordo tra governo Meloni e Ue sul prezzo del gas. Fitto: «Proteggiamo famiglie e imprese»
Raffaele Fitto ne è certo: l’intesa raggiunta tra il governo Meloni e la Commissione europea sul decreto bollette consentirà di attivare un meccanismo mirato a contenere il prezzo dell’energia elettrica quando il prezzo del gas supererà una soglia determinata. Intervenendo alla conferenza annuale di Confindustria Energia “Generare Futuro: venti anni di dialogo tra Parti sociali, Industria e Istituzioni” il vicepresidente esecutivo della Commissione europea ha definito l’intesa portata a casa dall’Esecutivo italiano “il risultato di un lavoro costante, fondato sul dialogo e sulla collaborazione istituzionale”, con l’obiettivo di “contenere l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese”. Del resto “Nel medio periodo dobbiamo proteggere le famiglie e le imprese dagli shock energetici attraverso misure mirate, temporanee e proporzionali, rafforzando al contempo la sicurezza del Paese”, ha aggiunto Fitto.
Sicurezza energetica tra investimenti e infrastrutture
Il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme ha porti affrontato il tema dell’energia in senso più generale: “La sicurezza energetica non può essere affrontata soltanto attraverso interventi emergenziali, ma richiede investimenti, capacità produttiva infrastrutture e adeguate”. Per Raffaele Fitto, ex ministro del governo guidato da Giorgia Meloni “Dobbiamo investire nella resilienza energetica, nella modernizzazione delle reti, nello sviluppo di nuove capacità di produzione e stoccaggio e nell’elettrificazione dei consumi” rimarcando il bisogno urgente di “un quadro normativo stabile e prevedibile, autorizzazioni più rapide e la capacità di mobilitare le risorse pubbliche e private verso gli investimenti con il maggior valore aggiunto europeo”.
L’accordo sull’energia
Come riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore, il governo ha chiuso l’accordo con la Commissione Europea sull’applicazione di un tetto temporaneo al prezzo del gas impiegato nella produzione termoelettrica, con un ulteriore passaggio della documentazione dopo l’intesa di massima raggiunta nelle scorse settimane. E ora completa il cerchio portando la revisione dell’articolo 6 del decreto Bollette all’esame del Consiglio dei ministri, dove il provvedimento è atteso oggi. Come si legge ancora sul quotidiano milanese, il punto di caduta, frutto delle interlocuzioni condotte dagli uffici tecnici del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica guidati da Gilberto Pichetto Fratin con Bruxelles, ha portato a fissare questa asticella nell’intorno dei 59 euro a megawattora per una fase transitoria (18 mesi) in linea con le richieste di Bruxelles che aveva sollecitato l’adozione di una misura temporanea per minimizzare le distorsioni nel mercato elettrico della Ue.
Sostegno alle famiglie e alle imprese
Secondo il Sole 24 ore,il provvedimento che andrà in Cdm prevede che l’impatto della misura sia “scaricato” sui principali beneficiari, vale a dire le famiglie con contratti a prezzo variabile indicizzati al Pun (il prezzo unico nazionale), e recuperato nel loro caso in bolletta attraverso gli oneri di sistema. Con un risparmio, per loro, di almeno il 10% sommando l’effetto di questa misura insieme alla riduzione, previsto sempre nel Dl, del differenziale di prezzo tra l’hub italiano (il Psv) e quello olandese (il Ttf di Amsterdam) con l’avvio di un servizio di liquidità disciplinato dall’Arera. (…) “Per non scaricare i costi sugli altri utenti, cioè famiglie e imprese a contratto fisso (oltre il 60% del mercato) attraverso gli oneri di sistema, il decreto aggiungere, però, che siano i produttori di energia elettrica, che siano al contempo venditori a utenti finali (come le utilità), a sostenere direttamente i costi senza poterli recuperare” conclude l’articolo.