Tempismo a Rio
Flavio Bolsonaro lascia il Brasile e vola verso l’Ecuador. Su di lui le indagini della Corte suprema dopo la sconfitta contro Lula
Flavio Bolsonaro ha lasciato il Brasile. Dopo l’esito del voto delle elezioni presidenziali nel democratico Brasile del solito Lula, il suo competitore nella cosa alla guida della nazione è partito alla volta degli Stati uniti dopo aver presumibilmente appreso che la Corte Suprema del Brasile ha ordinato alla polizia di indagare su di lui. Al centro dell’attenzione degli inquirenti brasiliani ci sarebbero possibili finanziamenti esteri della sua campagna elettorale e su presunte “manipolazioni” degli algoritmi sui social network che avrebbero influenzato il voto.
Provvedimento subito dopo la proclamazione di Lula
Il provvedimento, puntuale, è stato disposto dal giudice Flavio Dino, che ha chiesto di verificare “l’origine e la destinazione” degli eventuali “fondi stranieri” e di indagare su “asimmetrie deliberate e sulle manipolazioni algoritmiche da parte delle aziende di Internet volte a favorire o danneggiare determinate candidature nel processo elettorale brasiliano”.
E la richiesta è arrivata dopo le denunce dello schieramento del presidente rieletto, che ha accusato Meta, la società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, di disparità di trattamento sulle piattaforme a vantaggio di Bolsonaro. Meta ha assicurato di non aver favorito alcuno dei due candidati, parlando di errori tecnici.
Partito per gli Usa vola alla volta dell’Ecuador
Secondo le notizie arrivate oltreoceano di buon mattino, Flavio Bolsonaro è arrivato negli Stati Uniti e a riferirlo sono la Cnn e il Washington Post, citando fonti anonime vicine alla vicenda. Non è noto il luogo preciso del suo arrivo. Per tutta la giornata si sono susseguite speculazioni su dove si trovasse Bolsonaro, proprio mentre il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere che concederà visti a lui e alla sua famiglia, nonostante il senatore sia oggetto di diverse indagini nel suo Paese d’origine. Successivamente si è appreso che Bolsonaro e la sua famiglia sono in volo verso l’Ecuador, dall’Argentina. Lo hanno riferito le autorità argentine. Il figlio dell’ex-presidente di estrema destra Jair Bolsonaro ha attraversato la frontiera terrestre con l’Argentina “munito di documenti di viaggio in regola, senza alcun ostacolo legale”, secondo un comunicato pubblicato su X dalla Direzione nazionale delle migrazioni argentina. Si è poi imbarcato a bordo “di un volo privato noleggiato dalla compagnia Baires Fly S.A. e diretto alla città di Guayaquil, in Ecuador”, precisa la stessa fonte.
Lo scomposto commento di Lula
E il nuovo che avanza’ neo presidente del Brasile per la quarta volta, Luiz Inacio Lula, nel giorno del suo 81mo compleanno piuttosto che spegnere le candeline ha pensato di rivolgere all’avversario anche una dichiarazione dopo aver appreso la notizia. Dichiarazione che risuona molto poco amichevole e particolarmente sgradevole: “Mi dispiace che abbia lasciato il Brasile, perché avrebbe potuto restare qui e dimostrare che le accuse non sono vere. Lasciare il Brasile è un atto vergognoso. Purtroppo, per la famiglia Bolsonaro il Brasile è la loro seconda patria. La prima patria è leccare gli stivali degli Stati Uniti”. Ad affermarlo è il presidente del Brasile, al Palácio da Alvorada, la residenza ufficiale del presidente brasiliano, commentando la partenza di Flavio Bolsonaro per gli Stati Uniti.
E ancora: “Sto scoprendo solo ora che il mio avversario ha lasciato il paese. Ho perso le elezioni contro Fernando Henrique Cardoso due volte, e sono rimasto in Brasile. Alckmin ha perso contro di me ed è rimasto in Brasile”. In passato, ha spiegato Lula nel suo discorso davanti alla residenza presidenziale, “ho ricevuto molti inviti a lasciare il Brasile. Ho ricevuto molte proposte di rifugiarmi in un’ambasciata. Ho deciso di restare qui in Brasile e di consegnarmi alla Polizia federale, perché volevo smascherare i miei accusatori e dimostrare la mia innocenza. Ed eccomi qui, rieletto per un altro mandato grazie a voi”. Esperienze di cui evidentemente Lula ritiene di potersi vantare. Auguri.