La Cgil di ieri e di oggi
Censura rossa, Landini festeggia Lula sbianchettando la Camusso dalla vecchia foto. I motivi della “scomparsa”
Avanti popolo, alla riscossa, censura rossa, censura rossa. Scherzi a parte, fa sorridere la notizia di una foto sbianchettata con Photoshop dalla Cgil di Maurizio Landini, per annunciare la grande gioia del leader sindacale per la vittoria di Lula in Brasile. Nella vecchia foto risalente a un convegno al quale avevano partecipato l’ex segretaria della Cgil, Susanna Camusso, lo stesso Landini e Luis Inacio da Silva, c’era, per l’appunto, anche la Camusso. Ma ieri è scomparsa, cancellata, rimossa, come ha fatto notare Il Foglio. “La vittoria di Lula è la vittoria della democrazia, del lavoro e della speranza”, scrive la Cgil, allegando un lungo discorso di Landini in cui si complimenta per la vittoria di Lula alle presidenziali brasiliane. La foto a corredo è una versione ritoccata di una foto che lo stesso sindacato pubblica sul suo sito, scattata a Roma il 13 febbraio 2020, durante la visita di Lula da Silva alla sede della Cgil. Ieri c’era, oggi no. Ma perché? Sarà colpa del solito social media tutor, capro espiatorio di politici e sindacalisti? O lo sbianchettamento è frutto di una strategia di comunicazione? La rispostaè nei fatti.
Landini cancella l’immagine della Camusso forse per vecchie ruggini…
Le ruggini tra Landini e Camusso vengono da lontano. Nel 2010-2011, a proposito della vertenza sulla Fiat, Landini, alla guida della Fiom, si oppose agli accordi di Pomigliano e Mirafiori voluti da Sergio Marchionne. Camusso, segretaria generale della Cgil, adottò una linea più orientata alla mediazione e all’unità sindacale. Le loro posizioni erano distanti. Tre anni dopo, Landini contestò duramente l’accordo sulla rappresentanza firmato dalla Cgil con Confindustria, Cisl e Uil e chiese persino di sospendere il congresso della Cgil per sottoporre l’intesa al voto degli iscritti. Nel 2015 Landini annunciò l’intenzione di allargare l’azione della Fiom a movimenti e associazioni, con un’iniziativa che aveva anche una forte dimensione politica. Camusso temeva che il sindacato si trasformasse in un soggetto politico alternativo ai partiti. I due si scambiarono pubblicamente critiche piuttosto dure. Tra il 2016 e il 2019 le posizioni si riavvicinarono con l’opposizione al Jobs Act di Matteo Renzi e al referendum costituzionale eCamusso indicò esplicitamente Landini come il successore più adatto alla guida della Cgil. Oggi le distanze si sono di nuovo allargate. Soprattutto sugli esteri, a proposito di Lula. Nel gennaio 2026 Camusso mosse forti critiche a Landini per le sue parole di sostegno al dittatore venezuelano Maduro. Maurizio non la prese bene.