Triplice a pezzi
Landini proclama lo sciopero generale troppo presto, la Cisl si è già sfilata: «Protesta ideologica»
È rottura nel fronte sindacale sullo sciopero generale del 20 novembre. La Cisl si sfila dalla mobilitazione proclamata dalla Cgil e boccia la linea di Maurizio Landini, contestando la scelta di scendere in piazza contro una manovra di Bilancio di cui ancora non si conosce il testo. Una presa di distanza netta, che mette a nudo le divergenze tra le due confederazioni. Per la Cisl, lo sciopero rischia di trasformarsi infatti in una protesta «generica o ideologica», scaricando sui lavoratori il costo di una giornata di salario.
La Cisl si sfila dallo sciopero di Landini: «Rischio protesta ideologica»
«Pur rispettando le decisioni delle altre confederazioni, il Consiglio non condivide il ricorso allo sciopero generale contro una manovra di Bilancio di cui non si conosce ancora il testo», si legge nel documento approvato dal Consiglio generale della Cisl.
Il giudizio è esplicito: «Lo sciopero generale è uno strumento di ultima istanza, che deve fondarsi su obiettivi precisi e motivazioni concrete, evitando di trasformarsi in un’iniziativa generica o ideologica».
E ancora: «Una proclamazione anticipata rischia di confondere le finalità sindacali con quelle politiche, di indebolire il valore stesso dello sciopero e di compromettere le relazioni industriali proprio mentre è aperto il confronto sulle nuove regole».
La Cisl considera inoltre «sbagliato chiedere ai lavoratori il sacrificio di una giornata di salario senza conoscere ancora i contenuti della manovra». La linea resta quella di «negoziare per decidere», senza escludere future iniziative comuni con le altre organizzazioni sindacali.
Landini tira dritto: «Abbiamo già visto quello che stanno facendo»
Ad Asti, il leader della Cgil aveva rivendicato la scelta di proclamare lo sciopero prima della presentazione della manovra: «Qualcuno dice “non hanno ancora presentato la legge di Bilancio e voi avete già proclamato lo sciopero”, sì perché abbiamo già visto quello che stanno facendo».
Il segretario della Cgil aveva anche spiegato la scelta del 20 novembre, giornata di mobilitazione degli studenti europei: «Abbiamo bisogno che la lotta, per dare un futuro a questo Paese, vada in questa direzione».
E aveva rilanciato: «Il 20 novembre dimostreremo che la maggioranza di questo Paese chiede quel cambiamento di cui c’è bisogno». Una pretesa sconfessata in queste ore dalla Cisl.
Craxi attacca Landini: «Scioperi preventivi, serve serietà»
La posizione della Cisl incassa il plauso di Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, che critica duramente la scelta della Cgil. «Siamo ormai agli scioperi preventivi, con uno sciopero generale già anzitempo proclamato contro una manovra di cui non si conosce ancora il testo. Serve serietà, soprattutto da parte delle parti sociali, che hanno il dovere di non soffiare sul fuoco in un frangente assai delicato».
Per Craxi la Cisl, «dimostra serietà e responsabilità scegliendo di entrare nel merito dei provvedimenti che saranno posti in essere per poi assumere tutte le iniziative che riterrà opportune». «È questo il modo giusto di tutelare i lavoratori, che non possono essere chiamati a sacrificare una giornata di salario per interessi di parte e di partito», conclude la presidente dei senatori azzurri.
La rottura nella triplice sindacale è dunque nei fatti: Landini ha rotto. Probabilmente non solo con la Cisl, ma anche con la maggioranza del Paese.