Estetica e funzionalità
Piano Casa, si cambia: immobili recuperati e quartieri più belli. Ecco il progetto del governo per trasformare le città
Non soltanto nuove abitazioni, ma un nuovo modo di concepire le città. Recuperare il patrimonio edilizio esistente. E migliorare la qualità della vita dei cittadini.
È questa una delle direttrici del Piano Casa promosso dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al centro del confronto avviato dal Commissario straordinario Felice Squitieri, che ha riunito architetti, urbanisti, paesaggisti, ingegneri ed esperti italiani ed europei, insieme ai rappresentanti del Mit.
Ossia: non un semplice intervento edilizio, ma un progetto a lungo termine per restituire vivibilità ai quartieri. Recuperare gli immobili abbandonati. E, al tempo stesso, garantire case moderne, accessibili e sicure agli italiani. Con il nuovo confronto promosso dal Mit, la linea del governo punta ad affiancare al Piano Casa un vero e proprio “Libro Bianco dell’abitare” per trasformare le nostre città da Nord a Sud. Vediamo i punti fermi del nuovo approccio.
Piano casa, si cambia: e si vira su estetica e funzionalità
L’obiettivo – si legge in una nota del ministero – è ottenere dagli attori del settore proposte concrete, capaci di affiancare gli interventi edilizi e di rigenerazione urbana con una visione più ampia dell’abitare, che tenga insieme accessibilità, sostenibilità, servizi, spazi pubblici e qualità della vita. Tra le priorità emerse, allora, il recupero e il riuso del patrimonio immobiliare esistente. La riduzione del consumo di suolo. E la valorizzazione delle infrastrutture e degli spazi collettivi.
L’obiettivo di recuperare 10mila alloggi e riqualificare spazi pubblici
Non solo. Il Mit ha inoltre richiamato l’esperienza del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua), finanziato attraverso il Pnrr, che ha mobilitato 2,8 miliardi per 980 interventi, con l’obiettivo di recuperare 10mila alloggi e riqualificare spazi pubblici. Dal confronto, basato anche su best practice europee, è emersa la proposta di avviare un laboratorio aperto di idee e contributi, destinato a confluire in un Libro Bianco sul futuro dell’abitare, costruito con il coinvolgimento delle professioni, degli operatori del settore e degli enti locali.
Piano casa: tra pragmatismo, innovazione e rigenerazione urbana
L’ambizione – sottolinea il Mit nella nota – è andare oltre la riflessione teorica e mettere a terra progetti concreti, individuando, insieme ai sindaci e alle amministrazioni di città aperte all’innovazione, soluzioni da sperimentare direttamente sui territori. Un percorso che punta a trasformare le migliori idee in interventi realizzabili, valorizzando il ruolo dei Comuni come protagonisti della rigenerazione urbana e della costruzione di nuovi modelli abitativi.