Sondaggio di Skuola.net
Ai giovani piace la stretta di Meloni sulla sicurezza. Sei studenti su 10 applaudono alle norme antimaranza
Norme necessarie anche se “forti” per contrastare e prevenire la violenza degli incappucciati, in maggioranza minorenni, che nei giorni scorsi ha messo a ferro Milano, Torino, Bologna. È il sentiment dei giovani nei confronti della stretta del governo contenuta nel decreto sicurezza approvato martedì. E illustrato dalla premier Meloni in un video di ascolto immediato. Un sondaggio di Skuola.net ha interpellato gli studenti per conoscere la loro reazione alle norme severe che riguardano i più giovani. Risultato? Sei giovani su 10 appoggiano le misure del governo. Il 58% degli studenti è d’accordo con i provvedimenti e ha mostrato pieno accordo sulle decisioni. I dati emergono da un instant poll realizzato da Skuola.net a corredo dei provvedimenti varati ieri d’urgenza dal governo su un campione di 1.183 under 35 interpellati su Instagram.
Skuola.net, 6 studenti su 10 apprezzano la stretta sulla sicurezza
Ai favorevoli fa da contraltare un 30% di contrari alla stretta, convinti che “non serva a niente”. A questi, si aggiunge un ulteriore 12% che condivide il provvedimento a metà, dichiarandosi “in parte d’accordo: giusto reagire ma così è troppo”. Come in altre occasioni e per i precedenti decreti sicurezza varati da Palazzo Chigi i giovani, stanchi di baby gang, bullismo, maranza e violenti che gridano odio in piazza, chiedono maggiore severità. E dicono basta a una sorta di impunità verso i minorenni. Tra le norme del nuovo pacchetto sicurezza spiccano: l’estensione dell’arresto in differita anche per i minorenni. “Oggi – ha spiegato la premier – per un ragazzo tra i 14 e i 18 anni lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio: si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Quella norma è in Parlamento, ma con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente”.
Le norme illustrate dalla premier Meloni
Tra le novità anche il fermo preventivo che si potrà applicare anche ai minorenni. Non meno strategico la stretta sui danni e i saccheggi di chi va in piazza per distruggere e non per manifestare dissenso. “Applichiamo un principio semplice: chi rompe paga, e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”, spiega ancora la premier. Il decreto introduce anche una nuova fattispecie di reato. La partecipazione violenta a una manifestazione. Anche in questo caso Meloni ha divulgato la norma con un linguaggio diretto che evidentemente gli studenti interpellati hanno apprezzato. “Tradotto, se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”.