Il disastro in via Saffi
Tegola per Lepore e De Pascale, comune e regione condannati a pagare 178 mila euro per l’esondazione del torrente Ravone del 2023
Nel 2023, il torrente bolognese Ravone era esondato a seguito di un alluvione, colpendo gli immobili dei condomini che abitano in via Saffi. Ora è arrivata la sentenza del Tribunale delle Acque pubbliche sul caso
Politica - di Gabriele Caramelli - 21 Ottobre 2026 alle 18:01
Il Tribunale regionale delle Acque pubbliche ha condannato la Regione Emilia-Romagna e il comune bolognese al pagamento di 178mila euro per i danni al condominio e agli immobili subiti dai residenti di via Saffi, durante l’esondazione del torrente Ravone che ha colpito il capoluogo nel 2023 durante l’alluvione. «Lo avevamo denunciato fin dall’inizio: i puntelli e il materiale accumulato avevano creato uno sbarramento impedendo il deflusso delle acque, con conseguenze devastanti per il negozio di via Saffi e per i cittadini. Oggi la notizia della condanna di Comune e Regione al risarcimento conferma la fondatezza delle nostre denunce». A dirlo in una nota è stato il coordinatore cittadino e consigliere regionale di FdI Francesco Sassone, evidenziando che «per anni abbiamo assistito al tentativo da parte di Lepore di scaricare la responsabilità di quanto avvenuto prima sui proprietari e successivamente addirittura ai vigili del fuoco».
Guai per Lepore e De Pascale, arriva la condanna per comune e Regione sull’esondazione del 2023
«Aspettavamo la sentenza, la perizia del tribunale ci dava ragione al 100%. Siamo soddisfatti, ora vedremo se e quando arriveranno i soldi: dobbiamo capire se Comune e Regione faranno appello o meno», ha spiegato Luca Vianelli del comitato “Ravone sicuro”. Si aspettava un appoggio differente dal primo cittadino, tanto che prima «di fare causa avevamo chiesto di sederci al tavolo per trovare un accordo alla luce dell’esito della Ctu del tribunale. Ma, all’epoca, ci fu risposto di no». Sembra che però non sia da escludere un ricorso delle parti condannate a pagare i risarcimenti. Sulla vicenda è intervenuto l’assessore alla sicurezza idrica della giunta Lepore, Daniele Ara: «Rispettiamo il pronunciamento della magistratura. I legali dell’assicurazione, a cui fanno capo i risarcimenti, stanno approfondendo le motivazioni della decisione e ogni valutazione sul seguito giudiziario sarà compiuta nelle sedi competenti».
FdI: «Sindaco e governatore chiedano scusa ai cittadini danneggiati e ai vigili del fuoco»
Per Fratelli d’Italia, Sassone ha sostenuto che il sistema di puntellamento aveva trattenuto materiale vegetale e rifiuti, formando l’accumulo che aveva determinato la distruzionedel solaio. Poi ha contestato alla Regione di non aver dimostrato l’essenziale manutenzione e la pulizia dell’alveo, nonostante fosse a conoscenza dal 2021 dell’ostacolo costituito dai puntelli. Da qui arriva la richiesta del consigliere regionale al primo cittadino e al governatore: «Lepore e De Pascale chiedano scusa ai cittadini danneggiati e ai vigili del fuoco». In conclusione, l’esponente di FdI ha chiesto che a sostenere il costo delle responsabilità accertate sia chi ha sbagliato, senza sganciare il conto sulla collettività.