Caso Minetti in tv
Nordio fa causa a Bianca Berlinguer e a Mediaset: “Notizie e dichiarazioni lesive dell’uomo e dell’istituzione”
Carlo Nordio non ci sta. Il ministro della Giustizia avvierà un’azione risarcitoria in sede civile nei confronti di Bianca Berlinguer e di Mediaset, a seguito del sostegno alla diffusione di notizie relative al ‘caso Minetti’, durante la puntata della trasmissione ‘E’ sempre carta bianca’. Durante la quale il giornalista Sigfrido Ranucci – poi scusatosi – aveva riferito di una pista su presunte visite del Guardasigilli al ranch in Uruguay di Minetti e del compagno. Per il ministero “si tratta di notizie e dichiarazioni considerate lesive dell’immagine dell’uomo e della istituzione che egli rappresenta”.
Nordio fa causa a Bianca Berlinguer e a Mediaset
Il ministro ha dato mandato all’avvocato Giulio Micioni del Foro di Roma in riferimento alla puntata della trasmissione del 28 aprile scorso. In caso di vittoria della causa civile, l’eventuale somma risarcita verrà interamente devoluta in beneficenza a una istituzione a tutela dei minori. Nordio aveva deciso di ritirare la querela contro Ranucci, in quanto il giornalista e conduttore di “Report” si era scusato («Mi copro il capo di cenere») facendo un passo indietro sulla presunta visita uruguaiana del ministro della Giustizia. Con stile, il ministro ha scelto di non affondare il colpo. La querela è stata ritirata, ma la questione di metodo è stata rilanciata e difesa nel corso della puntata del 5 maggio di ‘E’ sempre carta bianca’ dalla conduttrice.
Bianca Berlinguer rilancia
Durante la trasmissione Bianca Berlinguer non ha chiesto scusa al ministro Nordio, impartendo una quanto mai bizzarra lezione di giornalismo. Affermando che il ministro ha avuto il diritto di replica. “Sapete che abbiamo ospitato Sigfrido Ranucci- ha esordito- che a proposito della vicenda della grazia a Nicole Minetti ha detto che stava verificando la notizia relativa alla presenza di Carlo Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani: compagno di Minetti, in Uruguay. Per Ranucci era solo un’ipotesi da verificare”, ha detto Berlinguer riassumendo la vicenda. “Il ministro della Giustizia ha potuto replicare immediatamente e direttamente, come era suo legittimo diritto. Il ministro ha telefonato in studio durante la trasmissione. Tutto si è svolto alla luce del sole, Ranucci ha fatto le sue dichiarazioni per cui poi si è scusato. Il ministro ha avuto il tempo per replicare e smentire. Questa trasmissione e il suo editore sono liberi e consentono a tutti di esprimere le proprie opinioni”.
Prima l’insinuazione poi la verifica: così non va
Insomma, le parole della conduttrice accendono il dibattito sui limiti tra diritto di cronaca, verifica delle notizie e responsabilità dell’informazione televisiva. Il principio ‘io ti diffamo poi ti do la possibilità di dire che non è vero, come lezione di giornalismo non è un granché. Intanto, sul fronte delle indagini emerge – da una prima informativa dell’Interpol alla procura generale di Milano – che non ci sarebbe alcun precedente penale, né denunce, né indagini in corso per favoreggiamento della prostituzione in Uruguay e in Spagna su Nicole Minetti e il suo compagno. Lo riferisce l’Ansa. Gli accertamenti erano stati chiesti dal ministero della Giustizia , dopo che il Quirinale aveva sollecitato a sua volta il Guardasigilli ad acquisire informazioni in relazione alla “supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza” presentata da Minetti e concessa dal capo dello Stato il 18 febbraio scorso.
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