L'eleganza del ministro
Nordio perdona Ranucci e ritira la querela, ma il metodo Report non si dimentica
Il conduttore di Report ammette l’errore sulla visita in Uruguay mai avvenuta e Via Arenula archivia il contenzioso, ma restano dubbi su verifiche e responsabilità editoriali
«Mi copro il capo di cenere». Sigfrido Ranucci si scusa e fa finalmente un passo indietro sulla presunta visita uruguaiana del ministro della Giustizia. E Carlo Nordio, a sorpresa, sceglie di non affondare il colpo ma di perdonarlo. La querela viene ritirata e la tensione si abbassa, ma la partita non è chiusa. Restano sul tavolo gli interrogativi, tutt’altro che marginali, sul metodo Report.
Il mea culpa in diretta
Domenica sera, davanti a quasi due milioni di telespettatori, il 10,3% di share, Ranucci prova a rimettere ordine: «Sicuramente sono caduto in un eccesso… tuttavia non ho dato una notizia non verificata ma ho detto “stiamo verificando una notizia”». Una linea difensiva che distingue tra affermazione e ipotesi, ma che di fatto certifica l’errore.
Perché quella visita nel ranch uruguaiano riconducibile a Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti non c’è mai stata. E non è un dettaglio.
La scelta di Nordio
Il ministro chiude con eleganza. «Si è scusato, la sua onestà è stata apprezzata», filtra dal ministero. Traduzione: si evita lo scontro giudiziario, si spegne il caso sul piano formale.
Ma non è una resa. Piuttosto una scelta politica: evitare di trasformare una vicenda già fragile in un contenzioso lungo e rumoroso. Anche perché il danno, mediaticamente, è già stato fatto.
Il metodo Report
Qui si apre il nodo vero. Il cosiddetto “metodo Report”: anticipare, insinuare, costruire il racconto mentre la verifica non c’è, è ancora in corso, non arriverà mai. La formula «stiamo verificando» diventa così una copertura elastica, utile a mettere in circolo una notizia prima che sia solida.
“Chiederemo i danni”
Non tutti però archiviano. I legali di Cipriani e Minetti stanno già preparando le contromosse. Nel mirino non solo Report, ma anche le ricostruzioni circolate su altri media, compresa l’intervista, andata in onda su Raitre, a Thomas del Fatto Quotidiano. «Bisognerà trarre delle conclusioni e agire, quando le cose si saranno calmate. Chiederemo i danni», aveva già detto l’erede dell’impero di Harry’s Bar al Corriere della Sera. «Abbiamo già smentito documentalmente altre sue falsità, agiremo anche per questa intervista nei confronti del giornalista e di l’ha diffusa, avallandola illegittimamente».
Intanto la vicenda più ampia resta aperta. Mentre proseguono le indagini dell’Interpol e si attende il responso della Procura di Milano sull’istanza di grazia.
Ultima notizia
La finale il 16 maggio
Eurovision 2026, boom social per Sal Da Vinci: “Per sempre sì” fa ballare tutta Vienna
Cronaca - di Marcello Di Vito