Scacco a criminalità e degrado
Milano, maxi blitz a Rogoredo: mille controllati nel “bosco della droga”. De Corato lancia la sfida: “Ora il secondo Cpr”
Lo Stato torna a far sentire la sua presenza a Milano con una imponente operazione ad alto impatto che ha letteralmente blindato il degradato quartiere di Rogoredo, da anni abbandonato a se stesso dalla giunta Sala. Il maxi blitz nel “bosco della droga“, coordinato dalla Prefettura, ha visto in azione oltre 250 uomini delle forze dell’ordine che hanno setacciato la zona, portando alla luce la cruda realtà di un’emergenza criminale legata a doppio filo con l’immigrazione clandestina. E sull’operazione, e il senso politico che ne deriva, è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice-sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato, di cui dà conto tra gli altri Italpress.
Milano, maxi blitz delle forze dell’ordine nel “bosco della droga” di a Rogoredo
«Apprendo con grande soddisfazione che nella giornata di ieri, martedì 19 maggio, una imponente operazione ad alto impatto per il controllo del territorio ha avuto luogo, coordinata dalla Prefettura di Milano, nel travagliato quartiere di Rogoredo e in particolare nel tristemente noto “bosco della droga”», ha dichiarato l’esponente di FdI. Quindi, a stretto giro ha anche aggiunto: «Oltre 250 appartenenti alle Forze dell’Ordine – tra le quali Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale di Milano e di San Donato – hanno controllato mille persone arrestando due soggetti per spaccio e reati contro il patrimonio, denunciandone 12 a piede libero e accompagnando 3 cittadini stranieri in Questura per essere identificati».
De Corato (FdI) rilancia la sfida alla criminalità
E ancora, prosegue De Corato: «Essendo la maggior parte dei fermati di origine extracomunitaria non posso fare a meno di ricordare come i Cpr (Centri di Permanenza per i Rimpatri) siano presìdi importanti sul territorio nazionale e, in particolare, in una città come Milano dove il 15% dei cittadini è straniero e i reati da strada in continuo aumento. Chiedo quindi che il capoluogo lombardo possa presto avere un secondo Cpr dopo quello di Via Corelli, sperando che la sinistra smetta per ragioni puramente ideologiche di opporsi a tali presìdi di legalità». Concludendo: «L’operazione di ieri è un chiaro messaggio che lo Stato, quindi il governo, vuole dare con la propria presenza soprattutto a Milano, in una zona completamente dimenticata e abbandonata dalla Giunta Sala nell’ultimo decennio, quale è appunto quella di Rogoredo».
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