Immobili, macchine e orologi
Roma, sequestro di beni da 1,8 milioni a tre componenti di un clan sinti: la lunga operazione di Polizia
Un sequestro di ben per 1,8 milioni di euro è stato portato a termine dalla Polizia, nei confronti di due uomini e una donna a Roma. I tre, oltre ad essere parenti tra loro, appartenevano a un clan sinti. In base a quanto ricostruito dagli agenti della divisione anticrimine, in principio il gruppo si era stabilito nella zona meridionale del Lazio e poi nella capitale. Qui si suddivideva gli affari illeciti con un altro clan senti collegato, che si dedicava principalmente alla vendita di sostanze stupefacenti.
Il primo, invece, si occupava di furti e rapine in abitazioni su tutto il territorio nazionale, organizzando vere e proprie trasferte criminali, dalla fabbricazione di documenti falsi alle truffe ai danni di anziani o attraverso piattaforme di annunci online, fino al riciclaggio di veicoli di lusso. Si avvaleva di una densa rete di prestanome a cui intestava veicoli, utenze telefoniche e carte prepagate, così da riuscire a “schermare” la reale riconoscibilità delle operazioni.
Roma, sequestrati beni per 1,8 milioni a tre persone che facevano parte di un clan sinti
Le inchieste patrimoniali e la parallela ricomposizione dei singoli profili criminali, verificando l’arco temporale di circa un ventennio, hanno concesso di documentare l’illecito arricchimento ed il seguente reinvestimento degli ingenti proventi in società, veicoli, immobili, orologi di lusso e preziosi, che a loro volta sono oggetto di attività di riciclaggio, autoriciclaggio ed intestazioni fittizie. Tutto ciò ha portato alla costituzione di un patrimonio del valore complessivo di circa 1,8 milioni di euro, costituito da quote sociali di due società ed un’impresa, attiva attraverso complessi aziendali e operanti a Roma, nel commercio di veicoli e bar, una villa con piscina sita a Tivoli, già adibita dalla famiglia quale camera ardente, numerose polizze di pegno e undici autovetture.
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