Giro di truffe
Ferrari da 200mila euro in garage: una sinti chiede la restituzione e ricorre in Cassazione. Ecco la sentenza
Due Ferrari da oltre 200mila euro finite al centro di un intricato giro di truffe, cambi di intestazione e società riconducibili alla stessa famiglia. È la vicenda su cui si è espressa la Cassazione, confermando il sequestro di una delle supercar e rigettando il ricorso presentato da una donna residente nel Veneziano.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la prima Ferrari sarebbe stata acquistata attraverso un bonifico mai realmente eseguito. L’auto sarebbe poi stata utilizzata come permuta per ottenere una seconda vettura di lusso, una Ferrari “Gtc4 Lusso”, successivamente trasferita più volte tra diversi proprietari e società nel giro di pochi giorni.
La vicenda con due famiglie sinti del Veneziano
Al centro della vicenda ci sono membri delle famiglie Levak e Hudorovic. L’auto, inizialmente intestata a Richard Levak, sarebbe passata alla società del fratello Alex e poi a un’altra società amministrata da Shannon Hudorovic, compagna di Maverik Levak, gemello di Richard.
Quando la polizia giudiziaria ha rintracciato la Ferrari, però, al volante c’era ancora Richard Levak, che avrebbe anche tentato di identificarsi usando la patente del fratello gemello.
La vettura è stata sequestrata perché ritenuta provento di truffa. Shannon Hudorovic ha quindi presentato ricorso in Cassazione sostenendo di essere estranea alla vicenda e di non conoscere il presunto sistema di passaggi fittizi utilizzato dal cognato.
Per la Suprema Corte, tuttavia, i continui e rapidi trasferimenti di proprietà rappresentavano un chiaro tentativo di nascondere la reale provenienza dell’auto. I giudici hanno inoltre evidenziato come la donna convivesse con i fratelli Levak e come la Ferrari fosse finita proprio intestata alla sua società.
Il ricorso è stato respinto: confermato il sequestro della supercar e condanna alle spese legali per la donna.
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