Spaccio vicino alle scuole
Pisa, maxi-operazione antidroga della polizia: arrestati 5 spacciatori stranieri. FdI: “La Toscana ha grande bisogno di un Cpr”
La Polizia di Stato smantella le “piazze di spaccio” intorno alla stazione centrale di Pisa, grazie a mesi di investigazioni tecniche e pedinamenti serrati. Sono stati coinvolti cittadini stranieri di diverse nazionalità, con arresti anche per spaccio vicino alle scuole. Si è trattato di una complessa attività degli agenti, coordinata dalla Procura, che ha portato all’arresto di cinque persone, all’esecuzione di quattro misure cautelari non custodiali e alla denuncia di diciotto soggetti. L’operazione ha riguardato più ampiamente il piano interforze per il contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti nella città. Dopo aver identificato le zone a maggiore rischio, la procura ha assegnato le aree di competenza alle singole forze di polizia, costituendo un’azione coordinata che ha visto l’utilizzo di un intenso impiego di mezzi tecnici.
Pisa, arrestati cinque spacciatori nei pressi delle scuole: alcuni erano senza fissa dimora
Le indagini, erano cominciate lo scorso novembre dalla Sezione specializzata anti-narcotici della squadra mobile locale, che ha utilizzato frequentemente le telecamere nascoste in sedici punti strategici intorno alla stazione, con la finalità di vedere le dinamiche dello spaccio quotidiano. L’analisi dei filmati ha concesso di documentare 113 cessioni di hashish e cocaina e di segnalare oltre venti acquirenti abituali alle autorità competenti.
Tutti i diciotto denunciati sono cittadini stranieri tra i 23 e i 50 anni, provenienti da Guinea, Senegal, Tunisia, Gambia e Nigeria. Inoltre, sono stati eseguiti tre arresti in flagranza tra gennaio e febbraio: si trattava di due tunisini di 46 e 27 anni, con un guineano di 31. Altri due individui sono stati portati in carcere su ordinanza del gip del Tribunale pisano, su richiesta della procura: un tunisino di 29 anni e un senegalese di 31 anni, entrambi senza fissa dimora e accusati di spaccio di sostanze stupefacenti nelle vicinanze di istituti scolastici.
Il caso del 29enne tunisino
Nello specifico ha avuto grande risalto ha avuto il caso del tunisino di 29 anni, che era già sottoposto a controllo elettronico per maltrattamenti. Dopo aver appreso della notizia degli interrogatori preventivi, si era reso irreperibile, danneggiando il braccialetto elettronico e trasferendosi nella zona di Poggibonsi. Nonostante tutto, la fuga è durata pochi giorni. Gli investigatori, seguendo le tracce telefoniche dei contatti del sospetto e acquisendo filmati di videosorveglianza, l’hanno individuato in un esercizio commerciale. Dopo un intenso pedinamento elettronico, l’uomo è stato bloccato a bordo di un’auto sulla Firenze-Pisa-Livorno, poco dopo l’uscita di Empoli, alla fine di un inseguimento rocambolesco. Questa operazione testimonia l’efficacia del lavoro coordinato tra procura e forze di polizia, con l’aiuto delle tecnologie avanzate e delle strategie investigative mirate nella lotta contro lo spaccio di droga e nella tutela della sicurezza cittadina, specialmente nelle zone frequentate da giovani e studenti.
FdI: «Congratulazioni agli agenti. La Toscana ha bisogno di un centro per il rimpatrio»
«Voglio esprimere il mio più profondo ringraziamento e il mio plauso alle donne e agli uomini della Polizia di Stato della Questura di Pisa, ai carabinieri e alla Procura della Repubblica per la maxi operazione che ha smantellato una fitta rete di spaccio nella zona della Stazione Centrale: questa è la dimostrazione che lo Stato c’è e non arretra di un millimetro davanti alla criminalità». Queste le parole del consigliere di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci, che dopo essersi congratulato con gli agenti ha aggiunto: «Guarda caso gli arrestati e indagati sono tutti stranieri, in diversi casi, senza fissa dimora. Questi delinquenti vendevano la droga anche vicino alle scuole. Non possiamo più tollerare che le nostre forze dell’ordine facciano sforzi sovrumani per arrestare delinquenti stranieri che poi, a causa delle lungaggini burocratiche e della mancanza di strutture idonee, rischiano di tornare in libertà a delinquere sul nostro territorio».
Il vicepresidente del Consiglio regionale ha poi sottolineato che «la Toscana ha un disperato bisogno di un CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio). È tempo che la sinistra e il Governatore Giani la smettano con i veti ideologici e i finti buonismi: chi viene in Italia per spacciare cocaina e hashish davanti alle scuole dei nostri figli deve essere fermato, trattenuto in sicurezza e rispedito immediatamente al proprio Paese d’origine. Il Cpr in Toscana serve subito, per il bene e la sicurezza dei cittadini pisani e toscani».
Ultima notizia
Convegno in Senato
Il Mediterraneo cambia asse, la Sicilia torna ad essere crocevia strategico per l’Italia e per l’Europa
Politica - di Alice Carrazza