Le presidenziali del 2027
Francia, sinistra spaccata tra Philippe e Melènchon: Bardella favorito per la corsa all’Eliseo
La frattura tra comunisti e centristi non si risolverà più con il cordone nazionale contro il Rn che punta a recuperare consensi nei centri urbani
Jean.Luc Melènchon, il leader della France Insoumise, non demorde e annuncia la sua candidatura alle presidenziali del 2027. Con l’obiettivo primario di arrivare al ballottaggio con il leader del Rassemblement National, Bardella. E quindi di fermare la corsa di Eduard Philippe. Il centrosinistra transalpino è sempre più spaccato e si allontana stavolta l’ipotesi del cordone nazionale per bloccare l’ascesa del Rn.
Lo scontro Melènchon-Philippe
Melènchon ha già annunciato che si candiderà. E ha risposto picche a chi gli diceva che nel ballottaggio con Bardella perderebbe certamente. I sondaggi per il primo turno danno nettamente in testa Bardella con il 35% ma vedrebbero l’ex primo ministro Philippe intorno al 19, circa sei punti in più di Melènchon. Ma il leader comunista non cede di un millimetro.
Mélenchon ha dichiarato di voler restringere il dibattito pubblico a soli tre attori: se stesso, Jordan Bardella ed Édouard Philippe. Questa mossa mira a marginalizzare gli altri candidati centristi e della sinistra moderata, posizionandosi come l’unico vero baluardo contro la destra e il centro-destra. Per lui il nemico non è solo Bardella ma anche Philippe, chiamato a raccogliere il testimonio di Macron ed espressione del “rigorismo europeo e liberista”.
Gli attacchi a Philippe
Mélenchon critica aspramente le riforme di Philippe (come quella delle pensioni o del codice del lavoro), Il leader comunista ha incentrato la sua candidatura “sulla lotta contro le guerre e il capitalismo globale”. Per lui, Philippe è l’altra faccia del macronismo. E stavolta la spaccatura è profonda e può favorire nettamente Bardella al ballottaggio.
Molti sondaggisti francesi contestano l’assioma del cordone nazionale contro il Rassemblement National al secondo turno. L’elettorato de La France Insoumise, nel caso in cui allo scontro fonale ci arrivi l’ex primo ministro Philippe potrebbe in gran parte non andare a votare. Se, come sembra, il Rn riuscirà a recuperare consensi nei centri urbani, iniziando da Parigi, la conquista dell’Eliseo non sarà più una chimera.
E Melenchon: “Se vinco io usciamo dalla Nato”
Intanto, il leader de La France Insoumise non molla l’osso. Ribadisce non solo che sarà candidato all’Eliseo ma lancia il suo proclama principale: “Se sarò io il Capo dello Stato la Francia uscirà dalla Nato”. Non ci riuscì nemmeno De Gaulle, che forse era un poco più bravo di lui.
Leggi anche
Ultima notizia
Le indagini a Pavia
Caso Garlasco, nuove rivelazioni su Sempio e i bigliettini alla ex fidanzata. Dalla difesa pronta la consulenza personologica
Cronaca - di Paolo Cortese