L'omicidio di Chiara Poggi
Caso Garlasco, la difesa di Sempio: “Movente fantasmagorico, nessun elemento che lo supporti”
Per gli avvocati dell'indagato non ci sono i presupposti della tentata violenza e della crudeltà e la Procura non avrebbe prove
+ Seguici su Google Discover“Un movente fantasmagorico, tanto che mai nel corso delle indagini era emerso. Siamo curiosi di vedere quale elemento lo supporti”. Lo afferma l’avvocato Liborio Cataliotti che insieme alla collega Angela Taccia difende Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Il movente, e cioè le avances sessuali alla ragazza, insieme alle aggravanti (crudeltà e motivi abietti) sono le novità contenute nell’avviso a compartire per il 38enne. “Andrea non riesce a capacitarsi di questo movente: non si capisce da dove deducano un movente sessuale, visto che lui non la frequentava, non la vedeva spesso. Finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque provvisoria. E comunque l’onere della prova spetta all’accusa” aggiunge Taccia.
“Non avevo rapporti con Chiara Poggi”
“Non avevo rapporti con questa ragazza, non l’ho mai frequentata e non mi capacito di questo movente, ma sono certo che non c’entro nulla”, ha detto Sempio attraverso i suoi legali.
Il movente nel pc di Sempio ?
Il movente proposto dai Pm potrebbe essere contenuto nel pc dell’indagato, ma ricorda l’avvocata: “siamo stati noi a proporre incidente probatorio sul computer”. In merito al delitto , aggiunge la legale-, “apprendiamo che a quanto pare l’assassino è uno” – inizialmente il capo d’incolpazione dei Pm di Pavia vedeva Sempio in concorso con l’assassino Alberto Stasi o ignoti – , “ma d’altronde tutto il team difensivo ha sempre sostenuto che l’assassino è uno”.
L’aggravante della crudeltà
Per la Procura di Pavia l’omicidio del 13 agosto 2007 a Garlasco è aggravato dalla crudeltà – aggravante non riconosciuta contro Stasi – come sintetizza Cataliotti: “si contesta la stessa aggravante (di Stasi), per lo stesso numero di colpi, aggravante che la stessa Cassazione non riconosce” all’assassino. Quanto alla scelta di presentarsi o meno, e di rispondere o tacere all’interrogatorio del prossimo 6 maggio, la difesa non si sbilancia. “Ogni scelta procedurale viene presa di concerto con l’assistito, il quale non ha alcun problema a parlare, ma qualunque cosa lui deciderà di fare sarà sempre su nostro consiglio”, ha poi aggiunto la legale, confermando la linea difensiva dell’indagato che respinge con fermezza l’accusa di avere ucciso Chiara Poggi.
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