Il caso Garlasco
L’assalto sessuale, il rifiuto di Chiara, le dodici coltellate: ecco tutte le accuse contro Andrea Sempio
+ Seguici su Google DiscoverE’ iniziato lo “show down” nel nuovo filone d’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, a distanza di diciotto anni, con Andrea Sempio nel mirino dei pm. Escono carte, ricostruzioni, ipotesi, moventi. Di tutto, ma sulle prove, per verificare che siano davvero tali, bisognerà attendere il processso, che sicuramente arriverà nonostante manchi ancora il rinvio a giudizio per l’amico di Marco Poggi, convocato ieri in Procura per un ultimo interrogatorio. La scena del delitto sarebbe stata ricostruita minuziosamente e ovviamente scagionerebbe Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, e in ogni caso Sempio, per gli investigatori, avrebbe agito da solo. Prima la lite, poi il tentativo di assalto sessuale, poi la fuga della ragazza, i colpi ripetuti, almeno 12, inflitti soprattutto alla testa e anche sulle scale. Su queste basi la Procura di Pavia ha chiesto di interrogare il prossimo 6 maggio Andrea Sempio, unico indagato del delitto al posto del condannato in via definitiva Alberto Stasi.
Nell’atto, la Procura spiega che Sempio ha ucciso Chiara Poggi, “con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
Andrea Sempio e le accuse della procura
“Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la ventiseienne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”.
A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” “. Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei futili motivi) e aggravato dalla a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decessocrudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”.
Nel nuovo impianto investigativo non vengono citati altri possibili complici né si fa riferimento ad Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio. La Cassazione aveva infatti stabilito che il delitto fu commesso da una sola persona.
La posizione di Sempio si basa su diversi elementi ancora al vaglio: una consulenza genetica che lo collegherebbe indirettamente a tracce trovate sulla vittima, un’impronta attribuita all’assassino nella scena del crimine e lo scontrino usato come presunto alibi, ritenuto dagli inquirenti non decisivo. La nuova accusa segna un cambio di direzione rispetto alle prime fasi dell’indagine riaperta nel 2025, quando si ipotizzava un concorso con ignoti o con lo stesso Stasi.
L’aggravante della crudeltà
Per la presunta efferatezza nell’aggressione al 38enne viene contestata anche l’aggravante di aver agito con crudelta’ tenuto conto dell'”entita’ delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. Nell’atto della Procura di Pavia, in possesso dell‘Adnkronos, il movente viene esplicitato in modo chiaro e vedrebbe l’indagato Sempio repinto da Chiara Poggi, sorella dell’amico Marco. Si tratta di un punto inedito nell’indagine sul delitto che nel 2015 ha portato in carcere l’allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Per la Cassazione, “anche se il movente dell’omicidio di Garlasco è rimasto sconosciuto”, è la scena del crimine “ad individuarlo in quel rapporto di ‘intimità scatenante una emotività’ che non può che appartenere ad un soggetto emotivamente legato alla vittima”.
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