Calcio e giustizia
Inchiesta arbitri: parla Gervasoni, Rocchi diserta. Inter-Roma, nel mirino il contatto tra N’dicka e Bisseck.
+ Seguici su Google DiscoverIl supervisore Var Andrea Gervasoni indagato – come il designatore arbitrale (autosospeso) Gianluca Rocchi – per concorso in frode sportiva è pronto a rispondere oggi al pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione. L’appuntamento, in programma alle ore 11, è nella caserma della Guardia di finanza in via Oglio. Sarà il solo a presentarsi: Rocchi ha ‘declinato’ l’invito e non si farà interrogare nell’inchiesta sugli arbitri che rischia di diventare una nuova Calciopoli. Assistito dall’avvocato Michele Ducci, Gervasoni è pronto a chiarire la contestazione presente nell’avviso e riguardante la partita Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, con un rigore concesso dall’arbitro agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var. “Siamo pronti a chiarire, anche se è un invito a comparire al buio” spiega all’Adnkronos il legale. Il perimetro delle domande dovrebbe essere legato a quanto presente nel capo di imputazione, ma il pubblico ministero potrebbe spingersi anche al match Inter-Roma 0-1 del 27 aprile 2025 con la polemica legata al contatto a due minuti dalla fine in area giallorossa tra Ndicka e il nerazzurro Bisseck. “Va bene rispondere al buio, ma se poi c’è anche la domanda a sorpresa vedremo cosa fare…” dice scherzato l’avvocato Ducci.
Il video di Inter-Roma
Rocchi, come detto, non si presenterà su consiglio del suo legale D’Avirro, che ritiene di non avere elementi sufficienti per costruire la difesa. “Non posso portare una persona all’interno di un interrogatorio – le sue dichiarazioni all’Adnkronos – senza sapere quali sono gli elementi d’accusa. Un domani, quando chiuderanno le indagini, avrò a disposizione gli atti del processo, e a quel punto avrò il quadro chiaro della situazione e quindi ce lo porterò. Oggi no”.
Inchiesta arbitri, gli indagati
A che punto è l’inchiesta? Rapido riassunto di cosa sta succedendo. Al centro delle indagini ci sono al momento soltanto esponenti del mondo arbitrale. Il primo a ricevere avviso di garanzia è stato Rocchi, seguito da Gervasoni (entrambi si sono autosospesi dai rispettivi incarichi).
A loro si sono aggiunti l’assistente Daniele Paterna, al centro della bufera per un rigore prima negato e poi concesso, secondo l’accusa dopo pressione diretta di Rocchi, in Udinese-Parma, e altri due assistenti alla sala Var, ovvero Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto, in ogni caso, è che altri assistenti Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l’identità, così come resta il giallo sulle persone “in concorso” che avrebbero, secondo i capi d’imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali ‘pilotate’ di fischietti che sarebbero stati graditi all’Inter.
Le accuse a Rocchi
Per l’accusa Rocchi avrebbe combinato – con altri soggetti al momento non precisati – la designazione dell’arbitro Andrea Colombo per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, vinta dai rossoblù 1-0. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione del direttore di gara Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l’eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro.
Inoltre, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l’autonomia delle sale di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero inoltre presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato. Tra le carte della Procura non ci sarebbero invece partite legate alla stagione in corso. Andrea Gervasoni è indagato sempre per frode sportiva perché durante Salernitana-Modena (8 marzo 2025) avrebbe fatto pressione sull’addetto Var Luigi Nasca. Nasca compare anche in un altro episodio (insieme a Rodolfo Di Vuolo), cioè in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, partita caratterizzata dalla presunta gomitata del nerazzuro Bastoni a Duda e dal mancato fischio del direttore di gara. Paterna, invece, era Var in una delle partite che compaiono nell’avviso di garanzia mandato a Rocchi: Udinese-Parma.
Aia verso commissariamento?
Quale destino attende ora l’Aia? Nei prossimi giorni il Comitato Nazionale Aia si riunirà per proporre la decadenza di Antonio Zappi dal ruolo di presidente e da ogni carica federale (come previsto in caso di superamento dei 12 mesi di inibizione). Il Consiglio della Figc dovrà poi ratificarla e – senza Zappi – il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri dovrà riunirsi per indire elezioni entro 90 giorni.
Tempi stretti, visto che a inizio luglio ci saranno da formare le nuove commissioni e il nuovo presidente dell’Aia si ritroverebbe i nuovi Organi tecnici definiti dalla governance precedente. Una situazione che, in questo contesto, potrebbe portare al commissariamento da parte della Figc. Al momento, alla guida dell’Aia c’è il vicepresidente vicario Francesco Massini.
La testimonianza di Abbattista
Eugenio Abbattista, l’unico direttore di gara che in quasi 115 anni di storia dell’Aia si è dimesso “per valori non negoziabili”, ha commentato all’Adnkronos la situazione: “A chi pensa che questa inchiesta mi renda felice dico che mi risarcisce moralmente, ma sono sempre stato e sono mosso solo da senso di giustizia”.
Inchiesta arbitri, la posizione dell’Inter
In questa situazione, qual è la posizione dell’Inter? Il club nerazzurro e i suoi dirigenti non sono indagati. Inoltre, pochi giorni fa, sulla questione è intervenuto anche il presidente Giuseppe Marotta: “Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi – le sue parole a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino – sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti”. Sotto i riflettori, c’è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all’Inter. “Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”.