La gioia delle due dame approdate alla corte di re Calenda: Carfagna e Gelmini fanno festa

7 Ago 2022 17:50 - di Giorgio Sigona
carfagna gelmini

Tirano un sospiro di sollievo Mara Carfagna e Mariastella Gelmini dopo lo strappo di Calenda. Le due “dame” approdate alla corte di Calenda, pensano di salvare la faccia. Da azzurre a rosse era un passaggio difficile da giustificare. Meglio da azzurre a rossiccio annacquato. La più netta è la ministra per il Sud, Mara Carfagna, che esulta come gli ultrà dopo uno scudetto. «Avanti con Azione», scrive su Twitter. «Sarà una battaglia rischiosa ma bellissima: quella per ricostruire in Italia un polo liberale e moderato che non sia schiavo di sovranisti e populisti. Finalmente».

Carfagna e Gelmini credono di aver salvato la faccia

Dopo la Carfagna tocca la collega Mariastella Gelmini. Ggrazie al coraggio di Carlo Calenda», scrive. «Da oggi l’Italia, tra la sinistra di Fratoianni e la destra filo Orbàn, avrà una proposta popolare, liberale e riformista». Una proposta «che guarda al metodo Draghi e mette il bene del Paese prima di qualsiasi calcolo elettorale. Forza Carlo, avanti insieme». Il cinguettio della ministra per gli Affari regionali viene però ripreso con ironia sui social. Resta per ora in silenzio il ministro della Pa, Renato Brunetta, anche lui uscito da Fi. «No comment, no comment», sono le uniche parole all’AdnKronos che gli chiede se cambia ora la sua posizione.

«Gli attacchi a Calenda dimostrano che siamo nel giusto»

«Non avevo dubbi, siamo liberi», dice sempre via social il senatore Andrea Cangini. «Liberi di essere noi stessi e di avanzare proposte concrete e realistiche affrancati da due poli tenuti insieme dal solo interesse elettorale e dominati dalla demagogia: la demagogia di destra e la demagogia di sinistra». Infine, il presidente di Azione, Matteo Richetti: «Gli attacchi che sta subendo Carlo Calenda per aver dimostrato che esiste ancora la possibilità di ridare speranza e credibilità alla politica dimostrano che siamo sulla strada giusta. L’unico interesse da perseguire è quello dell’Italia, per qualcuno non è così».

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