Il nuovo premier Gb
Meloni chiama Burnham, l’asse Roma-Londra riparte da Hormuz: “Ogni sforzo per la de-escalation”
Nel primo colloquio con il nuovo premier britannico, intesa sulla libertà di navigazione e sui progressi del caccia GCAP. Invito a Roma per un incontro di lavoro
Tenere aperto Hormuz, non arretrare sull’Ucraina e portare avanti il caccia del futuro. È su questi tre dossier che Giorgia Meloni e il nuovo premier britannico Andy Burnham hanno inaugurato il loro rapporto politico. Nella prima telefonata tra Palazzo Chigi e Downing Street, Roma e Londra hanno confermato una sintonia che va dalle crisi internazionali alla cooperazione militare e industriale. La presidente del Consiglio ha innanzitutto rivolto a Burnham le congratulazioni e i migliori auguri per il nuovo incarico, sottolineando la volontà italiana di «rafforzare ulteriormente la solida collaborazione e le eccellenti relazioni bilaterali tra Roma e Londra». Il dialogo si è poi concentrato sui dossier internazionali più urgenti, a partire dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, passaggio decisivo per il commercio mondiale e per gli approvvigionamenti energetici.
Hormuz e Ucraina al centro
I due leader, riferisce Palazzo Chigi, «hanno condiviso la necessità di perseguire ogni sforzo per una de-escalation nello Stretto di Hormuz, con particolare riferimento al tema della libertà di navigazione». Un richiamo che mette al centro la tutela delle rotte marittime e la necessità di scongiurare un ulteriore allargamento della crisi, dalle conseguenze potenzialmente pesanti anche per le economie europee.
Sulla guerra alle porte dell’Europa, Roma e Londra mantengono la linea fin qui seguita all’interno dell’alleanza occidentale. Meloni e Burnham hanno infatti «riaffermato la determinazione di continuare a sostenere l’Ucraina, lavorando per il raggiungimento di una pace giusta e duratura». Nessun arretramento, dunque, nell’appoggio a Kiev, ma la volontà di far convergere l’azione diplomatica verso una soluzione che garantisca sicurezza e stabilità.
C’è intesa sulla difesa
Nel colloquio ha trovato spazio anche il Global Combat Air Programme, il progetto sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone per la realizzazione di un caccia di nuova generazione. Entrambi, dunque, hanno espresso soddisfazione per i progressi compiuti, valorizzando il recente incontro tra i ministri della Difesa dei tre Paesi.
A quella riunione ha preso parte per la prima volta anche il Canada in qualità di osservatore. Una presenza che conferma la crescente centralità del GCAP, non soltanto come programma militare, ma anche come piattaforma tecnologica e industriale capace di rafforzare l’autonomia e la competitività delle democrazie alleate in un settore strategico. Per l’Italia si tratta inoltre di un’occasione rilevante per l’industria aerospaziale nazionale e per le sue filiere produttive.
Il prossimo vertice
Meloni e Burnham hanno infine concordato di mantenere uno stretto coordinamento in vista del prossimo vertice tra Unione europea e Regno Unito. L’auspicio condiviso è che l’appuntamento possa imprimere «un rinnovato impulso alla cooperazione euro-britannica», soprattutto nei campi della sicurezza, della difesa e della politica estera.
L’Italia si propone così come uno degli interlocutori privilegiati di Londra nella fase di riavvicinamento con Bruxelles, senza mettere in discussione la Brexit ma valorizzando gli interessi comuni. A chiudere la telefonata è stato l’invito rivolto della premier: un incontro di lavoro a Roma nei prossimi mesi per dare seguito, questa volta di persona, al dialogo appena avviato.