Il commento
Donzelli-Cancellato passando per Piepoli. Fanpage e Gioventù nazionale passando per l’anima: confronto a Fenix
Ho assistito al dibattito a Fenix, moderato da Andrea Piepoli, tra Giovanni Donzelli e Francesco Cancellato e poi ho letto l’ottimo articolo di Caramelli che lo ricostruisce. Donzelli è stato brillante, come spesso gli accade. Ma ciò che è risaltato in questo confronto appartiene a un piano diverso: il cuore, il rispetto, l’attenzione per le persone. Quello che, forse, possiamo chiamare semplicemente anima. Ed è proprio da qui che nasce la riflessione che quel confronto mi ha lasciato.
Cosa resta del confronto Cancellato- Donzelli
All’inizio Cancellato scherza: «Mi metto a sinistra». Andrea Piepoli, prontissimo, gli risponde: «Dove vuole direttore, basta che la vediamo». Ed è proprio da quel «basta che la vediamo» che prenderei spunto. In Avatar il saluto dei Na’vi è «I see you»: «io ti vedo». Non significa semplicemente “ti guardo”. Significa: ti riconosco, riconosco la tua presenza, la tua dignità, ciò che sei. È un’immagine che riprende un modo di intendere il saluto presente anche in diverse popolazioni africane e americane: vedere l’altro significa prima di tutto riconoscerlo come persona.
La differenza tra la sinistra e la destra: prima di giudicarti io di “vedo”
E qui c’è una differenza politica e culturale profonda. Per la sinistra l’uomo è funzionale all’organizzazione sociale: viene letto attraverso la sua collocazione, la sua appartenenza, il posto che occupa dentro la società. Per la destra il percorso è opposto: è l’uomo il centro e l’origine del valore sociale. Prima viene la persona. Poi viene dove si mette, da che parte sta, a quale gruppo appartiene. Prima di giudicarti, io ti vedo.
I ragazzi e la fiducia
Ed è proprio quello che Donzelli ha fatto nel confronto. Non si è fermato a discutere il metodo dell’inchiesta o le sue conclusioni. Ha continuato a vedere le persone. Ha parlato dei ragazzi coinvolti, alcuni molto giovani, e soprattutto della fiducia che si era creata. Perché scoprire che una persona che consideravi vicina ti ha ingannato non è una cosa da poco. Claudio Baglioni lo dice in poche parole: «Un amico che ti avrà deluso, tradito, ingannato». Quei ragazzi pensavano di avere davanti un amico, un militante, uno di loro. Hanno parlato, scherzato, a volte anche sbagliato — e gli errori restano errori — senza sapere che quella persona era lì per un altro motivo.
Regolamenti e deontologia
Ed è qui che il tema va oltre Fanpage. La domanda diventa molto semplice: se una cosa si può fare, vuol dire anche che sia giusto farla? Ed è qui che il richiamo di Cancellato alla deontologia professionale diventa importante. Ci sono i regolamenti e c’è la deontologia. Il regolamento ti dice cosa puoi fare e come lo devi fare. La deontologia è qualcosa di più. Ti chiede di usare anche coscienza, misura e rispetto per le persone. In una parola: anima. Perché non tutto ciò che si può fare deve essere fatto. E c’è una cosa che racconta bene la forza di quei ragazzi.
Ciò che non ti uccide ti rende più forte
Era normale che Donzelli ricevesse molti applausi, tanto che più volte è stato lui stesso a chiedere silenzio. Ma quando parlava Cancellato non ci sono stati fischi né proteste. Lo hanno ascoltato e, a volte, lo hanno anche applaudito. Questa è forza: non farsi bloccare dalla paura o dalla rabbia. Restare orgogliosi di quello che si è, senza perdere il rispetto per gli altri. Ciò che non ti uccide ti rende più forte. Forse è proprio questo che è successo a quei ragazzi. Sono diventati più forti, più consapevoli, più uniti. E hanno continuato a rispettare anche chi, ai loro occhi, li ha usati, derisi e ingiustamente marchiati per qualche click in più. La forza più difficile è questa: continuare a vedere l’altro anche quando hai avuto la sensazione che l’altro non abbia voluto vedere te.
*Antonio Giordano, Deputato di Fratelli d’Italia