Piccoli Lenin crescono
Torcicollo nel Pd. Dopo la diserzione arriva il comizio anni ’70 del giovane dem: “Siamo figli dei comunisti, basta col giogo di Usa e sionisti” (video)
Piccoli Lenin crescono nel Partito democratico di Elly Schlein. Dopo l’appello alla diserzione di Virginia Libero, la scout veneta leader dei giovani dem assurta a novella Giovanna D’Arco, presa a modello etico da Tomaso Montanari, arriva il comizio arrabbiato, stile anni 70, del giovane consigliere comunale di Cesena Marco Rocco De Luca. Entrambi dallo stesso palco, la Festa dell’Unità di Reggio Emilia, autentica fucina di talenti nostalgici del comunismo e del paradiso sovietico contro il demonio a stelle e strisce.
Dopo l’appello alla diserzione, l’orgoglio comunista del giovane dem di Cesena
Classe 2020 il virgulto, buoni studi e buona famiglia, responsabile cultura (ma anche Politica, Fondazioni, Memoria e Antifascismo) dei giovani del Pd si dichiara orgogliosamente figlio del comunismo italiano. Davanti alla platea emiliana, tono invasato e piglio da generale, si scaglia contro il “capitalismo, il giogo statunitense, il sionismo e l’oppressione dei potenti”. Le perle di saggezza appaiono nel video integrale dell’intervento pubblicato sul profilo Instagram. “Sì, noi siamo i figli, noi siamo i nipoti della storia del comunismo italiano e nel concreto dobbiamo liberarci dal giogo imperialista di Trump e degli Stati Uniti, dall’ossessiva retorica sionista, dalla tentazione di cedere alle sirene del capitalismo, del capitale, del liberismo e salpare finalmente con coraggio verso nuovi orizzonti”. Quali? “Di liberazione, di un futuro internazionalista, di pace multipolare e di felicità dove tutti potremo elevarci materialmente”.
“Siamo i figli, siamo i nipoti della storia del comuinismo”
Torcicollo, malcelata nostalgia della dittatura rossa e linguaggio anni ’70. Ancora più esplicita la didascalia scelta per accompagnare il filmato. “Per essere vera alternativa, dobbiamo distruggere questo capitalismo e creare un nuovo sistema economico. Dobbiamo liberarci dal giogo statunitense, dal sionismo e dall’oppressione dei potenti. Con coraggio, senza indugi”. Parole vecchie già mezzo secolo fa, antiche parole d’ordine mandate in soffitta dagli stessi dirigenti del Pd. Molto applaudite però dall’uditorio della Festa dell’Unità. Ecco le nuove leve con cui Elly vorrebbe costruire l’alternativa ai sovranisti e all’odiato governo Meloni, ecco i giovani del Nazareno da portare in dote al campo largo. Non a caso il fuor d’opera del 26enne consigliere di Cesena ha destato un certo imbarazzo e una lunga fila di no comment.
Le nuove leve del Pd che imbarazzano il Nazareno
Dalla diserzione “peace and love” della giovane Virginia, che ha messo in serio imbarazzo la dirigenza dem alle prese con la politica estera e l’estenuante dibattito sull’identità della sinistra, all’eredità comunista rilanciata con orgoglio dal giovane consigliere di Cesena. Che ha superato per nostalgismo la compagna Virginia, che almeno è partita dall’attualità delle guerre. Tra le medaglie sul petto il giovane De Luca ne spunta un’altra: è stato l’unico del gruppo consiliare del Pd a non votare contro la cittadinanza onoraria alla compagna pro Pal Francesca Albanese. Un altro tratto distintivo del giovane neo-comunista. Del resto non si è responsabile del dipartimento antifascismo per niente. Il video del comizio è stato rilanciato e commentato con malcelata ironia da Luigi Marattin, già Pd, Italia Viva, oggi segretario del Partito Liberaldemocratico. “E voi che pensavate che l’attacco al neo-liberismo della segretaria Schlein – o l’invito alla diserzione della segreteria dei giovani – fosse abbastanza. Sentite un po’ qua invece, va”.