Respinta la richiesta
Roggero resta in carcere: i familiari dei rapinatori chiedono 2,3 milioni di risarcimento
Resta nel carcere di Bollate, nel Milanese, Mario Roggero: il gioielliere di Grinzane Cavour continuerà a scontare la pena a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nel 2021 durante una rapina nel suo negozio, nel Cuneese. L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha infatti respinto l’istanza di differimento della carcerazione, perché, come scrive nel provvedimento il magistrato Elena Massucco, “non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede”. Intanto, emerge dalle carte processuali che il gioielliere dovrà fronteggiare in sede civile una richiesta di risarcimento per 2,3 milioni di euro. Lo dicono le ordinanze della Corte d’Appello di marzo e settembre 2024. Ovvero quelle che hanno stabilito sequestri di beni e conti correnti del 72enne in Tunisia. La provvisionale dei giudici era di 780 mila euro, di cui 300 mila versati in sede di udienza preliminare, quando Roggero aveva in animo di scegliere il rito abbreviato (che avrebbe comportato sconti di pena). Il totale arriva dalla richiesta di 1,3 milioni dalla famiglia di Andrea Spinelli, 745 mila euro da quella di Giuseppe Mazzarino e 250 mila per il terzo componente della banda Alessandro Modica, soltanto ferito.
Roggero resta in carcere, la famiglia ringrazia gli italiani
Dopo diversi giorni sotto i riflettori, la famiglia di Mario Roggero, sceglie il silenzio e lo fa con un messaggio sui social nel quale ringrazia quanti sono stati loro vicini.
“Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare – si legge nel post – e forse questo è uno di quei momenti. In questi mesi abbiamo ricevuto qualcosa che non dimenticheremo mai: l’affetto di milioni di persone che, pur non conoscendoci, hanno scelto di esserci. C’è chi ha dedicato una preghiera a Mario. Chi ci ha scritto parole capaci di dare conforto. Chi ha telefonato. Chi ci ha teso una mano con un aiuto concreto. E chi, semplicemente, ogni giorno ha rivolto un pensiero alla nostra famiglia. Ogni gesto, piccolo o grande, ci ha ricordato che l’umanità esiste ancora”.
“Al di là delle idee, delle opinioni e delle differenze, abbiamo incontrato persone che hanno scelto di guardare prima di tutto il lato umano di questa storia. A ciascuno di voi va il nostro grazie più sincero. Porteremo nel cuore l’affetto, la vicinanza e la solidarietà che ci avete dimostrato. Da oggi, per rispetto di questo momento e della nostra famiglia, le pagine ufficiali osserveranno un periodo di silenzio. Grazie davvero”, si conclude il messaggio sui social.