L’ira funesta del Pd per l’addio di Calenda a Letta. Volano insulti: «Cialtrone», «egoista»

7 Ago 2022 17:04 - di Franco Bianchini
calenda letta

La porta sbattuta da Calenda il faccia a Letta fa scoppiare il finimondo in casa dei cosiddetti democratici. «Il leader di Azione parla di onore. Onore è rispettare la parola data. Un accordo, una firma, una stretta di mano tra persone leali e serie. Questo è onore. Il resto, compreso l’attacco alla destra e alla sinistra tutte uguali, è populismo. Populismo d’élite, ma pur sempre populismo» Lo si legge sui canali social del Pd  a corredo di un video con stralci delle dichiarazioni dello stesso Calenda e di Letta.

Calenda dice addio, Letta esplode

Ed è proprio il segretario del Pd, in evidente difficoltà, uno dei primi a reagire. «Ho ascoltato. Mi pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda. Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia». Lo scrive su Twitter, tra il sarcasmo e il dramma. I dem sono all’angolo, la loro lotta per le poltrone sta andando a rotoli. Quindi nelle risposte alternano rabbia, veleno e insulti contro il leader di Azione. Bettini gli dà dello spregiudicato e dell’inaffidabile.

«Totale mancanza di serietà»

«Non mi sarei aspettato una tale mancanza di serietà da parte di Calenda. Rompendo l’alleanza dà una grande mano alla destra che guarda a Putin e Orban. Il Pd sarà comunque più forte di questi egoismi e di questa cialtroneria», afferma Zan. «Da Calenda», rimarca Piero Fassino, «una decisione irragionevole e foriera solo di esiti negativi. Ora occorre proseguire sulla strada intrapresa da Enrico Letta: unire le tante energie del Paese».

Il divorzio tra Calenda e Letta scatena i dem

«Mi pare di capire che la voglia di Calenda di costruire qualcosa di serio e credibile per il Paese per battere le destre, fosse inversamente proporzionale alla grandezza del suo ego». Così su Twitter Stefano Vaccari, del Pd. Debora Serracchiani incalza: «Calenda ha cambiato idea. Noi consideriamo il suo ripensamento incomprensibile e sconsiderato. Eviti però di motivarlo assegnando patenti di serietà, coerenza, rispetto dei patti».

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