Boy George compie 60 anni: quei 5 brani che hanno fatto da colonna sonora degli anni ’80 (video)

venerdì 11 Giugno 17:23 - di Penelope Corrado
Boy George

Boy George compie 60 anni il 14 giugno e il suo look oggi passerebbe inosservato in un’epoca dove il cantante dall’identità sessuale fluida imperversa. Non solo in Italia i cantanti come Achille Lauro o Damiano dei Maneskin, ma anche “drag queen” come Conchita Wurst, il barbuto travestito che nel 2015 ha vinto l’Eurovision.

Icona pop fuori dal coro, quando disse: “Trump non mi spaventa”

George Alan O’Dowd, in arte nasce ad Eltham (Londra) il 14 giugno del 1961. Racconta di una infanzia vissuta in solitudine, nonostante i 4 fratelli e definendosi la “pecora rosa della famiglia”.

Una icona pop che ha cavalcato le generazioni infischiandosene bellamente anche della politica. All’indomani delle elezioni di Donald Trump, a precisa domanda di Billboard aveva spiazzato l’intervistatore dicendosi non preoccupato dall’elezione del presidente repubblicano. “Ho visto alcuni miei amici sconvolti. Io non lo sono, non ci cambia niente”. E la sua assoluta leggerezza da artista fuori dal coro è confermata da un selfie del 2017, postato sulla sua pagina Instagram assieme a Silvio Berlusconi, in occasione di un suo tour italiano.

Boy George racconta della sua infanzia: “Ero la pecora rosa della famiglia”

Boy George ha anche pubblicato di recente un nuovo brano, “The Best Thing Since Sliced Bread”. Ben noto sulla scena londinese, il suo stile androgino negli anni Ottanta cattura l’attenzione del dirigente musicale Malcolm McLaren (creatore e manager dei Sex Pistols), che ne organizza l’esibizione in vari spettacoli assieme ai Bow Wow Wow di Annabella Lwin, gruppo musicale gestito dallo stesso McLaren.

Reduce dalla fugace avventura coi Bow Wow Wow, si unisce al bassista Mikey Craig, a Roy Hay (chitarra e mente musicale della band) e Jon Moss (batteria) per formare i Culture Club. I primi due singoli passano quasi inosservati, ma il cantante e’ sempre piu’ in vista come personaggio. Col nome di Boy George, vestiti spettacolari e un senso dell’umorismo non comune, conquista i media.

Le sue canzoni, colonna sonora degli anni ’80

La band pubblica singoli di grande successo come Do You Really Want to Hurt Me (1982), Time (Clock Of The Heart) (1982), I’ll Tumble 4 Ya (1982), Church of the Poison Mind (1983), Karma Chameleon (1983), Victims (1983), Miss Me Blind (1984), It’s a Miracle (1984), The War Song (1984), Mistake No. 3 (1984), Move Away (1986). Dopo avere conquistato la celebrita’ come cantante di Culture Club dal 1982 al 1986, esordisce come solista nel 1987 con l’album Sold.
In Inghilterra forma un nuovo gruppo, i Jesus Loves You. Nel 1995 esce Cheapness And Beauty e, dopo un silenzio durato quattro anni, viene pubblicata la collezione di pezzi rari Unrecoupable One Man Bandit. Durante il resto del decennio Boy George opera come deejay in vari club sia in Inghilterra, sia in America, un lavoro raccolto nel disco Essential Mix del 2000. Di due anni piu’ tardi e’ U Can Never B2 Straight, con canzoni tratte dal musical scritto da O’Dowd “Taboo”.

 

Boy George nella Band Aid – Do they know it’s christmas – 1984

 

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