Se questa è una vitaccia...
“Non se la passa bene, torni in Rai”: l’accorato appello di Fiorello per Amadeus e i risvolti “dorati” del dramma (?) in atto
Amadeus convitato di pietra di Fiorello&co. al Salone del Libro di Torino. È l’ennesima volta che lo showman siciliano, partner del successo sanremese, lancia l’amo a nuora perché suocera intenda: laddove per “suocera”, ma dopo un divorzio burrascoso chiesto dal conduttore, si intende la Rai… Fiorello insomma, con la sottile veemenza ironica di cui sa essere capace, ha rimesso benzina sul fuoco del “caso Amadeus. Tra gag sull’Eurovision, frecciate alla tv di oggi e un applauso a Sal Da Vinci, lo showman si è rivolto direttamente all’amico con cui ha condiviso i Festival dei record: “Sarebbe il caso che tornasse a casa. Non se la passa bene, dai Ama torna in Rai”.
Amadeus, Fiorello non molla. E rilancia (ancora)…
Ma tant’è: e allora, tanto per restare in tema di motti popolari, la sensazione che ci punge all’atto di scrivere quanto segue è un po’ quella stigmatizzata da un altro detto abbastanza noto, almeno in ambito partenopeo, che richiama a lacrime prodromiche a intenzioni interessate…
Il melodramma tv e il dietro le quinte di ascolti e compensi
Sì, perché a fronte dell’ennesima replica del melodramma televisivo in voga – a fasi alterne e con alterne fortune – nel corso degli ultimi anni il “caso Amadeus”, con l’ultimo atto andato in scena al Salone del Libro di Torino, dove Rosario Fiorello, dialogando con Aldo Grasso, ha vestito i panni della fatidica nuora di cui sopra si torna a parlare della vexata quaestio.
Amadeus, dai trionfi in Rai (tanto cari a Fiorello) all’Eldorado mancato della Nove
Una battuta? Uno spoiler? Un gancio offerto a un amico in cerca di un centro di gravità permanente? Di certo un messaggio lanciato nella grancassa dell’etere (media e social in prima linea), che si è immediatamente attivata, sollecitata da cotanto messaggio nella bottiglia lanciato nel mare delle curiosità, solleticate dal tentativo di ricamare sul “momento complicato” dell’ex re di Sanremo (dagli ascolti naufragati) in quello che doveva essere l’Eldorado de La Nove…
Di sicuro, fin qui almeno, i numeri hanno parlato chiaro. Un deserto dell’Auditel talmente tanto chiaro da far venire la nostalgia di lidi ben più sicuri e gratificanti anche a chi è semplicemente uno spettatore… E scatenando illazioni e indiscrezioni tutte da verificare, supposizioni e suggestioni da far impallidire gli sterminati file tv sul giallo di Garlasco. Ma il punto è un altro.
«Non se la passa bene»?
Sentire che il buon Amadeus «non se la passa bene» fa sorgere spontaneo un dubbio, misto a una discreta dose di stupore sociale. Il divorzio dalla Tv di Stato, deciso dal conduttore e rilanciato con tanto di endorsement del pubblico politico dem e dei salotti radical chic, per tentare la via dell’oro, ha fruttato al conduttore dobloni sonanti sotto forma di contratti milionari. Senza contare che, a burrasca in corso sul Nove, all’orizzonte si è profilato già da tempo per il professionista di pregio il salvagente di lusso di Mediaset, che lo ha traghettato sulla sponda della salvezza (e della presenza) televisiva.
Se questa è una vitaccia…
E allora, di cosa stiamo parlando? Quanti italiani vorrebbero passarsela “male” come lui, navigando nell’oro tra un flop e una disillusione e l’altra? E allora caro Fiore, dillo chiaramente: più che un soccorso fraterno, il tuo è un bando di nostalgia. Un lodo ritorno che si aggiorna ciclicamente tra mozioni e emendamenti per riproporre la questione “Cicero pro domo sua” e perorare la causa del figliol prodigo televisivo. Perché, diciamocelo, se quello di Amadeus è un dramma, tutti noi spettatori vorremmo urgentemente essere i protagonisti della prossima tragedia…
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