Oltre i cliché woke
Eurovision, vince la Bulgaria, ma trionfa Sal Da Vinci (quinto): melodia italiana e tricolore sul palco accolti da un boato che lo commuove (video)
Alla fine è la Bulgaria a vincere la 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest: Dara, con il suo brano Bangaranga, ha conquistato il palco della Wiener Stadthalle di Vienna, regalando al suo Paese la prima, storica vittoria nella competizione musicale europea. Ottimo comunque il risultato per l’Italia: Sal Da Vinci si classifica al quinto posto. Cala il sipario sulla 70esima edizione della kermesse, quest’anno a Vienna: un’edizione segnata da boicottaggi di fazione, ritiri eccellenti e canzoni-manifesto improntate alla ribellione fluida. La solita declinazione in musica di mode e epopee social, in cui il nostro vincitore di Sanremo ha stravinto nel cuore del pubblico siglando record personali da primo gradino del podio (a dispetto del quinto posto sancito dai giurati ieri).
Eurovision, vince la Bulgaria, ma trionfa Sal Da Vinci (quinto)
Si, perché mentre i giurati scelgono di premiare il pop bulgaro, la vera vittoria morale parla italiano. Ed emana un profondo, autentico valore non solo canore, rigorosamente Made in Italy. La sua esibizione di “Per sempre sì” è stata un trionfo di tradizione interpretativa e amor di Patria. In un festival spesso dominato dal vuoto cosmopolitismo, l’artista ha portato sul palco la potenza della melodia italiana, arricchendo la performance con fuochi d’artificio e la potente suggestione scenica di un abito da sposa versione Tricolore.
Eurovision, quel boato per Sal Da Vinci che si commuove dice tutto
Una scelta orgogliosamente “identitaria”, quella di Sal da Vinci, che ha scatenato un vero e proprio boato d’entusiasmo nella Wiener Stadthalle, commuovendo lo stesso cantante di fronte a tanto apprezzamento in platea e che sui social ha ringraziato tutti: «Porterò il vostro amore con me per sempre», ha scritto l’artista ringraziando i fan. Innegabile insomma il successo riscosso al di là dei piazzamenti di gara: la sua esibizione di Per sempre sì è stata un trionfo di tradizione interpretativa e amore e senso di appartenenza declinati a un brano che arriva dritto a cuore e pancia del pubblico. E questo, in un festival spesso dominato dal vuoto cosmopolitismo, fa la differenza.
L’italianità sul palco: in musica, scenografia, costumi
Sal Da Vinci ha portato sul palco la potenza della melodia italiana, arricchendo la performance con scenografie (fuochi d’artificio) e costumi (il tutù da sposa della ballerina che si srotola nel tricolore), portando sul palco viennese suggestioni potenti e richiami che hanno scatenato il boato d’entusiasmo di cui sopra, fino a commuovere lo stesso cantante di fronte a tanto apprezzamento.
Il cantante dei record che conquista il cuore (e i titoli) d’Europa
Non stupisce allora che, al di là di esibizione di ieri e successi sul palco, i numeri certificano un fenomeno che scavalca i verdetti politici delle giurie. Sal Da Vinci è l’artista più amato e “streammato” della competizione, forte di oltre 60 milioni di riproduzioni digitali. Non è più solo un successo nazionale – dove d’altronde già domina le classifiche di Spotify e Apple Music con il disco d’oro –. Ma un’autentica conquista d’Europa. Come riporta anche oggi l’Adnkronos tra gli altri, infatti, il suo “brano bandiera” è balzato in cima alle classifiche di mezzo “Vecchio continente”: secondo a Malta. In top 10 in Grecia e Lituania. E stabilmente virale in Austria, Svizzera, Finlandia, Belgio e Paesi Baltici.
Oltre i cliché woke
E alla fine della fiera, calato il sipario anche su questa edizione dell’Eurovision, in un’Europa che troppo spesso dimentica le proprie radici, il successo transnazionale di Sal Da Vinci dimostra che la nostra italianità, cantata o asserita in altri contesti, se rilanciata con orgoglio e dignità, possiede ancora una forza d’attrazione universale in grado di sbaragliare qualunque spartito globalista. (In alto foto Ansa, sotto video da Youtube).
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