Scontro tv a "La volta buona"
Dramma Sgarbi, la figlia Evelina dalla Balivo: “Portato in giro come un involucro vuoto, un brand”. L’ira della conduttrice: è ingeneroso
Le ultime parole di Evelina Sgarbi, figlia di Vittorio Sgarbi, sollevano dubbi e inquietudine: «Viene portato in giro come un involucro vuoto». E il dramma personale (e familiare) del celebre critico d’arte, torna a dividere l’opinione pubblica. Sollevando un velo di profonda malinconia su uno dei personaggi più vulcanici e geniali della cultura italiana. Ospite a La volta buona su Rai 1, Evelina Sgarbi ha rilanciato accuse pesantissime sulle attuali condizioni psicofisiche del padre, da cui si è allontanata dopo aver depositato al tribunale civile di Roma un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno.
Sgarbi, il drammatico scontro sulla malattia tra padre e figlia in diretta tv
Secondo la giovane, dietro il ritorno in pubblico del critico d’arte dopo i gravi problemi di salute che lo hanno afflitto, non ci sarebbe una reale ripresa. Ma una dolorosa strumentalizzazione. Sostenendo, nelle more, che il padre non sia ormai in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi. Un quadro terrificante, e tutto da dimostrare, quello che la giovane denuncia, che graverebbe intorno alla figura paterna. Secondo lei, allora, dietro il ritorno in pubblico del critico d’arte dopo i gravi problemi di salute, non ci sarebbe una reale ripresa. Ma una dolorosa «strumentalizzazione».
Vittorio Sgarbi, la figlia Evelina: «Viene portato in giro come un involucro vuoto»
Sì, perché a quanto asserito dalla ragazza in tv e riportato dalla Adnkronos, il padre sarebbe «facilmente manipolabile» e privato dei suoi effetti personali, compresi «telefono e agenda». Di più. «Non c’è mai stato un allontanamento tra di noi, non abbiamo litigato. Lui ha avuto questo problema di salute, e io semplicemente sono convinta di quello che ho fatto. Ho voluto agire per il suo bene», ha spiegato Evelina Sgarbi, ospite oggi nel salotto di Caterina Balivo a La volta buona. Perché, sempre secondo la figlia di Sgarbi, il critico d’arte continuerebbe a non stare bene. Tanto da rilanciare: «Basta avere gli occhi per vedere le ultime uscite: lo portano un giro come fosse un brand. Come un cognome che funziona. E che continua a funzionare».
«Ho agito per il suo bene: non ha telefono, agenda. È portato in giro come un involucro vuoto»
Insomma, secondo la tesi di Evelina – accusata di essere stata “aggressiva” e di non aver provato a riavvicinarsi con il padre – il suo impulso muoverebbe da necessità di tutelare un uomo fragile e non più autonomo dal rischio di plagio da parte del suo entourage. Respingendo l’etichetta di “figlia aggressiva”. E rivendicando al contempo di aver agito esclusivamente per il suo bene. «Non è così semplice come sembra», ha replicato la giovane alle accuse. «Lui non ragiona più con la sua testa. Noi non abbiamo mai avuto un rapporto come quello che ho con mia madre», ha anche aggiunto comunque. Spiegando di aver presentato un’istanza solo per il bene di suo padre.
Ma Balivo non ci sta, e replica: «Ingeneroso nei confronti di un uomo che sta tentando di tornare ad essere come prima»
Di contro, però, nello studio televisivo si sono subito allertati i difensori del critico, respingendo fermamente questa visione apocalittica, giudicata ingenerosa e colpevole di non rispettare il percorso di recupero di Sgarbi. La conduttrice Caterina Balivo, in particolare, ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Evelina, sottolineando come i comportamenti attuali siano a sua detta – e non solo – i faticosi tentativi di un uomo che combatte contro i segni di una terribile malattia per tornare a essere quello di prima. «Io penso che sia ingeneroso nei confronti di un uomo che sta adottando comportamenti per tornare ad essere come prima, perché le malattie mentali sono terribili», ha asserito in risposta alle argomentazioni dell’ospite la conduttrice dello show pomeridiano di Raiuno.
E c’è chi difende la rinascita di Sgarbi…
E alla fine della triste fiera e del controverso dibattito tv, sul tavolo resta insoluta l’annosa questione che, al di là del doloroso scontro familiare, la vicenda riaccende. Quella di un allarme sociale e normativo ben più ampio sul delicato tema della gestione della vulnerabilità psicofisica, sul confine tra la tutela legale degli affetti e l’autonomia individuale delle persone colpite da gravi patologie che rivendicano, comunque, la loro attendibilità comportamentale e indipendenza gestionale.
Ultima notizia
Già noto alla polizia
Reggio Emilia, arrestato un 22enne di origini marocchine: progettava un attentato per lo Stato islamico
Cronaca - di Alessandra Parisi