L'enciclica
Il Papa cita Tolkien: in “Magnifica Humanitas” le parole di Gandalf per spiegare qual è «la nostra responsabilità»
Il Pontefice fa diversi riferimenti a personalità e opere della cultura diffusa: oltre al Signore degli Anelli, anche Schindler's List, Guernica e la Nona di Beethoven
Diversi suoi predecessori, filosofi, icone del nostro tempo, ma anche Tolkien e Steven Spielberg. Sono numerose le citazioni presenti nell’enciclica Magnifica Humanitas, la prima di Papa Leone XIV, il cui cuore è la difesa della dignità dell’uomo – richiamata 101 volte nel testo – da tutto ciò che rischia di minacciarla, a partire dall’intelligenza artificiale.
Il Papa cita Tolkien
E se non sorprende che Prevost richiami sostanzialmente tutti gli ultimi papi, Leone XIII in testa con la sua Rerum Novarum, che impostò la dottrina sociale della chiesa di fronte alla rivoluzione industriale, risulta assai meno attesa la citazione di Gandalf, lo stregone che incarna la guida spirituale delle forze del bene nel Signore degli anelli, per illustrare qual è «la nostra responsabilità».
Le parole di Gandalf per spiegare qual è «la nostra responsabilità»
«Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare», è la frase che Tolkien fa dire a Gandalf e che Leone XIV mutua nell’enciclica. «La civiltà dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione», sottolinea il Pontefice subito dopo.
Spielberg, Picasso, Beethoven: le altre citazioni “pop”
Fra le citazioni che maggiormente guardano alla cultura popolare diffusa rientra certamente anche quella di Schindler’s List, il film capolavoro che valse il premio Oscar a Steven Spielberg, «come invito a non consegnare il passato all’oblio». E, ancora, Guernica di Pablo Picasso, «come denuncia della disumanizzazione», e la Nona sinfonia di Beethoven, «come desiderio di unità». Tre opere alle quali il Papa assegna un «valore quasi profetico», sottolineando che «la cultura e l’arte, quando sono autentiche, custodiscono questa scintilla, impedendo la normalizzazione del male».
I filosofi e i martiri
Immancabili, per l’agostiniano Prevost, il richiamo a Sant’Agostino, citato quattro volte. Ma non mancano anche San Tommaso, Platone, Hannah Arendt. Fra i Papi, oltre a Leone XIII, ci sono Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Diversi «i martiri della fraternità e della giustizia», come Massimiliano Kolbe, Oscar Romero, Enrique Angelelli, Francois-Xavier Nguyen Van Thuan, affiancati ai «”martiri del quotidiano” che curano, educano, accompagnano, consolano senza clamore, come i genitori, gli infermieri, i medici, i volontari, le persone che restano accanto a un anziano o a un escluso».
Gli uomini e le donne che hanno mostrato come i singoli possono «cambiare la storia»
E, ancora, personalità che con la loro vita hanno mostrato che «la storia può cambiare quando anche solo un uomo o una donna prendono davvero sul serio la dignità di tutti». Fra queste, Prevost cita Martin Luther King e Nelson Mandela, ma anche numerose donne «coraggiose e generose», che hanno fatto la differenza in contesti differenti: santa Laura Montoya, santa Teresa di Calcutta, Dorothy Day, Maria Curie, l’italiana Maria Montessori, Elisabeth Elliot, Wangari Maathai, Benazir Bhutto, «e tante altre di tutti i continenti, che con il loro impegno hanno contribuito a rendere più umana la storia».
E, ancora, Romano Guardini, Viktor Frankl, Giorgio La Pira, il sindaco di Firenze del quale il Papa cita la frase: «Al metodo della guerra, bisognerà sostituire il metodo della pace: il metodo del negoziato, dell’incontro, della convergenza: cioè il metodo autenticamente umano!». Fra i documenti richiamati dal Papa, che all’enciclica allega una poderosa bibliografia, ci sono la Carta delle Nazioni dell’Onu, i documenti Concilio Vaticano II e il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa.
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