Giorgia Meloni mette sul piatto dei Conservatori il Manifesto per la Nuova Europa dei valori

martedì 4 febbraio 6:05 - di Francesco Storace

Ecco l’Europa, quella dei popoli e dei valori, dice Giorgia Meloni. E da ieri c’è una strada da percorrere nel nome delle sovranità e delle identità. La indicano i conservatori europei, ai quali la leader della destra italiana ha proposto un vero e proprio Manifesto per il domani del Continente.

Il messaggio è suggestivo e ha il pregio della chiarezza. Perché elenca i connotati di una politica che non si smarrisce appresso ai miti fasulli di un progressismo astratto e senza valori. E afferma la forza autenticamente democratica dei “conservatori nazionali a tutte le latitudini”.

Da Giorgia Meloni le linee guida per il futuro dell’Europa

Ieri sera, a Roma, la grande convention della fondazione Edmund Burke. Dove Giorgia Meloni ha proposto la grande sfida: la difesa delle identità  nazionali e dell’esistenza stessa degli Stati come unico strumento di tutela della sovranità  e della libertà  dei popoli. Sono linee guida per il futuro di centinaia di milioni di europei, da sottrarre a quella deriva mondialista di chi reputa l’identità, in ogni sua forma, “un male da combattere e agisce costantemente per spostare il potere reale dal popolo a entità sovrannazionali guidate da presunte élite illuminate”. Lo propone la destra italiana ai conservatori europei. Il contrasto deve essere indirizzato verso quel “superstato burocratico che si è andato imponendo da Maastricht in poi con la logica del “vincolo esterno”, quella per cui c’è sempre qualcuno che si arroga il diritto di decidere al posto dei popoli sovrani e dei governi nazionali”.

Dalle nostre parti sappiamo bene che cosa ha comportato. Perché abbiamo pagato i diktat sovranazionali: i governi che non si adeguano sono rimossi o sostituiti.

L’identità europea è sotto attacco

Dalla Meloni è arrivato soprattutto un grande manifesto di valori. Spaziando, nel discorso integrale, dal pensiero di Giovanni Paolo II e Ronald Reagan all’alleanza fra le Patrie. Giovanni Paolo II, “il Papa patriota”. Egli sapeva perfettamente che le nazioni, l’appartenenza ad un popolo, ad una memoria storica condivisa, erano il fondamento della libertà  di ogni uomo”. E devono restarlo. Non è casuale che soprattutto l’identità propria dell’Europa sia “sotto attacco da un distorto laicismo che si scaglia perfino contro i simboli della tradizione cristiana ma che spalanca al contempo le porte all’Islam più intransigente”. C’è posto, nel ricordo di quello straordinario Pontefice, anche per il suo”concetto che il diritto a immigrare doveva essere preceduto innanzitutto da un diritto a non emigrare, e cioè a vivere in pace nella propria Patria”, ha ricordato Giorgia Meloni.

Da Ronald Reagan, anche lui al centro della riflessione dei conservatori europei, i tre elementi cardine di una rivoluzione economica e politica proposta dalla presidente Fdi alla platea di ieri sera.L’anima patriottica, per la difesa degli interessi nazionali e della sovranità popolare. La libertà economica e il corretto rapporto tra Stato e contribuente. L’anima sociale a protezione dei valori religiosi e morali, “fine più nobile di ogni azione politica”.

Accanto, come ulteriore valore fondante dei movimento conservatori, la difesa della famiglia naturale, il rispetto dei doveri prima ancora di quei cosiddetti diritti alimentati dal sinistrismo. Liberi di drogarci, liberi di abortire, liberi di togliere la vita ad esseri umani affetti da gravi patologie e quindi indifesi…

Ecco, dice Giorgia Meloni, è proprio “la Nazione il luogo in cui i nostri valori si custodiscono e si trasmettono“. E’ l’Europa che sognamo da una vita. Non c’è solo la moneta…

Commenti

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  • Giovanni Acquaviva 4 febbraio 2020

    Identità europea? E quando mai è esistita? Da che esiste l’europa, non sono mai passati più di dieci minuti senza che ci fosse una guerra fra una tribù, una etnia, una città, una circoscrizione, una regione, una nazione e un’altra. Comunque il vostro progetto è molto bello e pienamente condivisibile. Adesso però provate a spiegarlo ai nostri padroni franco-krukki, perché temo che non siano mica d’accordo!

  • graziano 4 febbraio 2020

    perfetto finalmente si ha il coraggio di ribadire la validità dei nostri valori senza ipocrisie avanti con determinazione

  • Virginia Vianello 4 febbraio 2020

    IDEE DIREI UN Pò SCOPIAZZATE IN ALCUNE PARTI..DIREI MAGGIO-EUROPEE-PALCO DI SALVINI A MILANO
    i leader sovranisti d’Europa hanno preso la parola a turno.
    “Voglio dire a Jean Claude Juncker che dovrebbe venire in Italia e imparare da Matteo Salvini come si può difendere le nostre nazioni”, ha detto Jaak Madison del partito conservativo estone. Madison ha sostenuto che i Paesi europei devono recuperare “una sovranità che riguardi i temi come l’immigrazione le nostre politiche interne e la valuta, vogliamo avere la possibilità di decidere per noi stessi”, ha insistito.

    “Non siamo anti-europei, siamo veri europei. Non siamo contro questa Europa, l’attuale Unione europea e le sue politiche decadenti”, ha sostenuto Jeorg Meuthen portavoce federale dell’Alternative fur Deutschland, dal palco della manifestazione della Lega a Milano. “Juncker, Draghi, Schulz, Macron, Timmermans e Merkel” siete “arroganti tecnocrati e vi sbatteremo fuori dal Parlamento passo dopo passo”, ha garantito.
    “Il mio amico Salvini ha già cambiato la politica italiana ed è un esempio per tutti noi. Basta barconi con immigrati illegali, Matteo sa come dire basta e all’Europa servono più Salvini”, ha dichiarato Geert Wilders del Partito per la Libertà olandese.

    • Francesco Storace 4 febbraio 2020

      e già, una nuova scuola, ma per cortesia

  • NICOLA DE CATA 4 febbraio 2020

    GIORGIA BRAVISSIMA! EUROPA DELLE NAZIONI E NON EUROPA DEI POPOLI CHE SONO UN INDISTINTO AGGLOMERATO DE ESSERI UMANI SENZA SIGINIFICATI COMUNI DI VITA

  • Mario Fornaro 4 febbraio 2020

    Sig. Meloni. Ottimi i richiami ai valori e alla Sovranità degli Stati. In nome di questi -tra cui il valore della Democrazia- si è avuta la Brexit (Farage lo ha detto chiaro e forte: l’Ue non è democratica). Se mi permette una opinione: guardi a Brexit come ad un faro per Italexit. Solo in una Italia-Stato che riprenda le Sovranità monetaria e politica Lei potrà dare forma e sostanza ai contenuti ‘valori’. Fino a quando il Governo italiano dovrà dire ‘SignorSì’ all’Ue questo sarà impossibile in nome di trattati, di lacci e laccioli, di commissari ics e ipsilon. Farage ha detto: per collaborare e convivere tra Stati non è necessario farcelo dire da una commissione sovranazionale, e farcelo imporre anche se non ci sta bene. Con cordialità, sani !

  • maurizio pinna 4 febbraio 2020

    L’ Europa si trascina dietro il mostro della SOVRANAZIONALITA’ dal Congresso di Vienna del 1814-15, a cui seguì la Società delle Nazioni e, ultimo, l’ ONU. Costosi scatoloni burocratici che non hanno mai combinato nulla di buono, gestori dell’ aria fritta, del benessere virtuale, del buonismo spinto al masochismo, perennemente comandati dai più forti che pensano unicamente a salvaguardare i propri interessi. A loro si affidano i governanti infingardi che, incapaci di progettare un futuro per il proprio Popolo, non solo tradiscono le giuste aspettative della Gente ma combattono e reprimo qualsiasi tentativo di affermazione positiva della nazionalità, spacciandola per nazismo o fascismo , scambiando il sovranismo per un regime, proprio loro che combattono le opposizioni come i peggiori totalitarismi.

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