Fratelli d’Italia ai conservatori europei: “Alleanza delle Patrie per l’identità delle Nazioni”

martedì 4 febbraio 6:00 - di Redazione

Una battaglia per la sovranità e l’identità delle Nazioni. Pubblichiamo il testo integrale dell’intervento di Giorgia Meloni all’inaugurazione dei lavori della Edmund Burke Foundation con i conservatori europei riuniti ieri sera a Roma

Grazie a Yoram Hazony e agli amici della Edmund Burke Foundation per avermi invitato a inaugurare questo importante evento e grazie per aver scelto Roma e l’Italia come sede della seconda edizione della National Conservatism Conference.
Condivido in pieno le valutazioni di Yoram sulla necessità di riportare il conservatorismo al suo ambito tradizionale, quello delle appartenenze nazionali. La grande sfida della nostra epoca è la difesa delle identità nazionali e dell’esistenza stessa degli Stati come unico strumento di tutela della sovranità e della libertà dei popoli.

Per questo ho trovato molto efficace il titolo dell’ultimo libro di Yoram: “Le virtù del nazionalismo”: poche parole per far capire che la nostra visione del mondo è esattamente l’opposto di quella che vorrebbero imporci. Caro Yoram, il tuo libro creerà grande scandalo in Italia, e contribuirò volentieri anche io a questo, perché intendo citarlo spesso.

Con i Conservatori “un’Europa di nazioni libere e sovrane”

Il nostro principale nemico è oggi la deriva mondialista di chi reputa l’identità, in ogni sua forma, un male da combattere e agisce costantemente per spostare il potere reale dal popolo a entità sovrannazionali guidate da presunte élite illuminate. Ricordiamocelo, perché non abbiamo combattuto e sconfitto il comunismo per sostituirlo con un nuovo regime internazionalista. Ma per consentire a nazioni indipendenti di tornare a difendere la libertà, l’identità e la sovranità dei loro popoli.

Con questo stesso spirito oggi Fratelli d’Italia si batte per una Europa di nazioni libere e sovrane come seria alternativa al superstato burocratico che si è andato imponendo da Maastricht in poi con la logica del “vincolo esterno”, quella per cui c’è sempre qualcuno che si arroga il diritto di decidere al posto dei popoli sovrani e dei governi nazionali.
E questo qualcuno a Bruxelles o a Francoforte, a Davos o nella City londinese, pur non avendo alcuna legittimazione democratica, condiziona ogni giorno le scelte economiche e quindi le scelte politiche di chi invece quella legittimazione l’ha ottenuta dal voto popolare.

Tra i conservatori i veri democratici

Quando le scelte dei governi nazionali si rivelano incompatibili con il vincolo esterno si attiva subito il processo di normalizzazione. O il Governo si piega ai diktat sovrannazionali oppure sarà rimosso e sostituito, usando come armi i vincoli economici europei da rispettare, le azioni mirate sui mercati finanziari, l’influenza sui media.
Purtroppo il caso italiano è esemplificativo non soltanto quindi per l’emergere del National Conservatism, ma perché questo cresce e si rafforza proprio in antitesi a poteri sovranazionali e anti-nazionali che hanno tentato (spesso con successo) di privare la nostra nazione della propria sovranità e i nostri concittadini del diritto di scegliere.

Così oggi, con buona pace dei falsi democratici, i conservatori nazionali a tutte le latitudini sono in realtà gli unici veri democratici. Poiché solo difendendo lo Stato nazionale si difende la sovranità politica in capo ai cittadini di quello stato.

L’identità da Giovanni Paolo II a Ronald Reagan

Ma naturalmente un conservatore nazionale non si può accontentare di rivendicare democrazia. Perché una democrazia senza valori diventa demagogia e può ugualmente accelerare la decadenza. Credo che non sia difficile per il mondo conservatore individuare i contenuti con i quali vogliamo riempire le nostre democrazie. A noi non servono i manuali di indottrinamento ideologico cari alla sinistra.

La nostra visione valoriale e di visione del mondo è in realtà una cosa molto semplice come ci raccontava un grande filosofo morto pochi giorni fa, Roger Scruton: “La vera ragione per cui le persone sono conservatrici è che sono attaccate alle cose che amano”. E quello che io considero un altro grande padre del pensiero conservatore, John Ronald Reuel Tolkien, lo spiegava in modo altrettanto chiaro, per bocca di uno dei personaggi del suo Signore degli Anelli: “Non amo la lucente spada per la sua lama tagliente, né il guerriero per la gloria, né la freccia per la sua rapidità: amo solo ciò che difendo”.

Commenti

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  • Fausto Maria de Filippis 4 febbraio 2020

    Mi aspettavo che partecipasse anche il Sen. Salvini…. comunque va bene così.

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