Futuro e patto di stabilità
Fitto scuote l’Ue: “Il mondo è cambiato, non possiamo usare regole di 30 anni fa”
Non parla spesso alla stampa, Raffaele Fitto. Eppure chi si occupa di Unione europea e conosce i meccanismi istituzionali e politici di Bruxelles sa che ben poche persone sono competenti in materia come il vicepresidente esecutivo della Commissione europea.
Poche parole, che pesano. Interventi pubblici centellinati, che ogni volta hanno un valore per contenuto e tempistica. Come quello di oggi al Festival dell’Economia di Trento, durante l’incontro dal titolo “Europa e comunità territoriale, il diritto di rimanere a vivere nel luogo che ciascuno chiama casa” nel corso del quale Fitto ha parlato di molte questioni aperte sul tavolo di Bruxelles, come i dazi Usa, le politiche Regionali e di Coesione di cui detiene la delega in Commissione, il PNRR e ovviamente il patto di stabilità.
Costruire una nuova prospettiva
L’ex ministro del governo Meloni ha guardato all’intero ambito europeo e al futuro, tenendo conto di quanto fino ad ora è stato fatto. E ha incalzato l’Europa e la sua governance: «Non c’è strada alternativa se non cercare di utilizzare le risorse disponibili in modo efficace, migliorando l’implementazione e la qualità della spesa, con soluzioni giuste in un mondo che cambia perché non possiamo pensare di fare le stesse politiche che avevano 30 anni fa. In un mondo che cambia rapidamente o ci adeguiamo e costruiamo una prospettiva diversa per l’Europa o rischiamo di inserire richieste che non troveranno mai una applicazione concreta» ha sottolineato durante il suo intervento.
Fitto condivide le dichiarazioni di Dombrovskis
E sul fronte caldo e attuale del patto di stabilità «Esiste una discussione ampia sul tema dell’eventuale scostamento, da destinare anche all’energia e su questo è in corso una interlocuzione sulla quale non ho nulla da aggiungere, se non condividere quello che ha detto il commissario» europeo per l’Economia Valdis Dombrovskis.
Fitto ha spiegato che «la Commissione Europea ha dato delle indicazioni molto precise e il presidente Ursula von der Leyen l’ha detto a Cipro in occasione dell’ultimo Consiglio (che si è tenuto nel fine settimana ndr). Ci sono due strumenti importanti sui quali stiamo lavorando: il primo è quello della possibilità di rivedere le risorse della Coesione e abbiamo appena concluso una revisione molto importante per 35 miliardi di euro a livello europeo. Poi in secondo luogo c’è la possibilità di rivedere i piani nazionali di ripresa e resilienza, qualora fosse possibile nella fase finale. Le ultime linee guida della commissione hanno indicato il 31 maggio come termine ultimo per presentare l’ultima revisione e quindi può essere utilizzata anche questa opportunità».
Difesa, tema imprescindibile
Sul grande tema aperto relativo a una difesa europea comune, Fitto ha ribadito la posizione che da sempre contraddistingue il centrodestra a traino Meloni e i conservatori Europei: «Nello scenario che stiamo vivendo, non riesco a comprendere come ci si possa proiettare in un nuovo contesto mondiale senza la garanzia della Difesa, intesa come garanzia di sicurezza, perché questo è un tema che facciamo finta di non vedere, ma da quale non possiamo prescindere. Poi la possiamo anche declinare con una dimensione civile o militare come sta accadendo ma chi pensava anni fa che gli investimenti sui droni potessero diventare uno strumento di guerra così potente?» ha chiesto dal palco di Trento.
Dazi: bene accordo, proseguire approccio costruttivo
Tra le notizie della giornata, infine, c’è anche l’accordo raggiunto nella notte sui dazi tra Unione Europea e Usa, su cui il commissario italiano è intervenuto ricordando che «Abbiamo sempre avuto un approccio costruttivo e positivo e penso che su questa linea bisogna proseguire. È chiaro che a fronte di una scelta che è quella dei dazi bisogna trovare l’accordo migliore possibile e penso che la Commissione Europea abbia lavorato esattamente in questa direzione».
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