Il gip: "Soggetto pericoloso"
“Era pronto a colpire”. Tunisino 15enne arrestato. Arruolava terroristi sul web, nel mirino Firenze e il Vaticano
Il ragazzo era già stato denunciato dall'antiterrorismo, finendo in una struttura protetta. Dalle chat e dai profili social, secondo gli inquirenti, si considerava ormai un membro del Daesh pronto a eseguire eventuali ordini di attacco
Con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, è stato arrestato un ragazzo tunisino di 15 anni: avrebbe manifestato la disponibilità a compiere azioni violente, ricevendo indicazioni sulla scelta dei possibili obiettivi. E mostrando interesse per l’approvvigionamento di armi. E’ stato arrestato su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni di Firenze. Il gip, condividendo le valutazioni della procura dei minori, lo ritiene un “soggetto pericoloso in grado di commettere atti gravi”; e di non aver mutato le proprie convinzioni ideologiche malgrado un pregresso tentativo di messa alla prova. Così, mentre la tragedia causata dall’attentatore di Modena infiamma le cronache politiche, la vicenda del 15 enne tunisino è un alert, sta lì a dimostrare che il problema del radicamento islamico esiste e turba la sicurezza delle persone.
Messo al regime di messa in prova: inutilmente
Il monitoraggio ha funzionato. Il 15enne, infatti, giunto in Italia da poco più di tre anni, già nello scorso mese di ottobre, per la medesima fattispecie di reato, è stato destinatario della misura cautelare del collocamento in comunità. Il 23 marzo è stato ammesso dal giudice al regime di messa alla prova, con conseguente revoca della misura alla quale era sottoposto. Tuttavia, grazie alla cooperazione di intelligence esercitata in seno al Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo con le agenzie di intelligence, Aise ed Aisi, la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha segnalato alla locale Digos della Polizia di Stato di Firenze che il ragazzo, fin dal giorno seguente alla revoca della misura cautelare, attraverso profili social associati ad una nuova utenza a lui intestata, aveva nuovamente iniziato ad interagire con account social in uso a soggetti affiliati al Daesh.
Nei messaggi, il tunisino si dichiarava pronto ad agire
Pertanto, nelle scorse settimane, su richiesta della Digos, il procuratore presso il Tribunale per i Minorenni ha emesso un nuovo decreto di perquisizione che ha consentito di sequestrare il cellulare in uso al 15enne. Dalle analisi è emerso che oltre ad avere conferma del fatto che il minore attraverso piattaforme di messaggistica social interagiva con profili riconducibili all’estremismo islamista radicale, sono emersi particolari inquietanti. In alcuni messaggi, infatti, il ragazzo si è dichiarato pronto ad agire, ricevendo istruzioni dall’interlocutore sulla tipologia di luogo da scegliere per compiere l’azione e mostrandosi interessato alla ricerca di armi.
Vaticano e Firenze i suoi obiettivi
E “sono emersi particolari inquietanti”, riporta la polizia di Stato, proprio perché “in alcuni messaggi il ragazzo si è dichiarato pronto ad agire, ricevendo istruzioni dall’interlocutore sulla tipologia di luogo da scegliere per compiere l’azione e mostrandosi interessato alla ricerca di armi”. in alcuni messaggi il ragazzo si è dichiarato pronto ad agire, ricevendo istruzioni dall’interlocutore sulla tipologia di luogo da scegliere per compiere l’azione e mostrandosi interessato alla ricerca di armi. Nelle chat si parla di luoghi come il Vaticano e di zone in provincia di Firenze.
Piantedosi: “Grazie alle forze dell’ordine per l’arresto”
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ringrazia le forze investigative e le forze di Polizia: “In alcuni messaggi diceva di essere pronto a passare dalle parole ai fatti, chiedendo istruzioni sui luoghi da colpire e sulle armi da utilizzare. Il mio apprezzamento alle Forze dell’ordine e agli operatori dell’intelligence. Che, grazie a una consolidata capacità investigativa, sono riusciti ad assicurare questo pericoloso soggetto alla giustizia”. Così scrive su X il ministro commentando la notizia dell’arresto.
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