Ad alta tensione (procedurale)
Garlasco, i nodi della giustizia vengono al pettine: il paradosso del doppio processo tra Stasi e Sempio. Ecco cosa può succedere
Un condannato e un nuovo indagato per lo stesso delitto: la Procura stringe su Sempio, ma tra i 21 indizi dei pm pavesi e l'incognita Consulta l'udienza preliminare rischia lo stop
Per il caso di Garlasco occorre ripartire dal titolo fatto qualche giorno fa: “Pazza giustizia” e, verrebbe da aggiungere, ad alta tensione procedurale. La vicenda giudiziaria legata all’efferato omicidio di Chiara Poggi rischia di trovarsi di fronte al paradosso senza precedenti di un condannato in via definitiva e di un nuovo imputato a processo per lo stesso identico delitto.
Garlasco, una fase processuale inedita e complessa
Il fascicolo attualizzato all’inchiesta dei pm pavesi, infatti, vive una fase processuale inedita e complessa, divisa tra i ricorsi difensivi e una nuova impalcatura accusatoria: e sulla scrivania del Gup Riganti pende pertanto la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio – accusato di omicidio volontario aggravato della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. E, nel frattempo, Parallelamente, la difesa di Alberto Stasi – guidata da Giada Bocellari e Antonio De Rensis – si appresta a depositare alla Corte d’Appello di Brescia l’istanza di revisione della condanna definitiva, forte di nuovi elementi definiti dirompenti. Nel mezzo, il putiferio emerso sulle indagini del Ris al comando del generale Garofano.
Vulnus giuridico, dubbi e polemiche: lo scontro tra accusa, difesa e legali di Stasi
Dunque, la di là di consulenze e perizie, esami scientifici e dibattiti mediatici, in queste ore il nodo centrale, il vulnus giuridico e le polemiche annesse e connesse, aggiornano lo scontro tra accusa e difesa dell’amico di Marco Poggi sotto accusa, alla questione di costituzionalità che la difesa di Sempio – come noto composta dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti – è pronta a sollevare in aula. e sono proprio i due legali dell’odierno indagato, in attesa di sapere se diverrà imputato o se sarà prosciolto, a evidenziare il corto circuito giuridico. Evidenziando, nelle more, che se l’istanza di revisione per Alberto Stasi superasse il vaglio di ammissibilità, si correrebbe il rischio di una duplice raccolta di prove parallela senza regole certe, rendendo necessario l’intervento della Consulta o del legislatore.
Il primo nodo che viene al pettine: quello dei tempi…
Con intanto un primo risvolto sui tempi: data la complessità del fascicolo e i carichi di lavoro dettati da un imponente mola di documentazione investigativa prodotta dalla Procura di Pavia e ora sul tavolo del Gup Riganti, l’inizio dell’udienza preliminare che sarebbe possibile, sulla carta, anche fissare nel termine di 5 giorni, potrebbe invece slittare verosimilmente ai primi mesi del nuovo anno. Oltre al fatto che non si esclude una sospensione del procedimento in attesa delle decisioni sul fronte Stasi.
Garlasco, l’accusa dei pm pavesi a Sempio cristallizzata in 21 punti
Sul fronte accusatorio, intanto, la Procura di Pavia ha cristallizzato 21 indizi contro il nuovo indagato. Tra questi figurano: 1) le supposte dissonanze (bugie?) e i relativi dubbi sulle chiamate che Sempio ha effettuato a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto della povera Chiara. 2) Le tracce biologiche, tra cui il Dna sotto, o comunque sulle unghie della vittima. O meglio: il profilo genetico maschile rilevato sulle unghie di Chiara Poggi, ritenuto dagli inquirenti compatibile con la linea genetica paterna di Sempio. E l’impronta 33, definita dai carabinieri che per i primi hanno ispezionato la scena del crimine, «bagnata». Anche qui, meglio precisare: l’impronta palmare 33, attribuita dai consulenti della Procura a Sempio, e ritenuta dagli inquirenti compatibile con una mano bagnata al momento del contatto con la parete.
3) L’alibi ritenuto fragile (con tanto dell’incognita boomerang del fatidico scontrino del parcheggio di Vigevano prodotto dall’indagato e rivendicato dai familiari). 4) E, soprattutto, i profili digitali e gli ormai arcinoti soliloqui intercettati di Andrea Sempio che, per gli inquirenti, delineerebbero una personalità ossessionata dal sesso violento. Per l’accusa, infatti, il delitto sarebbe nato da un approccio sessuale a cui Chiara si sarebbe sottratta e che, sempre a detta degli inquirenti pavesi, avrebbe generato una furiosa reazione al rifiuto.
In questo quadro, e come riporta a riguardo tra gli altri il Corriere della sera oggi in un servizio che ricostruisce la dinamica dell’azione omicidiaria, Sempio sarebbe l’unico estraneo presente nella villetta di via Pascoli quel maledetto 13 agosto del 2007. Ma prima di appurarne responsabilità e dichiarazioni, bisognerà capire se, come e quando arrivare in aula.