I numeri veri
Tassi, non parole: più stabilità, meno interessi. Ecco perché l’Italia della Meloni ha vinto la sua sfida con i colossi d’Europa
Tasso ricco, mi ci ficco, recitava un tempo una famosa pubblicità di una grande banca italiana. Tasso basso, Italia al passo, potrebbe essere il titolo dei 4 anni di un grande paese europeo, l’Italia, che ha numeri sul costo del debito pubblico da far invidia a Francia e Germania. Il governo Meloni, sui rendimenti dei titoli pubblici, in grado di tenere a bada gli interessi sul debito grazie alla stabilità politica, ha costruito una buona parte dei suoi successi e mentre nel resto del mondo i rendimenti dei Titoli di Stato a dieci anni registrano un aumento, l’Italia viaggia in controtendenza dal 2022. È quanto emerge da uno studio di Fratelli d’Italia che mette a confronto l’andamento dei rendimenti di dodici grandi economie rispetto alla fine del 2022, quando si è insediato il governo Meloni.
Secondo i dati riportati nel documento, l’Italia è l’unico Paese del gruppo ad aver registrato una riduzione dei rendimenti: dal 4,7% di fine 2022 al 4,5% attuale, con un calo di 0,2 punti percentuali. In tutti gli altri Paesi considerati si registra invece un incremento: dalla Spagna (+0,3) ai Paesi Bassi e al Canada (+0,5), dalla Germania (+0,7) agli Stati Uniti (+1,1), fino al Giappone (+2,4).
L’Italia vince il confronto con altri Paesi europei
Particolarmente significativo il confronto con alcune delle principali economie europee. I rendimenti dei titoli britannici sono saliti dal 3,7% al 5,2%, mentre quelli francesi sono passati dal 3,1% al 4,9%. Secondo lo studio, oggi i titoli italiani a dieci anni offrono rendimenti inferiori di circa 50 punti base rispetto a quelli francesi. Fratelli d’Italia evidenzia stabilità politica garantita dal governo Meloni e a una gestione economica improntata alla prudenza e alla responsabilità. La fiducia degli investitori internazionali nell’Italia sia cresciuta, riducendo la percezione del rischio rispetto al passato e rispetto ad altre economie europee. Un risultato che il partito della premier considera un segnale della maggiore credibilità finanziaria conquistata dall’Italia sui mercati internazionali, in un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza energetica e crescenti esigenze di finanziamento pubblico.
I titoli di Stato e i rendimenti bassi
I Titoli di Stato sono strumenti finanziari attraverso i quali un Paese raccoglie denaro dai risparmiatori e dagli investitori, impegnandosi a restituirlo alla scadenza e, a seconda del titolo, a riconoscere interessi periodici. In sostanza, quando un cittadino, una banca o un fondo acquista un BTP italiano, presta denaro allo Stato per contribuire a finanziare la spesa pubblica e il debito pubblico. Il rendimento rappresenta il guadagno che un investitore ottiene acquistando un titolo e mantenendolo fino alla scadenza, tenendo conto del prezzo pagato e degli interessi previsti. Per lo Stato, il rendimento è un indicatore importante del costo al quale riesce a finanziarsi sui mercati.
Quando i rendimenti richiesti dagli investitori diminuiscono, lo Stato può collocare i nuovi titoli pagando interessi più contenuti. Questo significa risparmiare sulla spesa per gli interessi del debito pubblico e liberare risorse che possono essere destinate ad altri obiettivi: sanità, scuola, infrastrutture, servizi e riduzione delle tasse.
Al contrario, quando i rendimenti salgono, finanziarsi diventa più costoso. Lo Stato deve riconoscere interessi maggiori sui nuovi titoli e, progressivamente, anche sul debito in scadenza che viene rinnovato. In un Paese con un debito pubblico elevato come l’Italia, anche variazioni relativamente contenute dei tassi possono avere conseguenze significative sui conti pubblici nel medio-lungo periodo.
Rendimenti più bassi possono contribuire a ridurre il costo del credito nell’economia, favorendo condizioni di finanziamento più convenienti per imprese e famiglie. Possono inoltre rappresentare un segnale di maggiore fiducia degli investitori nella solidità finanziaria e nella capacità di un Paese di onorare i propri impegni. Come accaduto in questi anni di governo Meloni.